Per ricordare il grande artista del ferro a dieci anni dalla sua scomparsa, l’Amministrazione comunale di Mogliano Veneto, in collaborazione col Museo Toni Benetton, promuove la mostra Toni Benetton. Dialoghi con gli animali,
che si svolgerà al Brolo, Centro d'Arte e Cultura, dal 19 febbraio al 16 aprile 2006. Curata da Casimiro Di Crescenzo, direttore del Brolo, con l’aiuto di Ada Benetton, moglie dell’artista, e del figlio Giovanni, questa
mostra illustra il suo rapporto con il mondo naturale; uno degli aspetti principale dell’opera dello scultore, fonte e linfa vitale della sua ispirazione creativa.
Trenta sculture e quaranta disegni che coprono gli anni dal 1957 al 1994 dimostrano il suo interesse per la natura, soprattutto per gli animali, di cui cerca di comprenderne il linguaggio e la loro caratteristica principale.
All'inizio della mostra le ormai celebri sculture in filo di ferro, definite da Giò Ponti "cose inaspettate, vive" e per le quali ricevette la medaglia d'oro all’XI Triennale di Milano. Seguono le sculture lavorate a lamine di
ferro, o forgiate e modellate a caldo degli anni Sessanta. Il Toro e Uccello di palude, entrambi del 1960, sono due opere realizzate per il Giardino Salomon di Solighetto, momento di svolta nella carriera artistica di Benetton. Per la prima volta comprende che la scultura vive all’aperto e si inserisce nell’ambiente naturale. Una scultura non più legata ai limiti delle proprie dimensioni, ma capace di interagire in un contesto più ampio, legato ad uno spazio naturale. Da questo momento in poi le sculture tendono ad ingigantirsi, grazie anche ai nuovi, più ampi, atelier: famosissimo quello circolare a Sant'Artemio, e successivamente quello antistante la villa La Marignana a Marocco di Mogliano Veneto, dal 1967 casa-laboratorio dello scultore. Questa conquista dello spazio lo porta ad una nuova
monumentalità, che pur rispettando le leggi della natura e le regole della geometria, si confronta ormai con il mondo urbano. Non più scultura ma struttura, dominata dalla verticalità, che evolve nella concezione finale di
Scultura-Architettura. Di questi ultimi anni, sono esposti in mostra vari esempi di Sintesi di animali, sculture dal disegno elegante e raffinato che dell'animale offrono solo una sintetica concettualizzazione. A dimostrazione
della sua abilità nel modellare sono esposti anche lavori in terracotta eseguiti in periodi diversi. La presenza di numerosi disegni preparatori o studi di scultura illustra una caratteristica basilare del metodo di lavoro
dell'artista. Ogni opera si basa su un progetto di fattibilità e ha come punto di partenza il disegno. Benetton amava fissare una prima idea velocemente sulla carta. in seguito creava numerosi disegni, sempre più precisi e dettagliati, dell'opera che lo aiutavano poi nella realizzazione finale.
Toni Benetton (1910-1996), già in vita considerato uno dei più importanti scultori italiani, scelse come materiale per eccellenza il ferro. In breve tempo, fu capace di scoprirne tutti i segreti e dimostrò nel corso di una lunghissima attività creativa una inesauribile fantasia nel piegare, forgiare e modellare questo metallo. È un mestiere che apprende da piccolo frequentando la bottega dello zio fabbro. Già a diciassette anni ha una piccola officina ricavata in un angolo del giardino di casa. Fondamentale fu l'incontro con Arturo Martini, suo maestro all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove si diploma nel 1942. Dal 1946, abbandona l'insegnamento e decide di dedicarsi esclusivamente alla lavorazione del ferro. Una lunga carriera costellata di riconoscimenti ufficiali e di premi sia in Italia sia all'estero, culminata con la consacrazione definitiva alla XLII Biennale d’Arte di Venezia del 1986.
Immagine in apertura: Piramide animale, 1960
ferro forgiato e saldato, cm. 72 x 40 x 40
Museo Toni Benetton, Mogliano Veneto
Inaugurazione: sabato 18 febbraio 2006 ore 11.00-12.00
19 febbraio 16 aprile 2006
Ingresso gratuito
Brolo centro d'arte e cultura
tel./fax 041.5905154
info@brolo.org
www.brolo.org