19 ottobre 2003 – 18 gennaio 2004
Vernice per la stampa (alla presenza delle istituzioni) venerdì 17 ottobre 2003
dalle ore 11.00 alle ore 13.00
(la mostra rimarrà aperta, a disposizione della stampa, fino alle ore 18.00)
Inaugurazione: sabato 18 ottobre dalle ore 11.00 alle ore 13.00
Orario: Tutti i giorni 10.00 – 19.00
Lunedì chiuso
Ingresso: Intero € 5,00 Ridotto € 3,00 (fino a 25 anni ed oltre i 60 anni, tessera del Touring Club)
Laboratori didattici: A cura di Progetto ArTuCosto di € 60,00 a classe, più il biglietto d’ingresso
Catalogo: Edizioni Basilissa - Venezia
“Il mio disegno al tratto è la traduzione diretta e più pura della mia emozione. È la semplificazione del mezzo a permetterlo. Tuttavia, questi disegni sono più completi di quanto possano sembrare a chi li assimila a una specie di schizzo. Sono generatori di luce; osservati in una luce smorzata, o meglio, con un’illuminazione indiretta, contengono in modo evidente, oltre al sapore e alla sensibilità della linea, la luminosità e le differenze di valori corrispondenti al colore”.
(Henri Matisse, Note di un pittore sul suo disegno, in “Le Point”, n. 21, luglio 1939)
Henri Matisse. La luce del nero è il nuovo grande appuntamento del Brolo, Centro d’Arte e Cultura di Mogliano Veneto. Promossa dall’Amministrazione Comunale della Città di Mogliano e curata da Casimiro Di Crescenzo, storico dell’arte e Direttore del Brolo, questa mostra è ad oggi una delle rassegne più significative dedicate in Italia alla produzione grafica di Henri Matisse. Riunisce, infatti, per la prima volta, il maggior numero di incisioni, realizzate nelle diverse tecniche, del maestro francese.
Una rassegna di 80 opere, in prestito dalle sedi più accreditate tra le istituzioni museali che conservano i capolavori di Matisse, è l’esposizione che il grande pubblico potrà ammirare a Mogliano Veneto dal prossimo 19 ottobre. Grazie alla preziosa collaborazione, consolidata nel corso di questi tre anni di proficua attività del Brolo, 23 sono le opere provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Francia (dei nove monotipi in possesso della stessa, cinque sono stati generosamente concessi al Centro d’Arte e Cultura di Mogliano). Questo prestito è completato da diciotto lavori scelti tra le incisioni su linoleum e le acquetinte con l’aiuto di Mme Céline Chicha, conservatrice al Dipartimento di Stampe e autrice, anche, di un testo per il catalogo. Il prezioso aiuto di Alessandra Carnielli, executive director della Pierre and Maria Gaetana Matisse Foundation di New York, ha permesso di includere nel percorso espositivo 27 lavori tra cui spiccano, oltre ai linoleum e acquetinte, un prezioso e raro disegno del 1936 a matita bianca su carta nera; due disegni a pennello ed inchiostro dell’ultimo periodo; il Grande nudo “fauve”, una fondamentale litografia realizzata nel 1906; un monotipo con il ritratto del pittore Marquet; sei acqueforti scelte tra le incisioni per il libro Poesie di Mallarmé del 1932. Il Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou partecipa con due disegni del 1935, di cui uno mai esposto prima essendo un’acquisizione recente del Gabinetto di Arti Grafiche. Il Musée de Pontoise ha concesso il prestito di tutta la collezione di disegni di Matisse: dieci opere donate da Mme Marie Matisse nel 1979. Un importante contributo proviene da collezionisti privati che hanno scelto di restare anonimi, tra cui siamo particolarmente onorati di annoverare due membri della famiglia Matisse.
La mostra Henri Matisse. La luce del nero si propone di mettere in luce un percorso artistico parallelo e misconosciuto di Henri Matisse, pittore universalmente noto come il “maestro dei colori” – giallo, blu, rosso … – ma anche del nero puro, come tono di luce, estrema sintesi di tutti i colori.
Il percorso della mostra svela un’inconsueta indagine dell’arte grafica di Matisse approfondendo, in alternativa alla sua famosa pittura, gli stadi di sviluppo delle diverse tecniche adottate dal celebre artista, in distinti periodi della sua vita: dalle litografie, ai monotipi, alle incisioni su linoleum, dagli inchiostri di china, alle acquetinte, al carboncino ed alla semplice matita bianca su carta nera.
In evidenza, il tratto puro e ininterrotto dato con estrema abilità dall’artista – esemplificato magistralmente nelle acqueforti contenute nel libro di Poésies di Mallarmé (il suo primo libro illustrato, pubblicato da Skira nel 1932) – e la sua versatilità nel recupero del colore “nero”. Uno studio attento, inoltre, sulla capacità di Matisse di invertire il rapporto bianco e nero, come nei monotipi e nelle incisioni su linoleum (foglio nero e segno bianco come in Pasiphaé di Montherlant del 1944), che lo porterà ad elevare ad “Arte” questa particolare tecnica, considerata sino allora mera espressione di artigianato. Queste principali linee guida si ritrovano infine fuse nella serie conclusiva dei disegni a pennello ed a inchiostro e nelle acquetinte, caratterizzate dal magistrale uso innovativo della tecnica.
