GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea - Dettaglio evento

Sede Via Magenta 31, Torino 10128 -  Mappa
Informazioni Tel +39 011 4429518 | gam@fondazionetorinomusei.it | http://www.gamtorino.it/




Africa - Capolavori da un continente

Dal giovedì 02 ottobre 2003
al domenica 29 febbraio 2004

Comunicato stampa evento: Africa - Capolavori da un continente

GAM - Galleria d'Arte Moderna via Magenta, 31
Orario: 9.00 - 19.00 lunedì chiuso

PROROGATA LA MOSTRA AFRICA FINO AL 29 FEBBRAIO




La numerosa partecipazione di pubblico e le molte richieste pervenute da parte dei visitatori che ancora non hanno potuto ammirare la grande esposizione dedicata a 3000 anni di capolavori africani, hanno convinto La Fondazione Torino Musei, la Città di Torino e ArtificioSkirà a prorogare la mostra AFRICA Capolavori da un continente fino al 29 febbraio 2004.


Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato 9-19

giovedì 9-23

domenica 9-20 l

lunedì chiuso

La biglietteria chiude un'ora prima.


Ingresso: Via Magenta, 31


Informazioni per il pubblico: 011/4429518

Informazioni e prenotazioni www.mostraafrica.it

CALL CENTER 899.500.001 (€ 0,80 al minuto) oppure 039.2823403



Prenotazioni gruppi organizzati, associazioni, Cral, agenzie ecc.

(La prenotazione è obbligatoria)

Promozione e Gruppi TicketOne tel. 02.39226290 fax 02.700444854, gruppi@ticketone.it




prenotazioni scuole e prenotazioni visite guidate

(La prenotazione è obbligatoria)

Itineraria 011 4347954 fax 011 4340250 Itineraria@tiscalinet.it



Visite guidate alla mostra

Scuole € 58,00 (max 25 alunni)

Gruppi € 80,00 (max 25 persone)



Prevendita biglietti (diritto di prevendita € 1,20)

Online: www.ticketone.it

400 Punti vendita TicketOne in tutta Italia. Per conoscere il più vicino: CALL CENTER 899.500.001

(€ 0,80 al minuto) oppure 039.2823403



PUNTI VENDITA A TORINO

FNAC in via Roma, 56 tel. 011 5516711

BOPA stazione P. Nuova lato, Via Nizza, tel. 011534663

Touring Club Italiano di Via San Francesco d'Assisi 3, tel. 011562770,

Sombrero Viaggi in Via Cernaia 30/H, tel. 0115629956

Tabacchi Cerrato di Via Michele Coppino 131, tel. 011210722

Totoricevitoria Non Solo 13 di Piazza P. Villari 11/F. tel. 0112216580.


Visite guidate per singoli
Il sabato e la domenica alle ore 11 e alle ore 16, è possibile prenotarsi per una visita guidata

(minimo 10 max 25 persone)

costo a persona € 6 (escluso biglietto d’ingresso).

E’ necessaria la prenotazione: Itineraria 011 4347954 fax 011 4340250 Itineraria@tiscalinet.it



Audioguide
disponibili all’ingresso, costo noleggio a persona € 5,00


Catalogo
edito da ArtificioSkira, prezzo in mostra € 38,00


DANIELA MATTEU
Ufficio Stampa
FONDAZIONE TORINO MUSEI
GAM - Palazzo Madama - Borgo Medievale
Via Magenta, 31 - 10128 TORINO
TEL. 011 4429523
FAX 011 4429509
e-mail: daniela.matteu@comune.torino.it





Scoprire l’Africa a Torino, la sua stupefacente storia e cultura, nelle sale che ospitano la più vasta mostra dedicata in Europa ai capolavori di 3000 anni d’arte africana. Questa l’occasione offerta dalla Galleria d’Arte Moderna dal 2 ottobre con la mostra “Africa. Capolavori da un continente”.

