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L'inversione del canone del bello nella postmodernità - incontro con Tino Sehgal

Dal giovedì 26 ottobre 2006
al giovedì 26 ottobre 2006

Comunicato stampa evento: L'inversione del canone del bello nella postmodernità - incontro con Tino Sehgal

Giovedì 26 ottobre, nell’ambito del convegno la GAMeC di Bergamo ospita alle ore 21.00 l’incontro tra Gert Mattenklott e Tino Sehgal sul tema "L'inversione del canone del bello nella postmodernità".
L'iniziativa, organizzata dell'Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand e con la GAMeC - Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, si concentra sul problema della metamorfosi del bello a partire dalle avanguardie storiche per arrivare al momento attuale, nel tentativo di tirare le fila di un discorso parallelo tra letterature europee e arti figurative.Le avanguardie, con cui ci confronta in particolare, sono l'Espressionismo, il Fauvismo, il Futurismo, il Blauer Reiter, il Dadaismo, il Surrealismo, la pittura informale e la Pop Art. Particolare attenzione è rivolta alla questione della sostenibilità di un discorso sulla postmodernità nel presente, e alle sue declinazioni in campo artistico e letterario nel passato.Mentre si può registrare uno spostamento dall'interesse nei confronti dell'opera d'arte a quello nei confronti del "comportamento artistico" alla fine degli anni '50 (si pensi qui al Wiener Aktionismus) e mentre nel periodo compreso tra la fine degli anni '50 e la fine degli anni '70 compare l'esperimento con l'elemento virtuale, si osserva al contrario tra la fine degli anni '80 fino a oggi un ritorno dell'attenzione per la sensorialità e un rapporto più stretto con la pittura e con la musica. La virtualità in arte fa spazio nei tempi recenti all'interazione con lo strumento mass-mediologico. Uno degli interrogativi centrali del convegno riguarda, pertanto, la verifica della proiezione dei sensi sull'oggetto, che vale anche in campo letterario e produce generi nuovi: essi coinvolgono il discorso sulla corporeità e la misura in base alla quale ci siamo allontanati dall'ideale del bello, che fatica a essere restituito alle arti tradizionali. Certamente si può parlare di sincretismo, ovvero di un apporto delle culture meticcie (post-coloniali) alla nuova arte e alla nuova letteratura. Esso si offre come un "nuovo rinascimento" in riti collettivi che cercano di stabilire un contatto elastico con lo scenario culturale internazionale, in continua trasformazione.
La crisi del canone del bello negli anni '20 e '30 del Novecento ha spostato il baricentro del discorso estetico sul terreno del sociale, ha inventato nuovi modelli comunicativi, ma ha dovuto allo stesso tempo combattere contro la callocrazia del modello consumistico e delle mode.
Incontro tra Gert Mattenklott e Tino Sehgal sul tema "L'inversione del canone del bello nella postmodernità"
Intervengono: Giacinto Di Pietrantonio ed Elena Agazzi


Giovedì 26 ottobre 2006 ore 21.00


Ingresso libero



Silvia Dondossola
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