Luca Trevisani
William Paxton's Cluster
William Paxton's Cluster di Luca Trevisani in occasione dell'ottava edizione di Palestra, l'iniziativa dedicata a giovani artisti esordienti.
Il bookshop in vetro e cemento che ospita Palestra viene considerato dall'artista come una sorta di serra sui generis che accoglie una composizione ramificata che cresce sino alle pareti; all'esterno, in corrispondenza dei bracci, sono collocate strutture irregolari in alluminio, simulacri di ipotetici frutti. L'idea di serra, di un ambiente chiuso che contiene ed al contempo apre all'esterno, è suggerita dalla geometria dello spazio espositivo ma è anche già insita nel titolo scelto che evoca - rimandando provocatoriamente a
Paxton, Joseph in quel caso - il famoso Crystal Palace destinato ad ospitare la Great Exibition del 1851.
L'installazione gioca sul concetto di interno/esterno, dentro/fuori e sulla labilità dei confini che l'uomo crea. La meticolosa costruzione delle sculture di Trevisani si fonda su regole ferree che l'artista stesso elabora in modo radicalmente decentrato rispetto all'io. Nel caso di William Paxton's Cluster l'artista prende spunto dagli apparati biologici vegetali usandoli come base, un rimando a vie di
scorrimento di flussi ma ridotti al minimo e bloccati affinché si percepisca immediatamente la fragilità della loro organizzazione.
L'attenzione dello spettatore si trasferisce, infatti, dall'opera d'arte alla sottile lamina di vetro che separa i rami dai frutti e gioca sull'attrazione, mediata dal vetro, tra le due parti: quando la struttura esiste, le sfere sono sospese e la struttura madre è tesa verso di esse, quando questa viene a mancare gli elementi rimangono inerti e privi di scopo.
L'opera si realizza e completa attraverso il coinvolgimento indiretto del pubblico, la forma chiusa non impedisce l'allargamento e l'inclusione dello spazio circostante che finisce per inghiottire anche lo spettatore; gli sferoidi sono, infatti, distribuiti anche nell'area calpestabile circostante invadendo la zona abitualmente dedicata al transito, ad attività quotidiane e di svago.
Le opere di Trevisani sono prototipi per sperimentare forme di presentazione scenica dove far nascere tipologie performative attuali e colloquiali. Si tratta di oggetti che crescono dalla progressiva aggregazione fisica delle parti strutturali, capaci di disegnare una dimensione ipotetica in cui assodare l'analisi del reale, dove è basilare la forma autonoma che assume la materia, dando sostanza alle immagini del pensiero e dove lo spettatore, come l'artista, si ritrova a confrontarsi con la capacità o l'incapacità di gestire la propria indipendenza o la propria servitù.
Dal 24 settembre al 6 novembre 2005
ORARI: martedì – domenica: 10.00 – 19.00
lunedì chiuso
GAMeC
via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
tel. +39 035 399528 – fax +39 035 236962
www.gamec.it