Dopo l’omaggio reso dal Brolo e dalla Città di Mogliano Veneto a Giambattista Piranesi, Alberto Giacometti, Marc Chagall, Max Klinger e Toulouse-Lautrec, la presenza d’eccezione delle opere di Henri Matisse è preludio al nuovo progetto, già in via di definizione, rivolto all’opera grafica di Camille Pissarro. Nell’ottica, come nelle precedenti rassegne, di offrire al pubblico un calendario di mostre di peculiare e qualificata ricerca artistica.
Introduzione alla mostra
Il disegno ha accompagnato tutta la produzione di Matisse precedendo e affiancando l’esecuzione di dipinti, sculture, illustrazioni di libri, tappezzerie, ceramiche e carte ritagliate. Matisse, artista alla ricerca perpetua dell’espressione, passa da una tecnica all’altra, senza preoccuparsi della gerarchia dei generi. La pratica del disegno, quindi, non si riduce solo all’esecuzione di schizzi o studi preparatori, ma esplora con i propri mezzi un’identica ricerca rivaleggiando nel risultato per interesse e qualità.
Superato il periodo di apprendistato e dello studio accademico, Matisse sviluppa due stili grafici. Il primo è caratterizzato da un disegno lento e minuzioso che esplora tutte le infinite gradazioni del grigio. Il secondo, invece, si distingue per il tratto puro, semplice, dove la linea illumina il bianco assoluto del foglio di carta. Questi disegni, molto più elaborati di quanto l’apparente facilità d’esecuzione possa far credere, sono il frutto di una lunga meditazione. L’artista ha eliminato tutti i dettagli superflui della composizione e gli elementi scelti sono caricati di significati diversi. Il tratto non indica solo il volume e la posizione nello spazio ma è anche fonte di luce.
È proprio su questo secondo aspetto che la mostra Henri Matisse. La luce del nero intende soffermarsi. Paradossalmente, si vuole dimostrare che Matisse è effettivamente il re del colore proponendo esclusivamente le opere in cui il nero è protagonista assoluto.
Punto di partenza sono Le grand nu del 1906, la sola litografia di questo periodo eseguita direttamente sulla pietra litografica, e Petit Bois clair, incisione su legno realizzata nello stesso anno. E’ interessante notare come, proprio durante il suo periodo fauve, in cui l’uso del colore è il più irreale ed innovativo, il disegno gli permetta di scrutare con esattezza la natura e lo aiuti a sviluppare una nuova scrittura formale.
Tre litografie del 1913-17 introducono ad un nuovo periodo di interesse rivolto da Matisse alla grafica. Per lo più nudi femminili, le opere presentano un formato più ampio e una audacia nella rappresentazione delle forme ben descritta da Nu de trois-quarts, une partie de la tête coupée del 1913.
I cinque monotipi prestati dalla Biblioteca Nazionale di Francia inaugurano il ruolo del nero puro utilizzato “come un colore di luce e non come un colore dell’oscurità”, celebre frase dell’artista a proposito del suo quadro Les Coloquintes, 1916, oggi conservato al Museo d’Arte Moderna di New York. Con i monotipi si realizza l’inversione tra il bianco e il nero, intensificando il contrasto tra i due estremi. La piastra di rame riceve un’inchiostratura uniforme del nero. Non è incisa ma solo sfiorata dallo strumento, il manico del pennello, la punta di matita o altro che vi disegni il tracciato, lasciato in riserva bianco sullo sfondo nero al momento della stampa. Come indica il nome, sono unici per natura e il risultato finale si presenta come il negativo delle acqueforti o litografie contemporanee.
Nel 1938, le incisioni su linoleum arricchiscono di nuove esperienze questa inversione del rapporto bianco-nero. Matisse apprezza la docilità dello strumento che gli permette di variare la larghezza del tratto, di inchiostrare in maniera perfetta il foglio e di offrire al segno un bianco puro. Questi elementi istituiscono all’interno dello spazio del foglio stampato dei rapporti completamente differenti, esaltati dall’opposizione di luminosità degli estremi.
La serie di acquetinte realizzate dal 1946 al 1952 costituisce l’arrivo finale di questa ricerca originale. Questa nuova tecnica gli permette una certa facilità d’esecuzione. Giunge infatti a lavorare il rame nella stessa maniera con cui esegue i suoi disegni a pennello ed inchiostro dello stesso periodo. Il tratto raffinato e fluido, debitore delle arti dell’Estremo Oriente, espande il suo arabesco in un gioco puro e ricercato. Per lo più ritratti, queste acquetinte si liberano dell’obbligo della rassomiglianza esteriore per arrivare “alla trascrizione quasi inconsapevole della significazione del modello”. La linea si imprime sul biancore integro del foglio, esaltando la sontuosità di un nero puro e solenne.
(Casimiro Di Crescenzo)
Per informazioni:
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Cristina Testa – Relazioni Esterne
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