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Piero Guccione

Dal Thursday 04 December 2008
al Sunday 25 January 2009

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Comunicato stampa evento: Piero Guccione

La Galleria nazionale d’arte moderna di Roma presenta, dal 4 dicembre 2008 al 25 gennaio 2009, la mostra “Piero Guccione”. Nonostante l’attenzione di scrittori quali Alberto Moravia, Giorgio Soavi, Tahar Ben Jelloun, che in gallerie private della Capitale (l'esordio di Guccione ebbe luogo proprio a Roma nel 1960) hanno accolto la sua opera, questa è la prima volta che la Roma ufficiale dedica al maestro siciliano una grande esposizione antologica, dove l’arco della sua produzione viene ripercorso attraverso più di cento opere, provenienti da collezioni pubbliche e private. La mostra, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea e dal Cigno GG Edizioni, propone nel nucleo centrale i lavori esposti da luglio a settembre 2008 a Palazzo Reale di Milano, cui si aggiungono numerose opere che documentano i vari aspetti della poliedrica attività dell’artista.
Le opere esposte alla GNAM di Roma, realizzate con varie tecniche, dall’olio su tela al pastello su carta e alle tecniche miste, dimostrano la continua originalità dell’arte di Piero Guccione. Considerato uno dei principali esponenti della figurazione contemporanea, nel corso degli anni ha continuato lucidamente la propria ricerca che ha come punto di partenza e d’arrivo la natura, sempre più minacciata dalla volgarità e dal consumismo della civiltà industriale.
La sua parabola umana ed artistica parte dalla Sicilia, dove nasce a Scicli (RG) nel 1935, e culmina nella stessa Sicilia, dove nel 1979 decide di tornare a vivere, con Sonia Alvarez, in una casa di campagna tra Scicli e Modica. Questo dato, allo stesso tempo biografico e geografico, ha una grande importanza nella comprensione della sua opera: “il bisogno – diciamo così – culturale di ‘tornare alle cose’”, dice a questo proposito l’artista.
Piero Guccione attraversa vari decenni della vicenda artistica contemporanea, dagli anni ’60, quelli dell’esordio a Roma, ai giorni nostri. Gli anni romani lo vedono impegnato nella prima spedizione paleoetnologica nel Sahara libico per il rilevamento delle pitture rupestri, diretta da Fabrizio Mori, e protagonista, insieme a Renzo Vespignani ed ad altri artisti fra cui Attardi, Calabria, Ferroni, Gianquinto, Guerreschi e i critici Del Guercio, Micacchi, Morosini, del gruppo “Il Pro e il Contro”, che rappresenta un punto di riferimento per la pittura realista di quegli anni. All’Accademia di Belle Arti di Roma è dapprima assistente di Renato Guttuso, poi titolare di una cattedra. Le opere di questo periodo sono quelle che maggiormente risentono l’influsso moderno tanto da essere considerate, in modo non del tutto lecito secondo Vittorio Sgarbi, come iconografie conciliabili con i dettami della “Pop Art Italiana”.
Il ritorno in Sicilia nel 1979 e la decisione di vivere in campagna sono una chiara scelta esistenziale ed estetica di Piero Guccione: il rifiuto della civiltà urbana e di massa, con il suo esasperato edonismo ed “egoismo collettivo” e un ritorno alla radice della sua stessa esistenza, alle prime impressioni ed emozioni. La natura è il tema dominante delle sue opere: il mare, la terra, il cielo, la luna, la spiaggia, le nuvole, i carrubi.
Le forme via via sempre più geometriche e rarefatte rivelano un processo di sublimazione, in cui, come nota Sgarbi, si manifesta la ricerca di un assoluto “verso il puro originario della natura e dell’anima”; questa ricerca passa anche attraverso il filtro dei grandi artisti prediletti: da Vermeer a Caspar David Friedrich, cui nel 1981 dedica un ciclo di pastelli e disegni. Il realismo appare sempre più lontano tanto che lo stesso artista, già nel 1985, affermava: “In quanto al realismo, fuori da ciò che è omologato come scuola e tradizione, capisco sempre meno cos’è; a cosa può corrispondere oggi il realismo nell’arte”.
In mostra a Roma vi sono opere che illustrano i vari momenti della singolare esperienza artistica di Piero Guccione. Dalle prime tele che ritraggono oggetti e contesti della vita quotidiana, come lo Studio per televisore, Giardino sul muro giallo, Balcone, tutti del 1965, a Luna d’agosto (2005), Linea azzurra (2006), Luce meridiana (2007) e Cielo e mare (2008). Vi sono i pastelli su carta del Dopo il vento d’Occidente e quelli Per Tristano e Isotta. Non mancano i D’après che Maurizio Calvesi definisce “gli esempi forse più emozionanti della capacità di un artista contemporaneo di far proprie immagini di sommi maestri di ogni tempo, senza violentarle, né snaturarle; ma senza perdere alcun tratto della propria identità espressiva…”.
La mostra si snoda attraverso il racconto degli scrittori, editori, poeti, collezionisti, artisti che hanno scritto di lui, da Leonardo Sciascia a Dino Buzzati, da Renato Guttuso a Gesualdo Bufalino. Delle immagini immergono il visitatore nell’universo di Guccione, dove appunto si può confrontare il suo mondo con le sue opere.
La mostra, che ha come commissario interno della Galleria nazionale d’arte moderna la Dott.ssa Carla Michelli, è divisa in varie sezioni; straordinaria è quella sul lavoro grafico, essendo Guccione l’autore delle illustrazioni per il primo - e unico - volume di Galileo Galilei stampato con la prefazione di un pontefice: Giovanni Paolo II.
Il catalogo della mostra, edito dalla casa editrice Il Cigno GG Edizioni, contiene i testi critici di Vittorio Sgarbi e Maurizio Calvesi, insieme a testimonianze sull’opera di Guccione di numerosi protagonisti del mondo artistico e culturale contemporaneo.

“Guccione ha la capacità e soprattutto il talento di saperci comunicare le sue prime emozioni. Non le conserva solo per sé stesso. Le utilizza, le lavora, le espone. Sono mediterranee, scendono dalla magia di un cielo stellato, cadono nell’acqua per disegnare poi un paesaggio, un viso, il volto di una donna che volta le spalle all’amore, un corpo proteso nella violenza del silenzio verso l’attesa”.
Tahar Ben Jelloun

“I quadri di Guccione, belli, solenni, appassionati, hanno un vigore contemplativo che rende difficile considerarli semplicemente rilevanti. Quando saranno concluse tutte le rassegne, costruite le scuole, ratificate le clamorose transazioni d’influenza, queste opere continueranno a parlare nel loro registro necessario di singolarità, di amore per la pittura stessa”.
Susan Sontag

Conferenza stampa 4 dicembre 2008 ore 12.00

Inaugurazione 4 dicembre 2008 ore 18.30

Dal 4 dicembre 2008 al 25 gennaio 2009

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