Arte in Italia nel secondo dopoguerra
Dal sabato 27 ottobre 2001
al sabato 02 febbraio 2002
Comunicato stampa evento: Arte in Italia nel secondo dopoguerra
La presentazione a Milano, nel 1947, della mostra Arte astratta e concreta per fare il punto sulle esperienze condotte in Europa nei decenni appena trascorsi, può essere considerata il momento di partenza di questa rassegna.
Tale mostra si rivolge solo all'arte italiana e ha come nucleo fondante i maestri storici che elaborano le ricerche iniziate negli anni Trenta e Quaranta, nucleo sul quale si innesta la propositività del M.A.C., Movimento Arte Concreta, che recepisce le istanze storiche e le sviluppa in una logica che non si sottomette al rigore del "concretismo" svizzero teorizzato da Max Bill ma apre le porte ad artisti di varia astrazione, sulla linea di quella affermazione di Bill in cui si dice che "l'arte concreta rende visibile, con mezzi puramente artistici, pensieri astratti e crea con ciò dei nuovi oggetti".
Questa "concretezza" appare ben leggibile nelle opere esposte dei fondatori del MAC (Dorfles, Monnet, Munari, Soldati) e in quelle degli altri che aderirono al Movimento e portarono avanti questa filosofia dell'arte (Nativi, Mazzon, Garau, Pantaleoni, Parisot, Chevrier).
Fra le altre proposte assimilabili a queste vi è quella di Emilio Vedova, ben rappresentato da un lavoro del 1949. E mentre Fontana, Veronesi, Carmi, Salardi e altri ancora, danno veste nuova all'astrazione, maturano anche - siamo ormai negli anni Settanta - nuovi propositi dalle generazioni più giovani: le opere di Verna, Ortelli, Pomodoro, Frattini, Piemonti, cui seguono, negli anni Ottanta, quelle di Mazzoleni, Minoli, Falchi, Pardi, Xerra e quindi di Aricò, Iacchetti, Griffa, Olivieri, Tirelli, Peroli, Nunzio, Dessì, Asdrubali, De Lorenzo, Reale Frangi.
La mostra, nella sua articolazione, tende a dar corpo ad una linea di ricerca passata in secondo piano rispetto a quella dell'astrazione informale di tipo materico o segnico, rivendicando una freschezza di proposta e una creatività affidate più alla mente che non alle energie fisiche.