Promossa dalla città di Torino, dalla Fondazione Torino Musei e da ArtificioSkira, sostenuta dalla Compagnia di San Paolo e ospitata nella sede della GAM che per l’occasione dedica molte delle sue sale alla mostra, curata da Ezio Bassani alla guida di un importante Comitato Scientifico, essa presenta in 4 sezioni oltre 400 opere, provenienti da tutte le maggiori collezioni d’Europa, America e Africa, raccogliendo così la stragrande maggioranza dei capolavori di arte africana conosciuti fino ad oggi. Quattro sezioni dunque, allestite su tre piani della Galleria, ciascuna delle quali potrebbe essere singolarmente una rilevante manifestazione culturale, ma che tra loro connesse cercano, forse per la prima volta, di fondare un percorso coerente di Storia dell’Arte Africana.

La prima sezione è dedicata all’arte antica, la meno nota e la più stupefacente per tutti coloro che non ne sono esperti.
Nell’immaginario collettivo infatti l’Africa si associa principalmente a termini quali “primitivo” “tribale”, all’organizzazione sociale del villaggio, ad espressività primordiali. Ma basta per un solo istante far riaffiorare alla memoria l’antico Egitto e riconoscerne il carattere di impero africano, perché tutto diventi più chiaro, e le civiltà e culture sviluppatesi nel corso dei secoli appaiono nella loro luce reale.
Il visitatore è dunque accolto da sculture in terracotta, della regione di Nok in Nigeria, realizzate fra il sesto e il settimo secolo prima di Cristo. Sono capolavori tangibili di una grande e sofisticata civiltà, totalmente ignota fino a poche decine di anni fa, che dominò per circa 15 secoli l’area dell’odierna Nigeria, area in cui si sarebbero in seguito sviluppate il potere della città di Ife e il grande Regno del Benin. Il prestito straordinario concesso dal Museo Nazionale di Lagos consente di ammirare le meravigliose sculture di bronzo, di una impressionante classicità, che fecero ritenere all’inizio del secolo al grande archeologo tedesco Frobeuius, che potessero essere solo la testimonianza dell’esistenza di artisti classici, forse greci, forse provenienti dalla misteriosa Atlantide.
Dai maggiori musei d’Europa, Vienna, Berlino, Monaco, Lipsia, Liverpool le sale successive presentano i sontuosi bronzi del Benin, il più grande e ricco regno africano, “il paese dell’avorio e del leopardo”, giunte in Europa a seguito della razzia compiuta nel 1887 dal corpo di spedizione inglese. Si potranno ammirare i capolavori assoluti di quest’arte, tre delle quattro teste di regine esistenti al mondo, i nani, il cavaliere, due leopardi, la piccola straordinaria testa di leopardo in avorio, le zanne di elefante di oltre due metri le cui incisioni raccontano la storia del re cui sono dedicate.
La potenza dei regni, la ricchezza dei materiali, la sontuosità delle decorazioni, si trasformano all’improvviso nelle tre sale seguenti nella più astratta, pura ed emozionante spiritualità delle sculture lignee dei popoli della Falesia, i Dogon. Anch’esse datate fra l’undicesimo e il quindicesimo secolo, cariche di una forte tensione emotiva, queste opere esprimono la creatività di artisti che contro il dilagante potere dell’Islam, rifugiandosi nelle zone più aspre ed impervie, conservarono le proprie radici e le proprie tradizioni, senza re, senza ricchezze, senza armi.
Nella seconda metà del ‘400, contemporaneamente alla scoperta dell’America, l’Occidente europeo e cristiano scopre anche l’Africa fino ad allora conosciuta solo dalle sue sponde mediterranee. Lasciate agli Spagnoli le Americhe , i Portoghesi aprono vie commerciali in Africa.
Le corti europee, i ricchi, i mercanti fanno a gara per collezionare opere di arte decorative di avorio, il nuovo tesoro che rivaleggia con l’oro dell’Eldorado.
La seconda sezione della mostra allinea nelle sue vetrine la più importante, vasta, sorprendente selezione di avori afro-portoghesi che mai sia stata presentata. I cucchiai delle collezioni medicee, il Corno della Biblioteca Reale di Torino, le saliere della corte degli Asburgo, gli Olifanti dei re africani dai musei di Berlino, Liverpool e Dresda. Incisioni finissime, gioielli realizzati dagli artisti africani su committenza europea, con iconografie derivanti da incisioni, libri, modelli europei di cui Ezio Bassani ha ripercorso la storia in tre decenni di lavoro e di studio che ne hanno fatto il massimo specialista al mondo.

La spoliazione dell’Africa e la tragedia epocale dello schiavismo sono il lungo tunnel da cui emergerà, sul finire del XIX secolo la conoscenza di una espressione artistica che, cambiando la storia dell’arte occidentale, consentirà anche una nuova “scoperta dell’Africa”.
La terza sezione della mostra, che a questo tema è dedicata, ospita in cinque sale una raccolta di capolavori dei maestri del XX secolo di altissimo livello. Picasso, Testa di donna dagli occhi grandi, Modigliani, Cariatide, Brancusi, Musa addormentata, Derain, Figura accovacciata, Matisse, Jazz, Moore, Figura seduta, Leger, La creazione del mondo, e poi Laurens, Lipchitz e, per la prima volta da quasi un secolo le piccole statuette attribuite a Gauguin e da cui tutto cominciò nel 1889 all’Esposizione Universale di Parigi.

Paul Guillaume, mercante e amico di Modigliani, Picasso, Braque, Derain, nella conferenza che tenne a New York per la prima mostra in USA di arte africana delineò con straordinaria lucidità le qualità degli artisti africani e la deflagrazione che produssero nell’avanguardia parigina, e da allora ebbe inizio un sofisticato collezionismo in Europa e in America che portò nei grandi musei, da New York a Londra a Parigi a Bruxelles i capolavori della scultura africana, maschere, statue, feticci.
La quarta sezione è dedicata a queste opere, circa 120, prestate per l’occasione dal Metropolitan Museum di New York, dal Detroit Institute of Art, dal Minneapolis Institute of Art, dal Musée Royal de l’Afrique Centrale di Tervuren, per non citare che i maggiori, e dalle più prestigiose collezioni storiche europee ed americane.
Se, come magistralmente spiega Guillaume, i valori estetici delle opere sono eccezionali, la mostra ha l’ambizione di non cancellare la “diversità” della creazione artistica africana. L’opera dell’artista africano non è e non può essere imitazione del reale, anche quando essa è totalmente realistica, e da essa proviene una potente forza espressiva.
Proprio per questo motivo la mostra offre due novità che ne aumentano il valore emotivo.
Uno dei maggiori scrittore africani, Amadou Kourouma, recente vincitore in Italia del premio Grinzane Cavour, ha accettato di scrivere un testo per la mostra, articolato, al modo dei cantastorie tradizionali africani in cinque véillés, una introduttiva e una per ciascuna sezione. La sensibilità di un grande artista africano accompagna il visitatore lungo il percorso aiutandolo a percepire le diversità, accompagnato in alcuni punti dalla musica assemblata e composta per la mostra stessa da Nicola Campogrande.

Il ricco catalogo pubblicato per l’occasione ospita scritti illuminanti dei maggiori specialisti mondiali dei diversi settori che la mostra mette in luce, da Ezio Bassani a Stefan Eisenhofer, da Jean Louis Paudrat a Anne Bouttiaux, a Ferdinando Fagnola. Oltre a illustrare a colori tutte le opere esposte è ricco di apparati e referenze.
La mostra si inaugurerà il primo ottobre e sarà aperta al pubblico dal 2 ottobre 2003 al 15 febbraio 2004

Ingresso: € 7.50 intero; € 5.00 ridotto
Informazioni: call center 899.500.001 (0.80 Euro al minuto)
Viste guidate: Itineraria 011 4347954
Gruppi e scuole: Itineraria 011 4347954


Ufficio stampa: ArtificioSkira, Ester Di Leo, tel. 055 223907 fax 055 2335398 esdileo@tin.it
Comune di Torino, Mauro Gentile tel. 011 4423602 fax 011 4422301 mauro.gentile@comune.torino.it
GAM, Galleria d'Arte Moderna, Daniela Matteu tel. 011 4429523 fax 011 4429550 daniela.matteu@comune.torino.it