Museo di Fotografia Contemporanea - Dettaglio evento

Villa Ghirlanda - Via Frova 10, Cinisello Balsamo 20092
Tel +39 02 66023551
http://www.museofotografiacontemporanea.org/
info@museofotografiacontemporanea.org

 Mappa

Museo di Fotografia Contemporanea - Dettaglio evento

Villa Ghirlanda - Via Frova 10
Cinisello Balsamo
info@museofotografiacontemporanea.org
http://www.museofotografiacontemporanea.org/

 Mappa

Achille Sacconi - Fotografie 1960 – 2004

Museo di Fotografia Contemporanea

Sede Villa Ghirlanda - Via Frova 10, Cinisello Balsamo 20092
Altre informazioni Tel +39 02 66023551 | info@museofotografiacontemporanea.org | http://www.museofotografiacontemporanea.org/

Data di apertura sabato 27 ottobre 2007
Data di chiusura domenica 27 aprile 2008

Orari:
martedì-domenica, ore 10.00-19.00; giovedì, ore 10.00-23.00; chiuso il lunedì
Gli artisti correlati Achille Sacconi

Comunicato della mostra : Achille Sacconi - Fotografie 1960 – 2004

A cura di Paola Sacconi e Roberta Valtorta

Museo di Fotografia Contemporanea
27 ottobre 2007 – 27 aprile 2008

Ingresso libero

La sala della collezione permanente del Museo di Fotografia Contemporanea ospita, a partire dal 20 ottobre 2007, una mostra di sessanta fotografie in bianco e nero realizzate dal 1960 ai primi anni del Duemila da Achille Sacconi. Le fotografie sono state donate dall’autore al museo, e fanno dunque parte delle collezioni con la denominazione “fondo Achille Sacconi”.

La mostra intende rendere omaggio a chi, con il suo impegno pluriennale, il suo rigore metodologico, la sua tenacia, ha collaborato per quasi trent’anni con la Provincia di Milano sul tema della rilevazione e dello studio dei beni architettonici e ambientali e ha costruito in seno a questa attività il progetto Archivio dello spazio (1987-1997), dal quale è nata l’idea stessa del Museo di Fotografia Contemporanea. Per questo è giusto considerare Sacconi un padre del museo, e importante farlo conoscere al pubblico anche nella sua veste di fotografo.

Nato a Treviso nel 1927, studia Architettura al Politecnico di Milano e si laurea a Venezia. Fin da giovane affianca al suo interesse per l’architettura intesa come disciplina al servizio dello sviluppo sociale, e all’impegno politico (negli anni Settanta è assessore all’urbanistica del Comune di Milano) un profondo interesse per la letteratura, la pittura, il cinema, la fotografia.

Inizia a fotografare alla fine degli anni Cinquanta, nel momento in cui il tema del “realismo” nell’arte è al centro dell’attenzione degli intellettuali: la fotografia rappresenta per lui, come per molti in quel periodo, uno strumento per guardare e capire la realtà. Sacconi non lascerà più la fotografia, che accompagnerà per anni il suo lavoro di architetto, oltre che molti momenti della sua vita culturale e privata.

Nella sua opera, nella quale utilizza il bianco e nero ma anche il colore, si distinguono alcuni nuclei principali, legati ad alcuni luoghi della vita: Venezia, Treviso, Milano, Sestri Levante, S. Albino di Monza, dove Sacconi da molti anni risiede. Accanto a questi temi il racconto della vita familiare oltre che dei molti viaggi nel sud e nel centro dell’Italia, e in Europa, dall’Inghilterra alla Francia, dalla Germania all’Olanda all’URSS alla Ungheria e la Cecoslovacchia. Il paesaggio, l’architettura, il rapporto fra figura umana e ambiente (in questo la sua fotografia reca traccia del Neorealismo) sono i principali oggetti di indagine.

Attento conoscitore della fotografia a lui contemporanea, Sacconi ha molto amato l’opera di Paolo Monti, nella quale un metodo rigoroso di lavoro si intreccia all’impegno civile nel rilevamento dei centri storici italiani, sapendo poi subito cogliere nei nuovi maestri della fotografia italiana contemporanea, Basilico, Jodice, Ghirri, Cresci, Guidi, chiavi attuali per la lettura della realtà complessa del nostro paesaggio.

Nelle sue scelte di fotografo e di organizzatore culturale Sacconi ha sempre creduto fortemente nella fotografia come strumento di conoscenza e di interrogazione. Su questa base ha creato il progetto Archivio dello spazio, che non solo ha dato il via al Museo di Fotografia Contemporanea, ma ha costituito un modello guardato con attenzione e imitato per molti anni in Italia in molti progetti di committenza pubblica sul territorio.