La Città Bianca
Complesso del Vittoriano
Sede Via San Pietro in Carcere, Roma 00186
Data di apertura mercoledì 10 aprile 2002
Data di chiusura mercoledì 01 maggio 2002
Comunicato della mostra : La Città Bianca
Mercoledì 10 aprile 2002 alle ore 18,30 si inaugura, presso il Complesso del Vittoriano di Roma, la personale dell'artista Livia Livi dal titolo La città bianca.
Viene presentato al pubblico per la prima volta un ciclo di circa trenta opere realizzate fra il 1995 e oggi. Ogni scultura è stata costruita con lo stesso materiale povero: il gesso, lavorato direttamente su strutture in ferro.
Il titolo La città bianca è stato dettato dal gruppo di tredici opere di medie dimensioni che, poste quasi per caso l'una a ridosso dell'altra nel corso del lavoro, hanno evocato spontaneamente agli occhi della scultrice l'immagine, o il miraggio, di una città silenziosa emersa da una lontananza.
Partendo da questo tema, sono nate le figure alate, le lunghe colonne degli osservatorï e le altre opere di dimensioni più grandi, dove il cambiamento di scala mette in luce il carattere metamorfico dell'immagine. Un lavoro lento e tutto manuale è alla base di questo operare: esso parte dall'interno e si coagula nelle superfici, lasciando intravedere i vari stadi o strati della composizione.
La poesia inedita (la cosa) presente in catalogo esprime in forma paradossale il rapporto che si instaura fra l'opera e l'artista: a un certo punto è l'opera a prendere il sopravvento e a definirsi da sé. Questa mostra segna un ritorno di questa singolare scultrice, che si presenta sulla scena dell'arte con un linguaggio ancora più essenziale, dopo alcuni anni di silenzio.
In catalogo testi di Mario Perniola e di Maria Grazia Tolomeo.
Livia Livi, fiorentina di nascita, vive e lavora a Roma. Ha tenuto la sua prima mostra personale a Milano nel 1968: si parlò allora, per le sue immagini in gesso e in metallo, di 'aggressività di apparizione'. In seguito ha sperimentato altri materiali, come la vetroresina, (di cui è presente in mostra un'opera del '74) per poi dedicarsi, negli anni '80-90, alla terracotta orientandosi verso forme sempre più nitide e spaziali: un'ampia scelta fu esposta a Roma, con una presentazione di Gillo Dorfles, nel 1991. Di questa stessa produzione in argille, viene qui riproposto il Trofeo d'artista, opera interessante anche per le sue valenze simboliche.
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