A cura di Gianfranco Maraniello e Andrea Viliani
Il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna ha il piacere di presentare la prima mostra personale in un museo italiano di Sarah Morris e di ospitare la première internazionale del suo nuovo film: Beijing.
Nel corso degli anni Novanta, Sarah Morris ha raggiunto la notorietà grazie a dipinti e film caratterizzati da un approccio strutturale astratto e complesso, nei quali traccia tipologie urbane e sociali. Gli ambienti urbani, i motivi architettonici, i simboli, i luoghi e le rappresentazioni del potere sono oggetto di un’indagine ravvicinata che affascina il fruitore dell'opera in un'alternanza di finzione e realtà. Tale esplorazione si rivolge sia alla psicologia della città contemporanea che alla sua politica codificata architettonicamente, nel tentativo di comprendere come un momento particolare possa essere racchiuso e quasi impresso sulle superfici visive. In tal modo l'artista cerca di determinare ciò che, al giorno d’oggi, le facciate, i sistemi urbani, le città e le nazioni possono celare, studiando i meccanismi del potere, delle strutture di controllo, delle reti socio-politiche globali.
Beijing, un film di 86 minuti in 35mm, è incentrato su un evento che ha avuto la massima visibilità in tutto il mondo ed è tra i più intricati e ambigui degli ultimi anni: i Giochi Olimpici del 2008 a Pechino. L'economia e le autorità cinesi analizzati nel film, con le loro contraddizioni e pressioni, trovano un'eco ancora maggiore nell’attuale clima di crisi globale.
Proseguendo l’indagine di Sarah Morris sullo spazio psicologico e politico dell’architettura e della città in evoluzione, Beijing si addentra nello spettacolo delle giornate prima, durante e dopo le Olimpiadi. Girato da diverse prospettive, grazie all’accesso senza precedenti accordato dal Comitato Olimpico Internazionale, il lungometraggio cattura i cambiamenti all'interno della città e della routine urbana dei suoi abitanti, così come i momenti emblematici, quali gli attimi che precedono il discorso del Presidente Hu Jintao alla cerimonia di apertura dell’8 agosto 2008.
Tanto gli aspetti non-mediati, quanto quelli preparati, fanno parte di un continuum. Il cinéma vérité della Morris utilizza come personaggi fantasma non solo le architetture ma anche leader politici (Henry Kissinger), atleti olimpici (Michael Phelps), attori (Fan Bingbing), artisti (Lang Lang), registi (Zhang Yimou) e architetti (Rem Koolhaas, Norman Foster, Jacques Herzog e Pierre de Meuron), in una quasi-narrazione sulla città in via di sviluppo che si apre a molteplici possibilità di finzione e s'interroga sull'autorialità stessa dello spettacolo. Il film gioca con la nozione di dualismo, collegandola alla spettacolarizzazione costante dell’evento e alle sue molteplici e continue interpretazioni. Ne deriva il ritratto surreale di uno stato di turbo-capitalismo, durante un periodo in cui il Comitato Olimpico Internazionale è sembrato assumere a tutti gli effetti la sovranità sulla capitale.
Vengono descritti un paese - rimasto fino ad ora chiuso - in un momento di apparente e possibile apertura teatrale e una cultura - normalmente nascosta - in un frangente di estrema visibilità.
La mostra China 9, Liberty 37 - titolo in inglese di un film western italiano/spagnolo del 1978 (Amore, piombo e furore) - comprende, oltre a Beijing, undici dipinti e un imponente wall painting creato specificamente dall'artista per gli spazi del MAMbo.
L'allestimento accosta opere di Sarah Morris appartenenti alle serie Origami e Rings. Le prime si ispirano ai diagrammi schematici di piegatura delle tradizionali composizioni cartacee orientali, che danno vita a forme complesse attraverso un processo solo apparentemente semplice. Nella cultura popolare, inoltre, il concetto di origami è spesso utilizzato come metafora di eventi imminenti.
I lavori della serie Rings, invece, traggono i titoli dalle date dei Giochi Olimpici e dalle corrispondenti città e, oltre all'analogia con i cinque cerchi della bandiera olimpica, rappresentano gli infiniti sistemi delle “Ring Roads” di Pechino, che finiscono per condurre al disorientamento.
L’intervento site-specific di grandi dimensioni, dal titolo Taurus, fa parte della serie Origami e occupa una parete espositiva del museo lunga oltre 30 metri.
In concomitanza con l'inaugurazione della mostra bolognese, sarà disponibile Beijing, una pubblicazione congiunta di MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, MMK - Museum für Moderne Kunst di Francoforte e Witte de With – Center for Contemporary Art di Rotterdam. Il catalogo è edito da Walther König, Colonia.
Sarah Morris è nata nel Regno Unito nel 1967. Vive e lavora tra Londra e New York.
Conferenza stampa lunedì 25 maggio 2009 alle ore 12.00
Presso la sala conferenze del museo
Inaugurazione lunedì 25 maggio 2009 ore 19.00
26 maggio - 26 luglio 2009
MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna
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