Borgo Medievale - Dettaglio evento

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Borgo Medievale di Torino. Le ceramiche

Dal mercoledì 23 giugno 2004
al domenica 03 ottobre 2004

Comunicato stampa evento: Borgo Medievale di Torino. Le ceramiche

Orario di apertura: tutti i giorni 9-19



Ingresso gratuito



Il Borgo Medievale celebra il suo 120° anniversario dotandosi di una nuova sala per piccole mostre temporanee, allestita nella Chiesa e progettata per ospitare rassegne dedicate ai vari aspetti della cultura e della produzione artistica e artigianale dell’Ottocento.



Il Borgo Medievale di Torino, ricostruzione di un castello feudale quattrocentesco composto da borgo e rocca, fu concepito quale Sezione di Arte Antica all’interno della Esposizione Generale Italiana del 1884 con finalità eminentemente didattica: comunicare in modo immediato e intuitivo al pubblico più vasto l’idea dello stile che aveva contraddistinto il XV secolo in Piemonte. Le case del villaggio furono costruite componendo modelli rilevati da edifici quattrocenteschi esistenti sul territorio piemontese; la rocca feudale ebbe stanze interamente arredate con riproduzioni di oggetti originali scelti ed eseguiti con assoluto scrupolo filologico. Il complesso, poi divenuto Museo Civico, svolse in questo modo un ruolo importante nel valorizzare il patrimonio artistico e architettonico del Quattrocento piemontese, misconosciuto e spesso a rischio di dispersione.



Con la stessa prospettiva, la Fondazione Torino Musei intende ora promuovere l’approfondimento della conoscenza e la valorizzazione del Borgo, avviando un preciso impegno di studio delle collezioni in parallelo con il loro restauro e, soprattutto, favorendo la diffusione di tale conoscenza tramite l’allestimento di mostre tematiche, la pubblicazione del catalogo delle opere e di quaderni didattici.



La mostra delle ceramiche del castello è la prima tappa di questo impegno: essa è il frutto dello studio approfondito condotto sui manufatti in rapporto ai loro modelli, corroborato dai risultati dell’intervento di restauro condotto sull’intera collezione. Ad essa si accompagnerà il catalogo della collezione a cura di Maria Paola Ruffino, conservatore del Museo.




LA MOSTRA


Il percorso propone pezzi esemplari del vasellame ceramico che riproducono in maniera precisa una serie di originali quattrocenteschi, imitandone forme, tecniche e decorazione; furono realizzati da rinomate manifatture italiane, come la fiorentina Cantagalli, le emiliane Minghetti e Farina, la ditta torinese dei Fratelli Chiotti. Il nucleo in esposizione, costituito da circa 20 pezzi di cui piatti, scodelle e boccali in terracotta ingobbiata, graffita e dipinta e alcune maioliche, è stato oggetto, nell’ultimo anno, di restauro e di studi approfonditi. Gli oggetti sono esposti accanto ai loro modelli, 13 pezzi tardo-medievali e rinascimentali, di provenienza piemontese, emiliana e toscana, con prestiti da collezioni pubbliche e private. La mostra illustra anche la produzione della bottega della ceramica attiva al Borgo Medioevale durante l’Esposizione Nazionale del 1884, all’epoca gestita da Ludovico Farina e Alberto Issel, con opere provenienti dal castello di Issogne in Valle d’Aosta e dall’Accademia Ligustica di Genova. Avvalendosi di pannelli esplicativi e di riproduzioni fotografiche, il percorso offre nozioni di supporto per facilitare la comprensione della finalità didattica che sovrintese nel 1884 alla produzione del vasellame come dell’intero castello, nozioni sulla tecnica (si tratta perlopiù di ceramiche ingobbiate, graffite e dipinte), sulle manifatture autrici delle opere, sull’attività della bottega del Borgo. L’informazione circa la ceramica quattrocentesca piemontese è ampliata per mezzo della proiezione di immagini di manufatti ancora presenti sul territorio.




