GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea - Dettaglio evento

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Giacomo Manzù - Le medaglie

Dal Thursday 15 January 2009
al Sunday 08 February 2009

Orari:
mar/dom h. 10.00/19.00; gio h. 10.00/22.00; 
lun chiuso
Ufficio stampa NewRelease di Elena Bari
Gli artisti correlati Giacomo Manzù

Comunicato stampa evento: Giacomo Manzù - Le medaglie

A cura di Vezio Carantani, Vittorio Lorioli e M. Cristina Rodeschini
con la collaborazione di A. Fabrizia Previtali

Per l’ultimo mese della mostra Giacomo Manzù 1938 – 1965. Gli anni della ricerca, GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea arricchisce con una nuova sezione l’esposizione inaugurata ad ottobre.

Giovedì 15 gennaio si apre infatti Giacomo Manzù. Le medaglie (sino all’8 febbraio), un’esposizione delle medaglie coniate dal maestro bergamasco, organizzata con la collaborazione del Circolo Numismatico Bergamasco.

Nelle teche del medagliere al terzo piano della GAMeC saranno presentare medaglie, placchette fuse, modelli, alcuni dei quali fusi, da cui sono state tratte medaglie. Il percorso espositivo è un viaggio attraverso alcuni degli eventi che hanno segnato la storia culturale e politica dello scorso secolo, come le memorabili produzioni fatte per il Decennale della Repubblica Italiana (1958), per la Morte di Alcide De Gasperi (1954), per le Olimpiadi di Roma (1960), o per l’Anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart (1956) o di Ludwig van Beethoven (1970).

A sottolineare la connessione dell’opera di Manzù con il mondo ecclesiastico, si ricordano le medaglie ideate per l’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962), quelle coniate per il Primo anniversario della morte di papa Giovanni XXIII (1964) e per l’Ottantesimo compleanno e quindicesimo anno di pontificato di papa Paolo VI (1977) o del Centenario della nascita di S. Rita da Cascia (1981). Le medaglie papali in particolare rompono gli schemi della medaglistica ufficiale.

Immancabile il legame con Bergamo, in mostra anche la medaglia disegnata per il Trentennale della Liberazione (1975).

Hanno concesso prestiti: il Museo Adriano Bernareggi, Bergamo; il Seminario Vescovile di Bergamo; la Casa Museo Rodolfo Siviero di Firenze; collezionisti privati.

Esposte anche medaglie della collezione dell’Accademia Carrara – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Approfondimenti

Le medaglie di Giacomo Manzù

di Vezio Carantani

Manzù produce le sue prime prove nella seconda metà degli anni ’40: dedica una medaglia al “vasaio” Giuseppe Mazzotti, titolare di un laboratorio di ceramica ad Albisola, frequentato da molti artisti e dallo stesso Manzù che vi realizza alcune delle sue rare realizzazioni in ceramica; gli viene poi commissionata una medaglia per il Pontificio Collegio Urbano di Propaganda Fide, negli anni in cui partecipa al concorso per l’ideazione di una delle porte della Basilica di S. Pietro. Fino alla fine degli anni ’60 la produzione di medaglie, da parte di Giacomo Manzù, non è particolarmente abbondante; è però molto significativa, considerando che gli vengono commissionate, da parte del Vaticano, le medaglie dedicate alle Olimpiadi di Roma del 1960, all’apertura dei lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II, nel 1962, alla commemorazione del primo anniversario della morte di Giovanni XXIII, nel 1963. Sono medaglie che rompono gli schemi classici fino ad allora seguiti nella medaglistica papale.

Sembra opportuno riportare una citazione di Mario Valeriani, da “Arte della Medaglia in Italia” (Editalia, 1972): ”(…) Manzù ama il grande formato, ama spaziare, ama scaricare tutta la sua notevole carica emotiva sulla massa, e quindi il suo temperamento lo distoglie da mezzi espressivi che potrebbero frenare il suo impeto creativo. (…) Nella scultura a grande formato, da lui prediletta, vi è già la concentrazione di un’idea, l’essenza di un pensiero, al di fuori e al di sopra di indulgenze e insistenze non necessariamente pertinenti: voglio dire che nella grande scultura di Manzù ritroviamo gli stessi caratteri che sono specifici della medaglia e della placchetta, non i virtuosismi di cui conosciamo tanti esempi e che sono rimasti legati, come era ovvio, al gusto di una determinata epoca, ma la esposizione di idee e concetti chiari, precisi, in una forma altrettanto semplice ed essenziale. Voglio cioè aggiungere che Manzù dimostra di possedere una purezza di linguaggio nell’esprimere le sue idee, che sono di una chiarezza e di una semplicità assolute. (…)”.

A partire dal 1970 le commissioni a Giacomo Manzù di modelli per medaglie aumentano notevolmente: ricorrono a lui ancora il Vaticano, il Centro Dantesco di Ravenna, il Teatro alla Scala, il Comune di Roma, lo Stato e numerosi altri committenti.

Giacomo Manzù muore nel 1991; alcuni suoi modelli di medaglie sono stati successivamente riutilizzati, per produrre esemplari postumi: ad esempio, per commemorare il trentesimo anniversario della morte di Papa Giovanni è stato riutilizzato, modificandolo, il conio che era servito per la medaglia celebrativa del primo anniversario della morte. Così come, in occasione della beatificazione del Pontefice, sono state riconiate le medaglie per le Olimpiadi, per il Concilio ed ancora quella del primo anniversario della morte.

Da un conio originale, ricavato da una placchetta del 1960 conservata nella Raccolta Manzù di Ardea (Roma), Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, è stata invece realizzata la medaglia commemorativa del secondo Centenario di fondazione dell’Accademia Carrara (1996), grazie alla collaborazione tra gli Amici dell’Accademia Carrara ed il Circolo Numismatico Bergamasco

15.01.2009 - 08.02.2009

INGRESSO LIBERO

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