Galleria Civica di Arte Contemporanea - Dettaglio evento

Sede Via Belenzani 46, Trento 38100 -  Mappa
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Gates

Dal venerdì 07 dicembre 2001
al domenica 10 marzo 2002

Comunicato stampa evento: Gates

Gates, accesso ai territori dell'incontro,e' un progetto dedicato a quelle iniziative che promuovono una riflessione intorno agli sviluppi dell'arte contemporanea, che si aprono a un dialogo e a uno scambio con gli altri ambiti della società contemporanea.
Gates e' un progetto itinerante che si spostera' di volta in volta nei centri promotori di occasioni di confronto; cerchera' di metterne a fuoco il thelos di relazioni per contribuire ad ampliarne le potenzialità di comunicazione e di scambio.La progressiva realizzazione degli appuntamenti creera' un panorama articolato, un territorio di situazioni d'incontro.
"Necessita' di relazione", che inaugura il nuovo corso di attivita' della Galleria Civica d'arte contemporanea di Trento a cura di Fabio Cavallucci, è il primo di questi eventi.
Da anni gli artisti sono sempre più ben disposti ad uscire dalla crisalide protettiva delle gallerie e dei musei, a confrontarsi col mondo, con la vita. I primi esempi sono forse stati i parchi di scultura, dove tuttavia il rapporto con la natura avveniva ancora in un ambito protetto.
Poi c'è stato l'incontro con la città, con lo spazio antropologico, in una dimensione dialogica, pronta a confrontarsi con la vita, a tradursi persino in piazza e giardino pur di incontrarsi con un pubblico più largo.
Parallelamente, nel corso degli anni Sessanta, veniva avanti quell'insieme di incroci, di scambi, di connessioni con gli ambienti musicali e performativi, con le teorie filosofiche e concettuali, con le analisi delle dinamiche sociali.
L'idea dell'arte come mezzo di ricostruzione dell'universo era già chiaramente prefigurata nel lavoro delle avanguardie, dal Futurismo al Bauhaus. Ma ciò a cui si è assistito negli ultimi decenni è stata la diffusione capillare, la moltiplicazione delle tipologie di espressione artistica nella direzione della contaminazione, l'allargamento massiccio ad altri ambiti di attività umana. Salvo le ondate di ritorno, che facendo tesoro dei movimenti precedenti, hanno proiettato una parte dell'attivita' fuori del museo.
Gli artisti già lavorano in questa direzione di apertura, ma spesso il mondo che vi sta intorno, i musei, le gallerie, i media di informazione, continuano ad operare secondo vecchi sistemi, e l'arte, nel panorama globale della comunicazione, rischia di perdere terreno. I musei allora inventano nuove strategie per catturare i visitatori, strategie spesso scollegate dal fine istituzionale.
Gli artisti presenti in mostra - alcuni maestri storici, altri attualmente di grande grido, altri ancora giovani promesse - sono stati scelti come esempi dello spettro di apertura dell'arte contemporanea verso campi attigui.
Joseph Kosuth porta avanti il suo discorso tautologico mediante la parola scritta con una citazione da Wittgenstein: I simboli sono nella loro natura insoddisfatti. Michelangelo Pistoletto, che con l'utilizzo dello specchio ha aperto fin dagli anni Sessanta l'ingresso del dinamismo nell'opera, presenta due specchi recenti, Segno-Arte e Uomo-Segno-Arte.
Il portoghese Emanuel Dimas De Melo Pimenta, architetto e compositore allievo di Cage, offre un progetto sonoro in relazione ad immagini di architetture digitali in movimento. Italo Zuffi declina il senso di distorsione dello spazio presente nella percezione contemporanea in due diversi lavori: una proiezione fortemente solarizzata di elementi architettonici vibranti accompagnati da un ritmo musicale molto intenso e una Scomposizione, una sorta di maquette architettonica le cui parti sono però sparse, esplose nella stanza. Il cinese Cai Guo-Qiang presenta un oggetto che crea una forte interazione col pubblico, un caleidoscopio in cui al posto dei grani di vetro ci sono immagini di suoi precedenti lavori, collocato in un marchingegno che ne consente anche la proiezione su muro mentre continua a ruotare.Gli artisti bolognesi Cuoghi Corsello sono alla ricerca di relazioni sottili tra le cose, collegamenti che aprono a dimensioni "altre": presentano due lavori in cui fotografie di automobili di qualche anno fa sono disposte insieme a piccoli arazzi di animali.
La particolarità della mostra consiste però nel fatto che "tutto" il convegno svoltosi a dicembre ne diventa parte, in quanto sia le performance degli artisti realizzate nei due giorni, sia gli interventi dei critici e dei rappresentanti del mondo dell'informazione, continuano a essere riproposti su monitor per tutta la durata dell'esposizione.
Così si mescolano quotidianamente le voci di Renato Barilli, Amnon Barzel, Francesco Bonami, Lucrezia De Domizio, e degli altri relatori i quali avevano discusso sul tema delle modificazioni necessarie nel sistema organizzativo dell'arte contemporanea e sulla possibilità di rinnovare le strategie informative. Ne esce una mostra anomala, giocata sui tasti delle nuove tecnologie e della comunicazione in cui suoni parole e immagini si mescolano ponendo lo spettatore in una dimensione dinamica coinvolgente.