MACRO Future - Dettaglio evento

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Jelena Vasiljev | Stalker | Marie-Caroline De Baecque

Dal venerdì 11 febbraio 2005
al lunedì 28 febbraio 2005

Comunicato stampa evento: Jelena Vasiljev | Stalker | Marie-Caroline De Baecque

Il Master in Management per curatori nei musei d’arte e architettura contemporanea, promosso dalla Facoltà di Architettura Valle Giulia - Università La Sapienza di Roma e dal MACRO - Museo d’arte contemporanea di Roma, si conclude con una mostra in cui vengono presentati tre progetti espositivi selezionati e allestiti dall’architetto Maurizio Di Puolo. I lavori, scelti tra quelli proposti dagli allievi del master sul tema comune della multiculturalità, sono stati curati da Marialivia Brunelli, Francesca Pisanti e Louise Arizzoli, e si sono confrontati col tema assegnato, ciascuno secondo un’interpretazione personale e originale.


JELENA VASILJEV, Essendo così i lupi / i più difficili da cacciare / come saranno gli uomini
Progetto a cura di Marialivia Brunelli

Quattrocento lupi invadono lo spazio del MACRO Mattatoio; un branco feroce, ammassato in un groviglio informe alto fino a cinque metri, scarne carcasse realizzate in gesso grezzo. Accanto, scorrono le immagini di un video girato dall’artista dentro una gabbia di lupi nello zoo di Belgrado.

In questa installazione la giovane artista propone una metafora del dramma del popolo balcanico, che, violentato da troppi invasori, ha perso la propria identità, fino a ridursi ad un groviglio di culture, religioni e nazionalità indistinte. Il tema è tratto da un poema di uno dei maggiori poeti serbi contemporanei, Matija Beckovic, che descrive l’orrendo sistema di caccia ai lupi nell’estremo Nord.

Jelena Vasiljev è nata a Zrenjanin (Serbia) nel 1976. Iscritta alla Facoltà di Lettere Antiche presso l’Università di Belgrado, conclude gli studi senza poter discutere la tesi di laurea a causa della guerra. Nel 1999 si trasferisce a Milano dove frequenta il corso di scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2002 ottiene il Primo Premio di scultura al Salon Primo presso il Museo della Permanente di Milano. Ha esposto a Milano nella sede del Consolato di Serbia e Montenegro, alla Galleria 10.2! Dieci.Due! e alla Gas Art Gallery di Torino.



STALKER, La forma dello spazio condiviso
Progetto a cura di Francesca Pisanti

Stalker realizza l’installazione di un Amacario sul quale viene proiettato il video Space experiences/Stalker, 20' 00'', ITA, 2004.

L’installazione consiste in una spettacolare ragnatela di amache, che si propagano nello spazio trasformandolo, sollecitandone la percezione e le valenze dinamiche. Abitare attraversando un unico grande tessuto, dove si può sostare. Il concetto di multiculturalità è qui evocato come superamento dei conflitti, in armonia con il contesto, attraverso un’installazione interattiva e ludica, di forte impatto e valenza estetica.

Stalker, laboratorio di arte urbana, è un’esperienza che nasce a Roma alla Facoltà di Architettura occupata nel 1990. Il gruppo prende il nome di Stalker nel 1995. E' un collettivo che compie ricerche e azioni sul territorio, in Italia e all’estero, con particolare attenzione alle aree di margine e ai vuoti urbani, spazi abbandonati o in via di trasformazione. Oggi Stalker partecipa anche a un più ampio gruppo di ricerca denominato Osservatorio Nomade.



MARIE-CAROLINE DE BAECQUE, La femme des sables
da un romanzo di Kôbô Abe
Progetto a cura di Louise Arizzoli

L’istallazione prende spunto dallo spettacolo teatrale “La femme des sables”, realizzato nel 2002 lungo la costa Atlantica francese dalla compagnia Les Passeurs, su progetto di Marie-Caroline De Baecque. Il testo è un adattamento del romanzo Sunna no onna (La donna di sabbia, 1962) dello scrittore giapponese Kôbô Abe.

L’installazione consiste in una forma, la spirale, fatta con un lungo tessuto rosso, metafora del corpo e del territorio della donna. La spirale e la sabbia, che continuamente scorre, stanno a simboleggiare il contrasto tra la forza della natura e la sopravvivenza dell’uomo. Questa opera, così come lo spettacolo, propone un tema della cultura orientale interpretato attraverso la nostra visione di occidentali. Quindi multiculturalità come confronto, in chiave simbolica, tra due mondi.
Collaborano al progetto: Constance Arizzoli, scenografa; Gaëlle Auffray, designer. Il video è stato realizzato da Valerio Cappozzo, Corrado Ianiri e Gianluca Pagliacci per L’Organic Lab.

Marie-Caroline De Baecque, nata nel 1977 a Parigi, diplomata dell’Ecole Nationale Supérieure des Arts Décoratifs, lavora nell’ambito del teatro come regista e scenografa, si dedica alla realizzazione di spettacoli-installazioni in ambienti naturali e a laboratori di ricerca incentrati sul rapporto arte/natura.

MACRO al MATTATOIO
Roma
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