Il percorso espositivo


La prima vetrina illustra la tecnica di lavorazione della ceramica ingobbiata, graffita, dipinta e invetriata, che ebbe vasta diffusione nella produzione padana del secolo XV. La lavorazione è articolata in più fasi: dopo essere stata modellata, la terracotta viene ricoperta da uno strato sottile di argilla chiara (ingobbio), decorata a graffito e a pennello con ossidi di rame e di ferro e sottoposta a una prima cottura; l’oggetto è poi ricoperto con una vernice trasparente (vetrina) e cotto una seconda volta.



Il vasellame della Rocca: i modelli piemontesi
Il percorso prosegue con l’esposizione delle terrecotte in stile medievale che arredano la Rocca, realizzate nel 1884 come esatte riproduzioni di originali tardo-gotici. Principale modello furono i bacini dei campanili delle chiese di San Giovanni e di Santa Maria di Avigliana e della precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, all’imbocco della valle di Susa. L’esecuzione si deve alla ditta torinese dei fratelli Giuseppe e Luigi Chiotti, titolari di un negozio di porcellane e cristallerie in via Garibaldi di fronte alla chiesa dei Santi Martiri.



Il vasellame della Rocca: i modelli italiani
Nella terza vetrina sono esposte le opere realizzate per la Rocca da manifatture emiliane e toscane. La ditta bolognese di Angelo Minghetti, che eccelleva nella riproduzione dei tipi classici della maiolica italiana, propose una serie di oggetti derivati da originali conservati in parte nelle raccolte del Museo Civico di Bologna (aperto nel 1881) e in parte nella sua collezione privata. Ludovico Farina di Faenza, profondo conoscitore della ceramica rinascimentale, fornì un bel boccale di cultura ferrarese-mantovana e riprodusse i rilievi con stemmi e figure di santi del Museo Civico d’Arte Antica di Torino, provenienti da Capriata d’Orba, in provincia di Alessandria. Le copie sono ora collocate sulla fronte della Casa dei Pellegrini, all’ingresso del Borgo. Diverso il caso del vaso in maiolica bianca e azzurra siglato Issel e Farina, il cui modello è tratto da un dipinto del 1451 del convento domenicano di Santa Maria di Castello a Genova. Infine, alla manifattura fiorentina di Ulisse Cantagalli, famosa per le ‘robbiane’, si deve il grande tondo calcato da un originale fiorentino della bottega di Andrea della Robbia, ora nella Galleria Nazionale di Praga.



L’attività della bottega del Borgo
La produzione e la vendita di terrecotte era affidata al genovese Alberto Issel e a Ludovico Farina di Faenza. Una squadra di cinque ceramisti faentini lavorò, durante i mesi della Esposizione, nel laboratorio della casa di Frossasco, mentre il forno era collocato nella Torre d’Alba. Vari esemplari di questa produzione furono acquistati dagli organizzatori della mostra per le proprie dimore: Vittorio Avondo per il castello di Issogne, Ferdinando Scarampi di Villanova per il castello avito a Camino. Una piccola collezione di pezzi fu donata da Alberto Issel nel 1885 all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.



I ritrovamenti di scavo a Palazzo Madama nel 1884.
I metodi di riproduzione messi a punto per il Borgo Medievale furono poi riproposti nel 1911 per il padiglione piemontese dell’Esposizione Internazionale di Roma, progettato da Cesare Bertea come libera ricostruzione del priorato di Sant’Orso di Aosta. In questa occasione furono studiati e rielaborati i modelli forniti dai reperti dello scavo archeologico condotto nel 1884 nell’area di Palazzo Madama, sotto la direzione di Alfredo d’Andrade, Vittorio Avondo e Federico Pastoris. Dopo l’Esposizione romana gli oggetti trovarono collocazione definitiva nel castello di Issogne.




Dopo le ceramiche, la sala mostre ospiterà una rara raccolta di libri editi dalla stamperia nata nel Borgo Medievale per l’esposizione del 1911 e divenuta poi parte integrante del Museo Nazionale del Libro, fondato a Torino nel 1912 e rimasto in vita fino alla fine degli anni Venti, quando cominciò la dispersione delle sue raccolte.


Informazioni per il pubblico: tel. 011.4431.701
e-mail: borgomedievale@fondazionetorinomusei.it
www.borgomedioevaletorino.it


DANIELA MATTEU
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