A cura di Agnes Matthias
In collaborazione con IPRN (International Photography Research Network)
Museo di Fotografia Contemporanea
Catalogo in inglese edito da Steidl, con prefazione di Lorry Short, Bas Vroege, Ute Eskildsen, testi dei fotografi e interviste, 180 pagine, più di cento fotografie.
Con la mostra “Changing Faces/Work – Il volto del lavoro oggi” il Museo di Fotografia Contemporanea intende aprirsi a scenari internazionali poco noti, proponendoli al suo pubblico, e al contempo farsi parte attiva in un articolato progetto che comprenderà scambi di committenze, mostre, pubblicazioni, convegni, momenti di studio e di aggiornamento.
La mostra presenta le recenti ricerche di sette fotografi contemporanei sul tema dei cambiamenti in corso nel mondo del lavoro, realizzate in 6 paesi europei, nell’ambito della rete di scambi IPRN (International Photography Research Network).
Attivata dall’Università di Sunderland (Gran Bretagna) nel 2004, la rete, che prende parte al programma europeo “Cultura 2000”, vede la partecipazione di Museum Folkwang di Essen (Germania), Arts Council of England, Dom Fotografie di Liptovsky Mikulas (Slovacchia), Paradox e Università di Leiden (Olanda), Università di Jyvaskyla (Finlandia), e promuove la realizzazione di progetti fotografici attraverso periodi di residenza di fotografi in paesi ospiti. Nel periodo 2004-2007, 16 diversi paesi ospitano scambievolmente 18 fotografi.
Il Museo di Fotografia Contemporanea è entrato a far parte della rete nel 2006, ospitando la fotografa inglese di origini giapponesi Tomoko Yoneda e selezionando alcuni fotografi italiani, fra i quali è stato scelto Luigi Gariglio per una residenza in Finlandia.
Il progetto “Changing Faces/Work” si occupa di lavoro, un tema centrale negli sviluppi della società e dell’economia contemporanea, sottoposte a grandi cambiamenti strutturali e al profondo processo di globalizzazione in corso.
La mostra presenta i risultati delle ricerche dei primi sette fotografi che hanno completato la loro ricerca: l’olandese Rob Hornstra che ha lavorato in Islanda presso un paese di pescatori in via di industrializzazione; la finlandese Renja Leino che ha analizzato il rapporto fra persone e computer nella Repubblica Ceca; il tedesco Thomas Neumann, che ha studiato i desideri e le aspettative dei giovani in Lituania; l’islandese Orri, che ha svolto una ricerca con la quale intende esprimere la situazione di un paese la cui collocazione in Europa ancora non è ancora definita; i fotografi cechi Stepanka Stein e Salim Issa, che hanno raccontato come passano i momenti di tempi libero gli abitanti di Newcastle, ex capitale operaia dell’Inghilterra industriale; il fotografo lituano Arturas Valiauga che, ospite in Olanda, ha confrontato la vita dei lituani in Olanda con la vita degli olandesi in Lituania.
Si tratta di ricerche di vario tipo, importanti perché non solo mostrano situazioni di lavoro e di vita diverse, ma offrono l’opportunità di conoscere linguaggi della fotografia contemporanea espressi da paesi diversi, di alcuni dei quali non vi è in Italia grande conoscenza. Ne deriva un quadro variegato e problematico.
Durante il periodo di durata della mostra sono previste due iniziative aperte al pubblico:
Giovedì 29 marzo ore 21
La rappresentazione del lavoro oggi. Progetto Fabbrico e Progetto Dalmine
Presentazione dei lavori fotografici di Paola Mattioli
Giovedì 3 maggio ore 21
Presentazione dei lavori fotografici realizzati all’interno del circuito IPRN di Tomoko Yoneda, sulle aree industriali dimesse del Nord Milano, e di Luigi Gariglio, sulle aziende familiari in Finlandia.
Iniziative collaterali
Giovedì 29 marzo ore 21. La rappresentazione del lavoro oggi. Progetto Fabbrico e Progetto Dalmine. Presentazione dei lavori di Paola Mattioli
Giovedì 3 maggio ore 21. Presentazione dei lavori di Tomoko Yoneda sulle aree dimesse del Nord Milano e di Luigi Gariglio sulle aziende familiari in Finlandia
Inaugurazione sabato 10 marzo 2007 ore 18
11 marzo – 27 maggio 2007
Ingresso Libero
Visite guidate:
Tel. 02 66056626
servizioeducativo@museofotografiacontemporanea.org
Biblioteca:
Tel. 02 66056628
biblioteca@museofotografiacontemporanea.org
Orario della biblioteca: giovedì 10-22; da venerdì a domenica 10-19
Museo di Fotografia Contemporanea
Via Frova 10
Cinisello Balsamo-Milano
Tel. 02 6605661
http://www.museofotografiacontemporanea.org
Ufficio stampa
Alessandra Pozzi, Fiorenza Melani
Tel. 02 66056633
ufficiostampa@museofotografiacontemporanea.org
Come arrivare al Museo:
Mezzi Pubblici
- da Milano Stazione Centrale (piazza IV Novembre)
autobus 727 direzione Cusano Milanino/Cinisello Balsamo,
fermata via XXV Aprile – Municipio
- da MM1 Sesto F.S. autobus 725 per Nova Milanese, fermata Municipio
Automobile
- da Milano centro seguire le indicazioni per Monza/Cinisello Balsamo
(viale Fulvio Testi oppure viale Sarca)
- dall'autostrada A4 Torino/Venezia
uscita Cinisello Balsamo/Sesto S.G.
