PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea - Dettaglio evento

Sede Via Palestro 14, Milano 20100 -  Mappa
Informazioni Tel +39 02 884 46359 | http://www.comune.milano.it/pac/




IBRIDO

Dal venerdì 12 marzo 2010
al mercoledì 31 marzo 2010

Orari:
lun h. 14.30/19.30; mar-mer-ven-sab-dom h. 9.30/19.30; gio h. 9.30/22.30

Comunicato stampa evento: IBRIDO

A cura di Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti

Prodotta dal Comune di Milano-Cultura e da MiArt, una mostra evento – a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti – che animerà il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel mese di marzo 2010.
Al di là del senso di incertezza che il termine ibrido porta con sé, è indubbio che nell’attuale momento storico siano in atto grandi cambiamenti in tutti i settori della vita. Cambia la politica, cambia la cultura, cambia l’ambiente, cambia il mondo, e in tutto questo cambiare, cambiano anche l’arte e il sistema ad essa connesso. Ciò produce una creatività che si va sempre più ibridando, assorbendo e interfacciandosi con differenti ambiti disciplinari come l’etnografia, l’antropologia, la sociologia, l’ecologia, ma anche con il mondo di YouTube e di Facebook, che sono i nuovi luoghi del grande altro. Lo spazio dell’arte si allarga e le sue figure professionali mutano. Si tratta di un processo che coinvolge non solo gli artisti, sempre in prima linea nell’intercettare e promuovere i cambiamenti, ma anche i critici e i curatori che aprono luoghi ibridi per esporre gli artisti, dando origine a territori espositivi e di produzione al di fuori dell’ambito istituzionale.
Mutano le riviste e i giornali, con l’invasione dei free press e dei free magazine, cambiano i collezionisti che a volte diventano galleristi, altre volte aprono fondazioni. Insomma vi è un continuo riformularsi di ruoli, perfino nel passaggio dal pubblico al privato e viceversa. Vi è una crescente ibridazione e costante transizione di figure professionali, di funzioni e di formati: istituzioni temporanee nate dai singoli, galleristi produttori e promotori di progetti, istituzioni che agiscono in network, artisti che si fanno critici, curatori e galleristi. È come se l’arte anticipasse la politica, la cultura, l’ambiente, il mondo, la vita, realizzando “unioni di fatto” che prescindono da protocolli e modelli, emancipate dalla burocrazia. Vi è la necessità di applicare ai modelli espositivi e alle figure professionali il rifiuto della specializzazione, che del resto gli artisti esprimono nel loro lavoro già a partire dagli anni Novanta.
Per questo sembra più che mai necessaria in questo momento una mostra accompagnata da conferenze che riflettano tali cambiamenti di una diversa sostenibilità di arte e vita per intercettare il futuro.
IBRIDO è una mostra che non può non partire dai padri storici di tali mutamenti, come Beuys e Pistoletto per le tematiche dell’ecologia ambientale, Warhol per quelle relative all’ecologia mediatica, oppure Paolini per le dinamiche concettuali; e ancora dalla trasformazione degli spazi abitativi tra architettura e design rintracciabile nell’eredità modernista dei gruppi cinetici di artisti transitivi come Getulio Alviani ed Enzo Mari, o Mendini sul versante della postmodernità per non fare che qualche nome. E da qui, scendere ad artisti delle generazioni successive fino ad arrivare ai nostri giorni, con John Armleder, Pierre Huyghe, Philippe Parreno, Olafur Eliasson, Maurizio Cattelan, Patrick Tuttofuoco, Rirkrit Tiravanija, Pietro Roccasalva, Damien Hirst, Jan Fabre.

Si tratta di artisti e opere che esplorano la nuova era e che cercano di dare risposte al presente per preparare il futuro che ancora oggi è incertamente ibrido.
Per questo la mostra sarà anch’essa un ibrido: non una semplice esposizione di opere d’arte, ma uno spazio complesso fatto di video, istallazioni, pitture, disegni, film, fotografie, oggetti, riviste, libri, musica, scritte, performances, conferenze... Insomma, una sorta di opera d’arte totale, come totale e non totalitario è il mondo in cui viviamo. Si tratta di una mostra che contiene al suo interno diverse altre mostre, una mostra che si relaziona con la vita, ma anche con l’arte ed in questo caso con l’arte del passato: una mostra costruita pensando anche alle opere della collezione esposta presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di Villa Reale adiacente al PAC. E così, fra gli altri, il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo dialogherà con La rivoluzione siamo noi di Joseph Beuys ma anche con l’omonima opera di Maurizio Cattelan.

Conferenza stampa VENERDI 12 MARZO 2010 ALLE ORE 12.30

12 - 31 marzo 2010

Mostra prodotta da:
Comune di Milano-Cultura e MiArt

Coordinamento:
Giacinto di Pietrantonio

Info:
02 76020400
www.comune.milano.it/pac

Ingresso GRATUITO

PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro 14
Milano 20100
Tel +39 02 76009085
http://www.comune.milano.it/pac/

UFFICIO STAMPA MIART e MOSTRA:
Maria Grazia Vernuccio - Responsabile
tel. +39 02 48550474
mariagrazia.vernuccio@gmail.com
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UFFICIO STAMPA FIERA MILANO SPA:
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tel. +39 02 49977456
rosy.mazzanti@fieramilano.it
Elisa Vittozzi
tel. +39 02 49977456
elisa.vittozzi@fieramilano.it

UFFICIO STAMPA COMUNE DI MILANO:
Francesca Cassani
tel. +39 02 88450177
francesca.cassani@comune.milano.it


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