"La Notte Bianca":presentazione di tre opere di Gaston Lachaise
Dal Saturday 27 September 2003
al Saturday 27 September 2003
Comunicato stampa evento: "La Notte Bianca":presentazione di tre opere di Gaston Lachaise
GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA
Giardino delle Fontane
Via Aldrovandi
GASTON LACHAISE, 1882 – 1935
In concomitanza della mostra “Gaston Lachaise, 1882-1935. Sculture e disegni” in apertura presso il Museo Hendrik C.Andersen (via Mancini 20) il prossimo 15 ottobre, si presentano in anteprima per “La notte bianca” romana tre opere monumentali dello scultore nel “Giardino delle Fontane” della Galleria Nazionale d’Arte Moderna (lato est, prospiciente via Aldrovandi), recentemente ridisegnato dall’architetto Paolo Pejrone e riaperto al pubblico. La mostra al Museo Andersen è la prima grande rassegna italiana dell’artista francese-americano, dopo l’esposizione dedicatagli in Francia (la prima in assoluto in Europa) dal Musée d’Art e d’Industrie La Piscine di Roubaix (Lille) in occasione della quale è stato pubblicato il bel catalogo edito da Gallimard con testi di Jean Clair e di Louise Bourgeois.
Prima della presentazione romana, alcuni lavori di Lachaise - le cui opere costituiscono un significativo e originalissimo contributo al Modernismo americano degli anni ’20 del Novecento -erano stati esposti in Italia solo alla Biennale di Venezia del 1954 e a quella del 1995, curata da Jean Clair (sezione: “Le figure del corpo. L’Eros e il corpo in parti”).
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Lachaise Foundation di Boston e con le Salander- O’Reilly Galleries di New York.
Le tre opere esposte nel giardino della Galleria sono:
Figura fluttuante (Floating Figure)
1927
bronzo
Donna in piedi (Standing Woman Garden Figure)
1932
bronzo
La Montagna (The Mountain)
1934
bronzo e patina di nitrato d’argento
Nato a Parigi nel 1882, Gaston Lachaise ha una formazione accademica tradizionale, in vista dell’agognato Prix de Rome. Studia scultura all’Ecole des Beaux-Arts dal 1898 al 1904, quando lascia la scuola per lavorare come decoratore presso René Lalique. Comincia a esporre ai salon parigini a partire dal 1899. Nel 1902 l’incontro con l’americana Isabel Dutaud Nagle, di dieci anni più grande di lui, segna definitivamente la vita e l’opera dell’artista. La donna diviene infatti da questo momento la sua musa e la sua ispiratrice. Nel 1906 la segue a Boston, dove lavora prima per lo scultore Henry Hudson Kitson e poi per Paul Manship. Nel 1913 partecipa con un’opera, Nude with a Coat, alla famosa mostra newyorkese dell’Armory Show che fa conoscere in America l’arte contemporanea europea, da Matisse a Picasso a Brancusi. Nel 1916 ottiene la nazionalità americana e l’anno seguente può finalmente sposare Isabel. Oltre che partecipare a mostre collettive, Lachaise è presente sulla scena artistica americana con varie esposizioni personali, commentate da critici e scrittori come Henry McBride, e.e. cummings e Alfred Stieglitz. Riceve inoltre committenze per grandi bassorilievi decorativi destinati a importanti edifici di New York (Radio Corporation of America al Rockfeller Center, 1931).
Poco prima della sua morte prematura nell’ottobre 1935, il Museum of Modern Art di New York gli dedica una mostra retrospettiva e le sue opere non tardano a giungere nei più famosi musei americani, tra cui il MoMA, il Metropolitan e il Whitney a New York, l’Art Institute di Chicago e il Fine Arts di Boston.
L’ossessione per il corpo femminile - nella fattispecie della sua compagna Isabel, trasformata in creatura mitica perennemente reinventata nelle forme - porta progressivamente l’artista a realizzazioni sempre più connotate da un acceso erotismo. Ammiratore della scultura di Rodin e di Brancusi, Lachaise utilizza il nudo femminile, in quanto massima fonte di energia creatrice, in senso anticlassico. Come ha scritto la grande artista Louise Bourgeois, le sue sculture “costituiscono il piu’ bell’omaggio alle donne…, un omaggio che concede all’oggetto sessuale tanto potere da liberare compulsive passioni”. Ogni figura femminile in Lachaise, scrive Jean Clair nel bel testo in catalogo dell’edizione francese della mostra (Gallimard, Parigi, 2003), ha origine nella figura della madre primigenia, dai fianchi e dai seni smisurati, dal sesso ipertrofico, immagine che viene via via modificandosi morfologicamente nell’intento dell’artista di andare al di là dell’involucro corporeo per giungere a manipolare, deformandolo ossessivamente, l’organismo interiore vivente.
Le forme sinuose che caratterizzano la maniera dello scultore, e in particolare quelle della scultura Floating Figure, esposta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, ispirarono nel 1948 ai noti designer americani Ray e Charles Eames la famosa poltrona chiamata appunto La Chaise.