Complesso del Vittoriano - Dettaglio evento

Via San Pietro in Carcere, Roma 00186

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Complesso del Vittoriano - Dettaglio evento

Via San Pietro in Carcere
Roma

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Terremoti d’Italia

Complesso del Vittoriano

Sede Via San Pietro in Carcere, Roma 00186
Data di apertura venerdì 28 marzo 2008
Data di chiusura domenica 27 aprile 2008

Orari:
lun/gio h. 9.30/18.30; ven/dom h. 9.30 - 19.30 (accesso consentito fino a 45' prima della chiusura)

Comunicato della mostra : Terremoti d’Italia

Il prossimo 28 marzo verrà inaugurata presso il Vittoriano, in Piazza dell'Ara Coeli a Roma, “Terremoti d’Italia”, mostra itinerante di carattere scientifico, storico e artistico, promossa dal Dipartimento della Protezione civile e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
L’itinerario della mostra si snoderà attraverso le Regioni italiane colpite da terremoti nell’ultimo secolo, partendo dall’Umbria, dove è stata inaugurata, a Foligno, presso Palazzo Trinci, il 26 settembre in occasione del decennale del terremoto dell’anno 1997, per passare attraverso Marche, Sicilia, Friuli, Lazio, Abruzzo e Toscana e chiudersi, nel dicembre 2008, a Reggio Calabria e Messina.
Il fulcro della mostra è rappresentato dall’area espositiva definita “l’esperienza del terremoto”, dove il visitatore può apprendere cosa sia un terremoto attraverso la percezione sensoriale degli effetti sulle persone e sulle cose, grazie a due grandi tavole vibranti che simulano il movimento sismico.
L’esposizione a Roma si avvale di numerosi prestigiosi prestiti provenienti da tutta Italia e della collaborazione di musei, archivi, biblioteche, gallerie private, nonché del prezioso contributo audiovisivo di Istituto Luce, Discoteca di Stato e Teche Rai.

Una importante sezione verrà dedicata a Mario Nigro, artista che “agli inizi degli anni Ottanta, comincia una nuova indagine realizzando una serie di opere dal titolo sconcertante: ‘Terremoto’. Si tratta di dipinti in cui il gesto è ridotto ad una essenzialità estrema e dove tutto il percorso fino a quel punto sperimentato viene sottoposto dall’artista a nuova verifica. Nigro torna ai segni primari come quello della linea che, pari ad un fulmine improvviso attraversa la superficie del quadro. Il punto di partenza è in effetti proprio l’immagine di una saetta, che in una celebre opera del Giorgione, la Tempesta, appare misteriosamente in lontananza nella scena rappresentata. Per l’artista, quel segno scuro che si dispiega a zigzàg quasi a volere fendere il bianco della tela, è una presenza che mette in allarme, suscita inquietudine e rimanda ad avvenimenti tragici: “...Ormai non se ne parla: il terremoto è stato una catastrofe. Come un’altra catastrofe, ben più grave, ci sovrasta, ora più che in passato: una guerra. La presenza di un dipinto vive costantemente nella mia memoria visiva. è come un segno, un segnale, un avviso, una visione: la Tempesta di Giorgione è un lampo che investe di luce rosata: case, alberi, una cicogna su un tetto, due personaggi incantati, e uno squarcio, sinuoso, morbido, ovattato nel cielo; è un’immagine che rimane come il ricordo di un sogno irreale e sereno, è un fatto romantico: eppure è una ‘Tempesta’...”.
(...) Nella serie Terremoto il “bisogno” di cui parla Nigro, la voglia di scuotere e cambiare lo stato delle cose, è ridotto quasi alla sua stessa essenza: un segno violento, spezzato, che velocemente attraversa l’immobilità della tela e su cui delicati tocchi di colore sono sovrapposti: piccoli racconti nel racconto, appena percettibili, dettati sottovoce.
(...) La serie Terremoto avrà un periodo di realizzazione breve, esattamente compreso tra il 1980 e il 1981. Dopo questi anni Nigro non tornerà mai più sul medesimo soggetto.” (Antonella Soldaini)

Tra le importanti opere presenti figurano inoltre lavori di Rauschenberg, Twombly, Gilbert&George, Tony Cragg, Richard Long, che hanno dato la loro personale interpretazione del fenomeno sismico attraverso la mediazione dei linguaggi dell’arte contemporanea. Oltre a questi grandi protagonisti del panorama artistico internazionale, spiccano le opere di grandi maestri dell’arte contemporanea italiana come Alberto Burri, che ha rivisitato il tema in occasione del terremoto del Belice.

Inaugurazione 28 marzo alle ore 12.00

Fino al 27 aprile 2008

Ingresso libero

Complesso del Vittoriano
Sala Gipsoteca - Piazza dell’Ara Coeli
Roma