Massimo Carasi
“Gli intrusi”
Domenica 20 novembre dalle ore 11 e per tutta la giornata si inaugura presso il Centro d'Arte Contemporanea del Castello di Rivara la rassegna "Punto e a capo : nuova contemporaneità italiana" a cura di Edoardo Di Mauro.
Espongono:
Guido Bagini, Angelo Barile, Guia Besana, Gaetano Buttaro, Gianluca Chiodi, Daniele Contavalli, Cristiano De Gaetano, Raffaella Della Olga, Stefania Di Marco, Paolo di Montegnacco, gruppo Eya, Roberta Fanti, Silvia Fubini, Luciano Gaglio, Carlo Galfione, Marzia Gandini, Tea Giobbio, Alessandro Gioiello, Leonardo Greco, Rivkah Hetherington, Paolo Maggi, Rita Mancini, Gianluca Nibbi, Elisa Pavan, Domenico Piccolo, Debora Romei, Gianluca Rosso, Antenore Rovesti, Liliana Salone, Giuseppe Teofilo, Roberto Zizzo.
In contemporanea all'inaugurazione si svolgerà la performance di Massimo Carasi "Gli intrusi".
Massimo Carasi
“Gli intrusi”
“Gli intrusi” è una performance che utilizza un repertorio di musiche e canzoni originali eseguite in un concerto live. La tenda è una membrana che impedisce ai musicisti la visione del pubblico, invitando entrambi ad una condizione di percezione ed immaginazione reciproca.
Convogliando l’attenzione verso un rituale “non visivo” pubblico ed interpreti sperimentano una sorta di “rinnovata attenzione” verso il materiale sonoro.
La tenda inoltre rappresenta un oggetto impermanente con una presenza fisica precaria, dotata di spazialità e teatralità. È un vuoto contenuto. Luce e suono permeano attraverso di essa come da una emittente aliena che libera la sua energia.
Una tenda è un ricovero impermanente, fragile e rassicurante al tempo stesso. Amo svegliarmi la mattina, tirare una zip e avere l’erba a pochi centimetri dal naso, amo coricarmi la notte sbirciando le stelle. Preferisco di gran lunga la tenda ad una stanza d’albergo, persino in condizioni atmosferiche avverse. Ho piantato tende quasi dappertutto, in compagnia o in solitudine ; su dune desertiche, a due metri dal mare, in boschi in montagna, parcheggi autostradali e persino nel giardino di mia madre. Personalmente possiedo a tutt’oggi 3 tende, una vecchia canadese a tre posti, un igloo da moto modernissimo e una meravigliosa 5/6 posti d’occasione, dotata di stanza da letto e vano giorno. Trovo affascinante l’idea di qualcosa che possa essere montato/smontato e trasportato con facilità…qualcosa che riesca a creare una piccola dimensione a sé stante e, allo stesso tempo, direttamente connessa con l’ambiente. A differenza di dimore che impiegano laterizi, cemento, legno o altri materiali più sofisticati, la tenda consente di mantenere, nel bene e nel male, la percezione sensoriale degli odori e dei rumori esterni ad essa…facile sentire una radio vicina, facile sentire qualcuno russare, facile sentire due vicini che fanno l’amore. Ciò può risultare fastidioso, imbarazzante o indurre a riflettere sulla natura di quella parte del genere umano che torna a giacere a pochi millimetri dal suolo, come sua atavica consuetudine, pur disponendo di ricoveri più appropriati.
È una performance che prevede un repertorio di brani e testi originali che viene eseguito da tre musicisti celati all’interno di una tenda di medie dimensioni collocata in contesti particolari. L’inappropriatezza di una tenda da campeggio su una pavimentazione urbana salta immediatamente agli occhi. A maggior ragione la sua presenza risulta peculiare se da essa proviene musica eseguita rigorosamente dal vivo. L’azione prevede in tal modo che venga arbitrariamente perpetrata un’intrusione all’interno di un contesto specifico, ad esempio il mondo dell’arte, controvertendo le regole che prevedono un’etichetta ed un modus operandi. Il visitatore potrebbe essere indotto a porsi alcune semplici considerazioni :
La tenda è un contenitore che esclude al pubblico la visione dei musicisti e impedisce ai musicisti la visione del pubblico creando, attraverso il suono, una condizione di reciproca concentrazione e coinvolgimento che induce ad immaginarsi reciprocamente.
Convogliando l’attenzione verso un rituale “non visivo” (l’esatto contrario di ciò che viene propinato dai media con la formula musica + immagine), pubblico ed interpreti condividono una sorta di “attenzione nuova” verso l’istante dell’accadimento dell’azione indagando con più attenzione il significato delle musiche e dei testi. La tenda inoltre rappresenta un oggetto impermanente con una consistenza ridotta .E’ un vuoto che contiene musica luce e suono che provengono da essa come da un’emittente aliena.
Massimo Carasi è nato a Volta Mantovana (Mn), vive e lavora a Milano e Mantova.
2005 :
“Punto e a capo : nuova contemporaneità italiana”, Performance and Live set, a cura di Edoardo Di Mauro,Castello di Rivara (To)
Gli Intrusi 4 (duo), Performance and Live set, a cura di Noha Stolz, Locarno Film Festival, Rotonda del Festival, Locarno (Svizzera), 5 – 6 agosto.
Bastian Contrario, Performance and Live Set, Giardini della Biennale, Venezia, 9 giugno.
Gli intrusi 3, con F. La Vaccara/ Journey , Gheroarte c/o stazione ferroviaria di Corsico, Corsico (Mi) 17 aprile.
Gli Intrusi 2, Flash Art Show, Installazione e Live set, Hotel Executive via Don Sturzo, Milano, 8 aprile.
Gli intrusi 1 , Flash Art Show, Installazione e Live set, a cura di Viviana Siviero e Francesco Bonazzi, Hotel Sofitel via Pietramellara, Bologna, 27 gennaio.
2004 :
Homeless’s Serenade, Installazione e Live set, Stecca degli artigiani, via Confalonieri, Milano, 10 luglio
L’armadio + Duets, video installazione e Live set, Cantiere Delirio, via Alserio 5, Milano, 13 maggio.
Musiche per centri inferiori ai 300 abitanti, Installazione e Live set Frida Tertulias, via Pollaiolo 3, Milano, 17 marzo.
Inaugurazione: domenica 20 novembre 2005 ore 11 per tutta la giornata
Info 0124/31.122
335/63.98.351
castellodirivara@libero.it
Castello di Rivara
Centro d’Arte Contemporanea
Piazza Sillano 2/i 10080 Rivara (To)