CACT - Centro D'Arte Contemporanea Ticino - Dettaglio evento

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Aspetti di una collezione privata

Dal sabato 22 luglio 2006
al domenica 17 settembre 2006

Orari:
venerdì, sabato, domenica 14.00/18.00
(o su appuntamento)

Comunicato stampa evento: Aspetti di una collezione privata

Katia Bassanini, Alex Hanimann, Elke Krystufek, Shahryar Nashat


Provenienti da collezione privata, le opere offrono uno spaccato della produzione artistica svizzera degli ultimi 10-15 anni con particolare riferimento alle scelte programmatiche del CACT. Tra gli autori in via di riconoscimento figurano la svizzero-americana Katia Bassanini (1969), di cui verranno presentati lavori su carta e oggetti. L’artista, oltre che per il suo percorso al di fuori dei nostri confini, è conosciuta al pubblico ticinese per aver vinto – tra gli altri – il premio come migliore giovane artista nella mostra tematica Che c’è di nuovo?, tenutasi nel 2003 presso il Museo Cantonale d’Arte di Lugano. Attingendo agli aspetti performativi storicamente riconducibili alle scuole animate da Nitsch, Schwarzkogler e Brus, K.B. riesce a divenire essa stessa mediazione, facendo uso di molti mezzi di produzione, quali il disegno, la pittura, il video e l’oggettistica. […] Come nella tradizione tutta italiana della commedia dell’arte, anche nell’universo delineato impietosamente dall’artista gli individui non sono che maschere grottesche, figure stereotipate. […] […] Nel delineare questo mondo l’artista non mostra nessuna compassione o sotterranea empatia, ma si avvale anzi di un linguaggio crudo, scurrile che rifiuta l’ipocrisia del politically correct. […] (Elio Schenini).

Nato in Iran e cresciuto in Svizzera, Shahryar Nashat (1975) è dai primi anni di questo decennio uno dei protagonisti sulla scena artistica nazionale. Consolidatosi all’estero con l’invito a rappresentare il nostro paese alla Biennale di Venezia 2005, dell’artista viene esposta l’installazione video a due canali All the Way back, the reconstruction, 2001. L’opera – che segnerà una svolta importante nella carriera del giovane autore – è la storia di un uomo, che fugge fuori da una stanza, lasciando un uomo coricato su di un letto. Gli elementi narrativi non sono dati, vi si identificano effetto e causa, e il prevalere di uno sull’altra in un inseguirsi affannoso di intimi stati d’animo tra realtà e finzione, disperazione e violenza. La ricostruzione di un’improbabile camera da letto e una voce narrante fuori campo disegnano l’intento dell’artista di ricomporre elementi frammentati della memoria, di un sofferto ipotetico vissuto.

Una selezione di opere su carta e qualche oggetto costituiscono la parte destinata ad Alex Hanimann (1955). Artista più volte esposto al CACT, egli è soprattutto attivo nella Svizzera tedesca e romanda, e in Germania. La sua opera – pur attingendo dalla tradizione pittorica – affronta soprattutto le problematiche della comunicazione di oggi, attraverso l’immagine disegnata e i significati della scrittura [come segno] legati al fenomeno mediatico di un mondo caratterizzato dall’esubero di informazione. A.H. non manca mai di riflettere criticamente sul rapporto tecnologia/linguaggio, delineando un futuro in cui la dematerializzazione e la perdita di controllo del concetto “tempo” svuota il rapporto umano comunicazionale.

Di Elke Krystufek (1970), sono presentati i video titolati It’s unfair (1992) e This Life can’t be an Excuse for the next One (1994).




22 luglio-17 settembre 2006


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