MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna - Dettaglio evento

Direzione Gianfranco Maraniello

Via Don Minzoni 14, Bologna 40121
Tel +39 051 6496611
http://www.mambo-bologna.org/
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Bologna
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Ding Yi

MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna

Sede Via Don Minzoni 14, Bologna 40121
Altre informazioni Tel +39 051 6496611 | info@mambo-bologna.org | http://www.mambo-bologna.org/

Data di apertura mercoledì 23 gennaio 2008
Data di chiusura domenica 30 marzo 2008

Orari:
martedì – domenica 10.00 - 18.00
giovedì 10.00 - 22.00
lunedì chiuso
Gli artisti correlati Ding Yi

Comunicato della mostra : Ding Yi

Conferenza stampa: mercoledì 23 gennaio 2008, ore 12.00
Inaugurazione: giovedì 24 gennaio 2008, ore 19.00


In concomitanza con l’apertura di Arte Fiera 2008, dal 24 gennaio il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, prosegue il suo programma inaugurando le mostre personali di Luigi Ontani, Ding Yi e Guyton\Walker. Gli artisti scelti per questo nuovo appuntamento espositivo sono totalmente diversi tra loro per provenienza geografica ed età anagrafica, per tipologia di ricerca e per mezzi espressivi e tecnici impiegati, a testimoniare l’intenzione del Museo di continuare la sua politica di sostegno e valorizzazione della cultura visiva contemporanea nelle sue declinazioni più sperimentali e avanzate.
In questo senso trova la sua contestualizzazione l’importante omaggio che il MAMbo dedica al maestro bolognese Luigi Ontani, di ritorno nella sua città dopo le mostre alla Galleria d’Arte Moderna nel 1982 e a Villa delle Rose nel 1991. Gigante3RazzEtà7ArtiCentAuro non è una vera e propria retrospettiva, quanto piuttosto un viaggio che ripercorre le tappe salienti del percorso di questo artista eclettico e anticonformista dalla fine degli anni sessanta ai nostri giorni, evidenziandone la creatività poliedrica e l’estro multicolore che gli hanno consentito di imporsi sulla scena artistica internazionale.
Apparentemente più tradizionale nella forma la mostra di Ding Yi, il maggiore pittore astratto cinese vivente, che a partire dagli anni ottanta ha realizzato un considerevole numero di quadri su diversi supporti, dalla tela al cartone, dai tessuti ready-made ai mobili, ricorrendo a differenti media artistici come olio, acrilico, carbone e penna. L’interesse che la pratica pittorica di Ding Yi è in grado di esercitare va al di là della facile fascinazione suscitata da tanta arte esotica proveniente dall’estremo Oriente, ed è alla base della scelta del MAMbo di essere la prima Istituzione museale italiana a promuoverne una mostra personale.
Dall’Oriente si passa infine al cuore dell’Occidente con la mostra di Wade Guyton e Kelley Walker, coppia di artisti statunitensi per la prima volta in Italia, che collaborano con il nome Guyton\Walker eseguendo installazioni e opere ricche di riferimenti tratti dai mass-media, dalla grafica, dal design, dalla pubblicità e dalla produzione artistica, secondo modalità di produzione e strategie estetiche tipicamente occidentali, che richiamano quelle di artisti come Andy Warhol o Richard Prince.
Le tre mostre saranno riccamente documentate da altrettanti cataloghi, editi da Skira, che saranno disponibili dal prossimo aprile.





Ding Yi

a cura di Gianfranco Maraniello


Il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, ha il piacere di presentare la prima personale in un museo italiano dell’artista cinese Ding Yi. La mostra proporrà dal 25 gennaio al 30 marzo 2008 un percorso di circa quaranta quadri e disegni, una scultura e un’installazione che richiede l’interazione dei visitatori, pensato per avvicinare il pubblico alla figura di quello che è considerato il più importante pittore astratto della Cina contemporanea, facendo conoscere la sua complessa pratica artistica e la sua evoluzione dagli anni novanta a oggi.

