GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea - Dettaglio evento

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Tre mostre - Getulio Alviani, John Armleder, Anish Kapoor

Dal giovedì 21 ottobre 2004
al domenica 27 febbraio 2005

Gli artisti correlati Anish Kapoor, Getulio Alviani, John Armleder

Comunicato stampa evento: Tre mostre - Getulio Alviani, John Armleder, Anish Kapoor

Getulio Alviani

Alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea una personale ripercorre la carriera di uno degli artisti più significativi a livello internazionale tra gli anni '60 e '70

Dal 22 ottobre al 27 febbraio 2005 alla GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo - si terrà l'antologica dedicata a Getulio Alviani (Udine, 1939), uno degli artisti più significativi a livello internazionale tra gli anni '60 e '70, protagonista di quella corrente indicata di volta in volta come Optical Art, Arte Cinetica e, come definita da Umberto Eco, Arte Programmata.
La personale - curata da Giacinto Di Pietrantonio, direttore della GAMeC - si concentra sull'intero arco della carriera del maestro friulano ed esplora tecniche, periodi e formati differenti della sua produzione, ponendo l'attenzione sia alla dimensione ambientale del lavoro di Alviani – attraverso il rifacimento di ambienti cinetici degli anni '60 come Interrelazione cromospeculare (1969), Interrelazione speculare curva (1965/1967) e Rilievo a riflessione ortogonale (1967), tutti presenti in mostra – sia alla ricerca sulla sintesi tecnica tra luce e dinamismo in opere dal formato più tradizionale. Il suo approccio astratto alla forma viene analizzato, oltre che attraverso ambienti e sculture, anche attraverso le sue caratteristiche opere realizzate con la molatura di materiali metallici come l'acciaio e l'alluminio, dalla superficie cangiante che si definiscono a seconda del movimento dello spettatore e di cui viene presentata un'ampia selezione che spazia fino ai giorni nostri.
Da oltre quarant'anni Alviani conduce ricerche nell'àmbito dei materiali e della loro organizzazione in insiemi programmati: il suo interesse per l'uso in arte di strutture plastiche desunte dal campo industriale inizia negli anni Sessanta, con la produzione delle prime opere in alluminio (come Linee luce, 1961 e Superficie a testura vibratile 1.2.4, 1961-62), una delle quali entra a far parte della collezione permanente del MoMA di New York a partire dal 1965, anno in cui l'artista viene invitato alla collettiva The Responsive Eye.
Alviani ha sempre operato secondo una prassi artistica che intende progettare l'intero campo della vita e dell'estetica contemporanee, agendo non solo nel campo delle arti visive ma estendendo la sua creatività ai campi del design, dell'architettura e della moda.
Alviani è stato uno dei principali promotori, a livello internazionale, di un approccio all'arte come forma conoscitiva che, attraverso lo studio dei fenomeni ottici, indaghi le strutture della percezione. In questo senso il suo operare non si è svolto solo attraverso il lavoro da artista ma anche attraverso l'attività di teorico, con l'elaborazione di numerosi scritti e la curatela di svariate mostre.
Nelle sue opere è evidente la ricerca continua di regole e proporzioni geometriche generate da calcoli matematici e contrasti di colori primari o complementari: arte e scienza diventano campi di ricerca di un rigore estetico che le denota entrambe.
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione monografica, edita da Skira Editore, con testi di Loredana Parmesiani, di Beppe Finessi e con una conversazione tra l'artista e Giacinto Di Pietrantonio. Completa il volume, un'ampia documentazione di scritti dell'artista e apparati bio/bibliografici.

CENNI BIOGRAFICI
Getulio Alviani (Udine, 1939) espone per la prima all'estero con una personale presso la Mala Galerija di Lubiana nel 1961, seguita da una seconda, nel 1962, alla Galerija Suvremene Umjetnosti di Zagabria e allo Studio f di Ulm. Nello stesso anno partecipa alla mostra Arte Programmata a Venezia, Roma, Düsseldorf, Leverkusen e a Zero alla Galleria Diogenes di Berlino. Prima personale all'estero
Nel 1963 espone allo Stadtisches Museum Schloss Morsbroich di Leverkusen. Nel 1964 prende parte alla mostra Nouvelles Tendences al Palazzo del Louvre di Parigi e nel 1965 alla collettiva The Responsive Eye al MOMA di New York che gli acquista alcune opere che entrano a far parte della collezione permanente e crea le prime stanze-ambienti con pareti a superficie vibratile. Nel 1968 è invitato a Documenta 4 a Kassel.
Dal 1981 al 1985 dirige il Museo d'Arte Moderna di Ciudad Bolivar, Venezuela.
Prende parte più volte alla Biennale di Venezia (1984, 1986 e 1993). Nel 1992 interviene alla trigon – identität – differenz a Graz e realizza Mai wai alla Galleria Seno di Milano.
Antologiche gli sono dedicate alla Galleria Tivoli di Lubiana (1996) e al Muzej Suvremene Umjetnosti di Zagabria (1997). Nel 2000 è curata una sua rassegna di grafica dalla Galeria Bielska BWA di Bielsko-Biala. Sue personali sono state ospitate: al Muzeum Okregove, Chelm (1994); alla Stara Galleria BWA, Lublino (1995); alla Galleria BWA Avantgarda, Cracovia (1996); alla Galleria Dina Carola, Napoli (1998); alla Galeria Schoeller, Düsseldorf (2000); alla Galerie Conny Van Kasteel, Egmond Aan Zee; alla Galerie Cuenca, Ulm; alla Galleria Spazia, Bologna; alla Galleria Placentia, Piacenza (2001); alla Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Monfalcone (2003). Nel 2001 gli sono dedicate una monografica di superfici metalliche allo Städtischens Museum-Gelsenkirchen e una rassegna al Mondriaanhuis Amersfoort.
Tra il 2001 e il 2003 è presente a Luce movimento & programmazione, mostra itinerante nei musei di Ulm, Mennheim, Gelsenkirchen, Kiel, Schwerin e Klagenfurt. Nel 2002 è alla Biennale di Buenos Aires. L'anno successivo allestisce collettive alla Galleria Seno (Milano), a Villa Croce (Genova) all'Académie de France à Rome (Roma) e al Museo della Permanente, Spazio Atelier (Milano). Nel 2004 è di nuovo a Milano alla Triennale; espone alla Kunsthaus di Graz e al Palazzo delle Papesse. Negli ultimi anni si è dedicato alla cura di testi ed esposizioni riguardanti i protagonisti delle ricerche strutturali e visive a livello internazionale, collaborando con musei soprattutto dell'Europa dell'est e ha realizzato vari progetti di architettura.

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22 ottobre 2004 - 25 aprile 2005

Voltes IV
John Armleder

La personale prosegue il progetto Special Guest, che prevede la realizzazione di opere uniche e inedite, nella nuova ala della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea.

Dal 22 ottobre 2004 al 25 aprile 2005 è in programma alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo la mostra Voltes IV, che presenta un'opera inedita di John Armleder.
Il progetto dell'artista svizzero, tra i più celebri della generazione post-concettuale e attivo sin dalla fine degli anni '60 come co-fondatore del gruppo Ecart, che comprende artisti di ispirazione Fluxus, prosegue la serie di personali dal titolo Special Guest, inaugurate lo scorso anno con Saxifraga di Paul Morrison e prevede la realizzazione di opere uniche, concepite in funzione della singolare struttura che le ospita, una grande aula, disegnata dallo Studio Gregotti Associati, di oltre 170 m² per una doppia altezza di circa 7 metri.

Il progetto, Voltes IV, avvolge il visitatore in un gioco di luci e di segni: l'intera parete di fondo della sala è occupata da un target del diametro oltre 6 metri interamente realizzato con neon di luce bianca che si illuminano a intermittenza. L'artista, utilizzando lo spettro luminoso e il movimento, trasforma un elemento comune, come il neon, in un motivo di eleganza.

Nelle sue opere, Armleder propone una riflessione lucida e ironica che spazia lungo la storia delle forme artistiche del XX secolo, mescolando pittura, scultura, installazione ambientale e sonora, video e ready-made. Tutti i suoi lavori indagano la stretta relazione tra arte e vita, funzionalità e teoria, avanguardia e oggetto d'uso quotidiano. L'artista offre al suo pubblico una duplice esperienza: quella dell'analisi e della riflessione sull'arte come linguaggio - attraverso frequenti rivisitazioni e citazioni dell'arte del passato - senza mai separare questo momento dal piacere estetico e dalla ricerca della bellezza.
Dopo aver raggiunto la notorietà sulla scena internazionale agli inizi degli anni '80, John Armleder è diventato un punto di riferimento per molti artisti delle generazioni più giovani che hanno riportato il discorso sul Modernismo, le arti applicate e lo spazio dell'estetica nella società al centro del dibattito internazionale.

Nella tradizione di Special Guest il catalogo che accompagna la mostra, edito da Silvana Editoriale, è esso stesso un "progetto d'artista", ideato e progettato da Armleder e corredato da testi di Giacinto Di Pietrantonio - direttore della GAMeC - e Xavier Douroux - direttore de Le Consortion di Digione. Chiude il volume l'intervista all'artista realizzata da Alessandro Rabottini, curatore della GAMeC.

