Gli ambienti della Galleria d’Arte Moderna Bonzagni di Cento si tingeranno presto dei vibranti colori, delle atmosfere, luoghi, paesaggi ed intense suggestioni delle immagini immortalate dalla straordinaria sensibilità di Steve McCurry, considerato uno dei più grandi maestri della fotografia dei nostri tempi, divenuto universalmente noto grazie alle memorabili immagini scattate per il National Geographic
Sabato 1 settembre, alle ore 22, si inaugurerà infatti la mostra personale “Sojourn: narratives of Asia”, prodotta dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Cento, in collaborazione con
la Galleria ModenArte.
La mostra presenta una selezione di una quarantina di immagini scattate nei paesi del sud est asiatico di cui l’artista ritrae in maniera vivida e spettacolare storie, dettagli, scene di vita quotidiana, splendidi ed incontaminati paesaggi, luoghi devastati della miseria e della desolazione della guerra e volti profondi ed espressivi che racchiudono tutta l’essenza e complessità dell’umana esistenza.
L’artista
Celebre per le sue foto a colori altamente evocative, McCurry, nella migliore tradizione documentaristica è in grado di cogliere l’essenza degli umani affanni e della gioia. Membro della Magnum Photos dal 1986, McCurry ha cercato e ha trovato l’indimenticabile; molte delle sue immagini sono divenute delle icone dei nostri giorni. Nato a Filadelphia, McCurry si è laureato con lode al College of arts and Architecture della Pennsylvania State University. Dopo due anni di
lavoro per una testata giornalistica è partito per l’India come freelance. In India, McCurry ha imparato ad “osservare” e ad “aspettare” la vita. “Se aspetti” – si è reso conto – “la gente si dimentica della tua macchina fotografica e l’anima affiora, diventa visibile”.
La svolta della sua carriera è arrivata quando, camuffatosi indossando abiti locali, ha attraversato le frontiere del Pakistan poco prima dell’invasione russa per raggiungere i territori afgani controllati
dai ribelli. Quando è riapparso portava addosso, cuciti negli abiti, i rullini con le immagini che avrebbe pubblicato in tutto il mondo e che sarebbero state tra le prime a mostrare il conflitto in quelle zone.
Il suo servizio ha vinto la Medaglia d’oro Robert Capa per il Miglior Reportage Fotografico Estero, un premio dedicato a fotografi dal coraggio e dalla intraprendenza eccezionali.
Ha ricevuto molti premi tra cui il Magazine Photographer of the Year, assegnato dalla National Press Photographer’s Association. E questo è avvenuto lo stesso anno in cui ha vinto, per la prima volta nella storia, quattro primi premi del World Press Photo Contest.
Ha vinto per due volte il premio Oliver Rebbot Memorial Award.
Steve McCurry ha lavorato in molte zone di conflitto civile ed internazionale, incluse la guerra Iran-Iraq e la disintegrazione della vecchia Yugoslavia, a Beirut, in Cambogia, nelle Filippine, durante la
Guerra del Golfo, realizzando una serie ininterrotta di servizi sull’Afganistan. La sua attenzione si focalizza in particolare sulle conseguenze umane della guerra, mostrando i segni della guerra sul
territorio, ma soprattutto sui volti delle persone.
Le foto di McCurry sono pubblicate dalle principali riviste internazionali e sono spesso presenti sulla rivista National Geographic con recenti servizi sul Tibet, sull’Afganistan, sull’Iraq, sullo Yemen e i templi di Angkor Wat in Cambogia. McCurry è spinto da una curiosità innata e da un senso di meraviglia per il mondo e i suoi abitanti.
“All’origine della maggior parte delle mie immagini ci sono le persone. Cerco di cogliere quell’attimo vulnerabile in cui affiora l’essenza dell’anima e l’esperienza si delinea sul volto. Quello che cerco di fare è dimostrare che cosa significa essere quella persona, una persona inserita nel più ampio paesaggio della condizione umana”.
Uno dei momenti di massima intensità nella sua carriera è stato ritrovare la ragazza afgana, una rifugiata precedentemente non identificata che molti ritengono essere la foto attualmente più conosciuta al mondo. Quando finalmente McCurry ha ritrovato Sharbar Gula dopo quasi vent’anni, ha detto: “La sua pelle è segnata dal tempo, ora ci sono delle rughe, ma la sua intensità è immutata nonostante siano passati tutti questi anni”.
McCurry ha pubblicato libri, tra cui The Imperial Way (1985), Monsoon (1988), Portraits (1999), South Southeast (2000), Sanctuary (2002), The Parth to Buddha. A Tibetan Pilgrimage (2003), Steve McCarry (2005) e il suo ultimo libro Looking East (2006).
Inaugurazione sabato 1 settembre 2007 ore 22
2 settembre - 4 novembre 2007
Ingresso libero
In sede è disponibile il catalogo della mostra al prezzo di copertina di € 20.00.
Galleria d’Arte Moderna “A. Bonzagni”
Palazzo del Governatore
Cento (FE)
Per informazioni:
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Tel. 051 6843334
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