L’opera di Ding Yi è legata indissolubilmente alla città di Shangai, luogo che testimonia con forza la tensione tra la vecchia e la nuova Cina, tra la cultura occidentale e quella cinese.
Nel 1980 Ding Yi frequenta l’Istituto d’Arte di Shangai; sono gli anni che seguono la “Rivoluzione Culturale” di Mao ed è finalmente possibile conoscere l’arte moderna occidentale. È in quel momento, di fondamentale importanza per la sua formazione e le sua pratica artistica, che l’artista viene a contatto per la prima volta con gli originali di opere astratte americane, da cui rimarrà inevitabilmente influenzato. Ding Yi intraprende quindi la ricerca di un proprio linguaggio che si manifesta nella scelta del carattere “+” (e della sua variante “x”) come sinonimo di struttura, di razionalità, di espressione pittorica che riflette l’essenza delle cose. Il “+” diventa per l’artista simbolo di semplicità e di autodisciplina, un segno che viene ripetuto ogni giorno come una pratica meditativa, in modo meticoloso e costante, costituendo una vera sfida per il corpo e per la mente.
La prima fase del lavoro di Ding Yi è caratterizzata da una accuratezza quasi maniacale: la figura “+”, di colore nero, è distribuita in maniera equilibrata e ritmica sulla tela, e l’artista si serve di righello, nastro adesivo e tiralinee per costruire con precisione millimetrica le sue composizioni. Ma nel corso del tempo questa precisione diviene un ostacolo all’espressione dell’essenzialità, e Ding Yi abbandona il regolo per cominciare a disegnare a mano libera. Le linee inclinate, la ricchezza dei colori sempre più brillanti e la libertà delle pennellate sono gli elementi distintivi di questa nuova fase.
Durante gli anni di pratica del simbolo “+”, ha inizio la sperimentazione di nuovi materiali. Lino, stoffe lavorate, cartoncino, gessi, acquerelli, carboncino, colori a olio e acrilici: l’utilizzo di nuovi materiali e il modo di dipingere rendono i quadri di questo periodo simili ai tessuti antichi, la volontà di lasciare tracce della cultura tradizionale cinese è evidente.
Le opere successive al 1997 possono essere interpretate come l’uscita di Ding Yi dalla propria interiorità e l’inizio di una attenta osservazione del mondo che gli è accanto. Egli guarda ogni piccolo aspetto di Shangai, la città che ama, registrando sulla tela i repentini cambiamenti della vita della metropoli. Nelle opere appaiono colori fluorescenti e metallici, espressione degli eccessi, del frastuono, del caos, del disordine, ma anche degli stimoli e delle mode della nuova vita di città.
In questo contesto si inserisce l’installazione che l’artista ha deciso di presentare al MAMbo e che, in una versione simile, era già stata esposta alla Biennale di Shangai: alcune cassette per le lettere, caratterizzate dai colori forti dell’ultima fase e dai segni “+” e “x”, circondate da questionari che il visitatore è chiamato a compilare. Le domande che Ding Yi pone al pubblico italiano, come già aveva fatto con quello cinese, riguardano le aspettative per il futuro e per l’ambiente urbano, naturale e culturale circostante. Una volta completate, le schede con le risposte verranno esposte nella parete d’ingresso alla sala espositiva e a fine mostra verranno raccolte dall’artista che ne elaborerà i contenuti mettendoli in relazione con quelli già ottenuti a Shangai.


In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo edito da Skira con testi di Gianfranco Maraniello, Cao Weijun e Magdalena Kröner.





Ding Yi
Nato a Shanghai (Cina) nel 1962. Vive e lavora a Shangai.

Principali mostre personali
2007
Ding Yi, Galerie Karsten Greve, Paris
2006
Ding Yi, a cura di Jonathan Watkins, Ikon Gallery, Birmingham,
Graticule, ShanghART H-Space, Shanghai
2004
Crossed Vissions - Works by Ding Yi, China Art Archive & Warehouse, Beijing
2000
Ding Yi – Fluoroscence on Tartan, China Art Archive & Warehouse, Beijing