CENNI BIOGRAFICI
John Armleder (1948, Ginevra) ha tenuto mostre personali nelle più prstigiose istituzioni d'arte contemporanea europee e statunitensi, tra cui il Wiener Secession, (Vienna, 1993), Le Consortium (Dijon, 1996) e il Museum of Modern Art (New York, 2000). Ha inoltre preso parte a numerosissime mostre collettive internazionali come la Biennale di Venezia del 1990 e la Biennale di Lione (1993 e 2003) e presso istituzioni museali quali il Martin Gropius Bau (Berlino 1991), il Deichtorhallen (Amburgo, 1993), l'Hong Kong Museum of Art (1995), il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris e il Centre National d'Art Contemporain G. Pompidou, Beaubourg (Parigi, 1996), il Museum of Contemporary Art (Sydney, 2001) e lo Stedelijk Museum Bureau (Amsterdam, 2003).

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Dal 22 ottobre al 28 novembre
Anish Kapoor

Allo spazio ParolaImmagine della GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea - le opere su carta dell'artista anglo-indiano

Dal 22 ottobre al 28 novembre 2004, la GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita una personale di Anish Kapoor. In esposizione saranno presentate dieci gouaches realizzate dall'artista anglo-indiano tra il 1995 e il 2000.
In contemporanea all'inaugurazione della mostra, giovedì 21 ottobre, al Chiostro di Santa Marta di Bergamo, verrà collocata in maniera permanente un'opera inedita che la Banca Popolare di Bergamo Gruppo BPU Banca ha commissionato all'artista.
Le gouaches esposte alla GAMeC permettono di apprezzare un aspetto meno conosciuto, quasi "privato" dell'attività di Kapoor, generalmente noto al grande pubblico per le imponenti sculture che spesso raggiungono dimensioni monumentali o ambientali.
Anche questi lavori di Kapoor, considerato uno degli artisti più influenti della sua generazione, indagano temi a lui cari quali la compenetrazione tra pieno e vuoto, l'idea di infinito, la dimensione del cielo e ambivalenze come concavo-convesso, presenza-assenza, tangibile-intangibile.
Il colore, nell'arte di Kapoor, diviene materia e assume una dimensione scultorea: la polvere impedisce una netta delineazione dei contorni e sfumando, elimina la distinzione netta tra forma e sfondo e rende la profondità dei diversi piani uno spazio abitabile dall'immaginazione dello spettatore.

Anish Kapoor è uno degli artisti più significativi nel panorama dell'arte contemporanea internazionale. Nato a Bombay nel 1954, vive e lavora a Londra sin dagli anni '70. Dagli inizi degli anni '80 i suoi lavori originali, in continuo dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, gli consentono di ottenere ben presto un ruolo di spicco nella New British Sculpture, nome con cui la critica designò la nuova scena della scultura inglese e di cui facevano parte artisti come Cragg, Deacon, Woodrow e Gormley. Le sue opere indagano la dialettica degli opposti: uomo e donna, luce e tenebre, interno ed esterno, ed è l'utilizzo del colore nella sua purezza a diventare elemento costante delle sue opere e simbolo della sintesi tra oriente ed occidente. Il percorso artistico di Kapoor si compone di due fasi complementari. Alla prima appartengono le opere dei primi anni '80: oggetti scultorei con forme tra l'astratto e il naturale, completamente ricoperte di pigmento puro, il cui intenso colore nasconde l'origine di manufatto e suggerisce l'idea di sconfinamento. Negli anni '90 invece approfondisce quelle che possono essere riconosciute come sue caratteristiche peculiari: sculture di dimensioni sempre più monumentali e che rappresentano la sua messa in scena del vuoto, reso tangibile da una cavità che si riempie o da una materia che si svuota.
I lavori di Kapoor sono stati esposti in tutto il mondo sia in musei che in gallerie private, tra i quali la Tate Modern di Londra, il Museum of Modern Art di New York, il Reina Sofia di Madrid e lo Stedlijk Museum di Amsterdam. Nel 1990 prende parte alla XLIV Biennale di Venezia dove gli conferiscono il "Premio Duemila" (ottenuto anche nel 1992). L'anno seguente consegue il "Turner Prize" e nel 1992 partecipa a Documenta IX con la costruzione Descent into Limbo. Nello stesso anno l'Expo di Siviglia gli commissiona l'enorme opera architettonica Building for Void. Nel 2003 espone al Museo Archeologico di Napoli.


Inaugurazione: giovedi' 21 ottobre ore 18.30

Bergamo, GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Via San Tomaso, 53
Orari: martedì – domenica 10.00 – 19.00; giovedì 10.00 – 22.00. Lunedì chiuso
Ingresso gratuito

Servizi didattici: tel. 035.399529
giovanna.brambilla@gamec.it

Prenotazioni visite guidate gratuite: tel. 338.6868231
martedì-venerdì: 9.30-12.30; 15.00-18.00

Ufficio Stampa
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