Durante la mostra, nella sala dedicata alla collezione permanente del Museo, è allestita
Mario Cattaneo: società e costume in Italia negli anni ‘50-‘70
Selezione di 50 opere di Mario Cattaneo provenienti dei fondi del Museo di Fotografia Contemporanea
a cura di Arianna Bianchi e Diletta Zannelli
Mario Cattaneo appartiene a quella generazione di fotografi italiani che nella seconda metà del Novecento trovano nell’ambiente dei circoli fotoamatoriali un luogo di espressione e di dibattito sulla fotografia: dall’approfondimento tecnico alla conoscenza dei maestri della fotografia internazionale, alla formulazione di ipotesi teoriche ed estetiche sul mezzo.
Nelle immagini di Mario Cattaneo si ritrovano accenti presenti nella fotografia di Henri Cartier Bresson e Robert Doisneau. Il racconto della scena sociale che egli compie ha spesso le tonalità che caratterizzano autori come Gianni Berengo Gardin, Mario De Biasi o Pietro Donzelli.
La fotografia di Cattaneo è delicata, semplice, sensibile. I soggetti – le scene di vita in città, i luoghi di aggregazione sociale, i giovani, il volto umano, l’identità – ci dicono di un uomo impegnato in una riflessione sull’esistenza.
Le immagini in mostra presentano alcuni dei temi ricorrenti del suo lavoro, dalle Domeniche all’Idroscalo, al Festival Pop, dai Vicoli di Napoli alla Fiera di Sinigaglia a Milano.
Pur essendo sempre rimasto nell’ambito della fotografia amatoriale, la padronanza dei codici tecnici della fotografia, la ricchezza dei riferimenti culturali e visivi, lo sguardo attento all’accadere delle cose fanno di Mario Cattaneo una figura significativa anche se poco nota nel panorama della fotografia italiana.
Il fondo fotografico Mario Cattaneo comprende 191.656 unità documentarie, tra negativi su pellicola, diapositive, stampe e stampe provini, databili dal 1950 circa al 2004. I materiali sono ordinati in maniera estremamente precisa secondo criteri tematici e non cronologici. I generi fotografici trattati dall’autore sono fondamentalmente il reportage e il ritratto.
A seguito di una donazione da parte degli eredi avvenuta nel giugno 2006 il fondo è diventato di proprietà della Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea.
Biografia
Mario Cattaneo nasce a Milano il 28 gennaio 1916 e fin da ragazzo si interessa di fotografia.
Dopo una lunga e dura esperienza di guerra in Albania e di successiva prigionia in India, rientra a Milano solo a trent’anni.
Nel 1950 si laurea in Economia e Commercio alla Università Bocconi e nello stesso anno acquista una Rolleiflex con cui apprende da autodidatta le prime nozioni tecniche.
Nel 1955 si iscrive al Circolo Fotografico Milanese.
Grazie all’incontro con Pietro Donzelli, Pepi Merisio, Cesare Colombo e Mario De Biasi si orienta definitivamente verso il reportage. Scatta le sue prime fotografie affascinato dalle immagini di Henri Cartier Bresson, Robert Doisneau, Werner Bischof e Dorothea Lange, pubblicate sulle riviste del tempo.
La Fiera di Sinigaglia, che Cattaneo fotografa ogni domenica, rappresenta per lui un vero banco di prova. Siamo negli anni ’50 e ’60 e Mario Cattaneo scopre che regalare una fotografia diventa un modo per entrare in contatto con la gente, che d’ora in poi costituirà il centro della sua attenzione.
Nel 1952 parte da solo per un viaggio in Sicilia; fermatosi a Napoli per una breve sosta, resta affascinato dalla vivace umanità dei vicoli. Decide di trattenersi a lungo e vi tornerà in anni successivi, mettendo insieme una grande quantità di fotografie, pubblicate nel 1992 da Electa nel volume Vicoli.
A questo lavoro ne seguiranno altri: Luna park, Milano (fine anni ’50 - inizio anni ‘60), Una domenica all’Idroscalo, Milano (anni ‘60), Juke box, Milano (fine anni ’50 - inizio anni ‘60), Caravaggio (1957), Festival pop, Milano (anni ‘70).
L’innata curiosità lo spinge a diventare un “solitario viaggiatore del mondo”: innumerevoli viaggi alla scoperta, attraverso la fotografia, di culture e umanità diverse.
Nel 1991 la FIAF lo nomina Autore dell’Anno, dedicandogli una mostra itinerante accompagnata da una monografia. Nel 1996, viene pubblicato La Fera del Sinigaglia, edito dalla Fondazione E. Monti, a cura di W. Tucci Caselli.
Muore nel 2004 durante il suo ennesimo viaggio in India.