Principali mostre collettive
2007
85 New Wave, a cura di Fei Dawei, Ullens Center for Contemporary Art, Beijing
Rejected Collection, a cura di Biljana Ciric, Ke Center for Contemporary Arts, Shanghai
Strategy on Paper, Square Gallery of Contemporary Art, Nanjing
Harmony and Difference, Art Space of Fine Art College from Shanghai University, Shanghai
2006
Zhangjian Art Park Opening Ceremony, Zhangjiang Contemporary Art Museum Shanghai
Art in Motion, a cura di Victoria Lu, Moca Shanghai, Shanghai
Works on Paper, Xuhui Art Museum, Shanghai
The Blossoming of Realism,Taipei Fine Arts Museum, Taipei
Entry Gate – Chinese Aesthetics of Heterogenity, a cura di Victoria Lu and Uli Sigg, Moca, Shanghai
The 6th Shanghai Biennale: Hyper Design, a cura di Huang Du, Wonil Rhee, Gianfranco Maraniello, Jonathan Watkins, Shanghai Art Museum, Shanghai
Contemporary China, PKM Gallery, Seoul
2005
Shenzhen Art Biennale, OCT Contempory Art Centre, Shenzhen
Mahjong, a cura di Bernhard Fibicher, Kunstmuseum Bern, Bern
Alien Ilusion, Shanghai Art Museum, Shanghai
China: Prospettive d’Arte Contemporanea, a cura di Daniela Palazzoli Spazio Oberdan, Milano
2004
New Boundaries, Taikang Top Space, Beijing, China
DIAL 62761232, Callers Location, Shanghai
Persona – Ai Weiwei, Ding Yi Wang Xingwei, China Art Archive & Warehouse
Dreaming of the Dragon’s Nation – Contemporary Art from China, a cura di Li Xu, IMMA (Irish Museum of Modern Art), Dublin
Shanghai Modern, a cura di Jo-Anne Birnie Danzker, Museum Villa Stuck, Munich



Opere in mostra:

Appearance of Crosses 07-5, 2007
acrilico su tartan
200 x 280 cm
Courtesy Galerie Karsten Greve Paris

Appearance of Crosses – 6, 2005
acrilico su tartan e tessuto, 6 parti
misure d’insieme 320 x 440 cm

Cross Cube, 2005
scultura in rame
19,5 x 19,5 x 19,5 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

Time Space Post Office, 2006
installazione
acciaio
210 x 40 x 30 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

Appearance of Crosses 2007-10, 2007
acrilico su tartan
200 x 280 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

Appearance of Crosses 2007-3, 2007
acrilico su tartan
200 x 280 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

A.o.c. 92-15, 1992
olio su tela
140 x 160 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

A.o.c. 93-7, 1993
olio su tela
140 x 160 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

A.o.c. 97-B21-24, 1997
gessetto, carboncino e matita su carta ruvida
260 x 80 cm. cad.
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

A.o.C. 1992-20, 1992
acrilico su tartan
200 x 240 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery


A.o.C. 1991-3, 1989
acrilico su tela
140 x 180 cm
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery

Appearance of Crosses B – (1991 - 2006)
tecnica mista su carta
Courtesy Ding Yi, Shanghart Gallery






Ding Yi

Curatore: Gianfranco Maraniello

Sede espositiva: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni 14 – Bologna

Periodo di esposizione: 25 gennaio – 30 marzo 2008

Ingresso: intero € 6
ridotto € 4

Informazioni: tel. 051 6496611
fax 051 6496600
info@mambo-bologna.org
www.mambo-bologna.org

Visite guidate: per gruppi e scuole la prenotazione è obbligatoria
tel. 051 6496626 – 628
mamboedu@comune.bologna.it
Gruppi (massimo 30 persone): 80 euro
Visite in lingua: 100 euro
Scuole: 50 euro
Noleggio radioguide (per gruppo): 20 euro

Laboratori per le scuole: Laboratori per la scuola dell’obbligo e superiore: 100 euro
(comprensivi di visita senza radioguida)
tel. 051 6496626 – 628
mamboedu@comune.bologna.it

Domenica al MAMbo: Un appuntamento dedicato all’arte per genitori e bambini
la tariffa è di 5 euro a persona
per informazioni e prenotazione (obbligatoria):
tel. 051 6496626 – 628
mamboedu@comune.bologna.it

Catalogo: Skira

Ufficio Stampa: Lara Facco
Ufficio Comunicazione e sviluppo marketing MAMbo
tel. 051 6496654 – lara.facco@comune.bologna.it

Lucia Crespi
Ufficio stampa Skira
Tel. 02 89401645 - lucia@luciacrespi.it

Il MAMbo è sostenuto da: Regione Emilia-Romagna
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna