a cura di Lavinia Filippi
Jasmine Bertusi cittadina del mondo nell’era della globalizzazione esaspera l’utilizzo di un linguaggio tecnicamente e concettualmente contemporaneo. In una società, quella occidentale, che non fa a tempo a darsi una identità artistica, architettonica, culturale o sociale, senza che questa sia già sorpassata, rinnegata, demolita o rinnovata. Jasmine Bertusi trasforma e decontestualizza la realtà, per denunciarne la relatività e precarietà, attraverso i trucchi della grafica e dell’informatica.
I monumenti di Roma, la sua storia viva e vera da millenni, acquistano nelle immagini di Jasmine Bertusi una forma astratta e fluttuano nel cielo, come a evidenziare un glorioso passato che ha ormai perso peso, rispetto e valore. Allo stesso tempo i grattaceli di New York, città che nell’immaginario collettivo è sinonimo di frenetico progresso, si scompongono per formare effimere figure geometriche in continuo movimento.
Ironica denuncia di una società che sfugge ad alcune regole sociali e finanziarie ma che resta intrappolata in altre, abbagliata da ricchezze virtuali e dal bombardamento mediatico che ci porta molte informazioni ma che al tempo stesso filtra la realtà enfatizzando alcuni aspetti e lasciandone in ombra altri, trasformando la quotidianità in fiction e confondendo storia contemporanea con fantascienza.
Inaugurazione domenica 15 ottobre 2006
15 ottobre - 12 novembre 2006
Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro
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Corso XI Settembre
61100 PESARO
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