PAC - Padiglione d’Arte Contemporanea - Dettaglio evento

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Kimsooja - Conditions of Humanity

Dal Wednesday 23 June 2004
al Sunday 19 September 2004

Gli artisti correlati Kimsooja

Comunicato stampa evento: Kimsooja - Conditions of Humanity

Ideatore del progetto Thierry Raspail, direttore del Museé d’Art Contemporain di Lione
Edizione italiana a cura di Jean-Hubert Martin
Conferenza stampa martedì 22 giugno 2004, ore 11.30
Inaugurazione mercoledì 23 giugno 2004, ore 18.30
Apertura al pubblico 24 giugno - 19 settembre 2004
Sede PAC Padiglione d’Arte Contemporanea - Via Palestro 14 - Milano
Itinerario mostra Musée d’Art Contemporain de Lyon febbraio/aprile 2003
museum kunst palast, Düsseldorf febbraio/maggio 2004
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano giugno/settembre 2004

Nel 1954 il PAC, progettato da Ignazio Gardella, inaugurava la sua prima mostra. Per celebrare i cinquant’anni dalla nascita della principale istituzione civica milanese destinata all’arte contemporanea, l’ingresso alla mostra “Kimsooja. Conditions of Humanity”, in programma durante l’estate, sarà gratuito, così come gratuite saranno le attività didattiche e le iniziative collaterali.

La mostra di Kimsooja, sotto la direzione artistica di Jean-Hubert Martin, è la prima importante personale tenuta dall’artista coreana in Italia. Nata nel 1957 a Taegu, nella Corea del Sud, dopo gli studi di pittura a Seoul e a Parigi, nel 1998 Kimsooja si è trasferita a New York, dove vive e lavora.
Le sue opere, estremamente poetiche e al tempo stesso contemplative, attingono al background culturale della terra d’origine dell’artista e il tema centrale di molte di esse verte sul ruolo dell’essere umano nel mondo globalizzato. Dagli anni ottanta il cucito, attività appresa al fianco della madre, è divenuto l’elemento essenziale del lavoro dell’artista consentendole di passare dalla superficie bidimensionale della pittura alla tridimensionalità degli oggetti. I Bottari, fagotti di tessuto realizzati a partire dal 1992 con coperte e vestiti usati, costituiscono ormai un elemento tipico del lavoro dell’artista. Presentati anche alla Biennale di Venezia del 1999, ammassati su un camion con il quale l’artista aveva ripercorso per 11 giorni itinerari a lei famigliari della Corea, questi fagotti di tessuto fanno riferimento alla tradizione coreana ma sono al tempo stesso una metafora universale di spostamento.
L’esposizione di Kimsooja al PAC include, oltre a diverse proiezioni video, la grande installazione A Laundry Woman (Lavandaia), 2000 nella quale tessuti tradizionali coreani, grandi e coloratissimi, fitti di ricami dai motivi simbolici, sono fissati su sottili fili metallici tesi lungo il parterre del padiglione, come panni messi ad asciugare. Il visitatore è invitato ad aggirarsi fra i tessuti, che ondeggiano lievemente al passaggio, e a sperimentarne, da vicino e tangibilmente, la bellezza, la delicatezza e la grande energia cromatica. Percepiti nell’installazione dell’artista soprattutto come elementi estetici e simbolici, in Corea questi tessuti hanno una precisa funzione utilitaria: sono usati per il letto - una coperta per riposare, dormire, amare - per accogliere i defunti, ma anche per contenere e trasportare in un fagotto tutti i beni di una persona.
Se in A Laundry Woman sono i copriletto, talvolta confezionati cucendo insieme i tradizionali tessuti coreani, a rappresentare l’elemento centrale della creazione artistica di Kimsooja, nella video installazione A Needle Woman (Donna-ago), 1999-2001 è l’artista stessa ad “agire” come la punta di un ago. Kimsooja rimane immobile in mezzo alla folla dei passanti di metropoli come Shanghai, Tokio, New York o New Delhi, costringendo di conseguenza le fiumane di gente ad aggirarla e a deviare. Negli otto schermi della video installazione, esposta al PAC in due sale, l’artista si presenta di spalle e il visitatore può vedere i volti e le diverse reazioni delle persone che la evitano mentre, idealmente, le strade delle diverse città sembrano convergere al centro delle stanze.

Le attività dell’artista coreana, viaggi ed esposizioni, possono essere interpretate come una costante tessitura di nuove relazioni. Kimsooja: “È la punta dell’ago a penetrare il tessuto, e noi possiamo unire due diversi lembi di stoffa con il filo che passa per la cruna dell’ago. L’ago è un’estensione del corpo, il filo è un’estensione della mente. Nel tessuto rimangono sempre le tracce della mente, invece l’ago abbandona il campo non appena terminata la sua mediazione. L’ago è medium, mistero, realtà, ermafrodita, barometro, un momento, e uno Zen.”

In occasione della personale di Kimsooja, la Sezione Didattica del PAC organizza “Gira il mondo con Kimsooja!”, laboratori e attività per i bambini, le famiglie e i centri estivi, visite guidate per il pubblico, con un programma di iniziative legato alle tematiche della mostra e realizzato con il sostegno del Gruppo COOP Lombardia. Si terrà inoltre la quarta edizione della rassegna PACinConcerto, cinque appuntamenti fra arte e musica contemporanea.
La mostra è accompagnata da un catalogo riccamente illustrato, con testi in italiano, francese e inglese, edito da 5 Continents Editions.

Nella galleria al primo piano, accanto alla mostra di Kimsooja, il PAC ospita ACACIA, associazione amici arte contemporanea italiana, che presenta le opere Là ci darem la mano di Mario Airò e Francesco by Francesco di Francesco Vezzoli, vincitori rispettivamente del Premio ACACIA 2003 e 2004. Le opere sono destinate alla collezione del futuro Museo d’Arte Contemporanea di Milano.


Sede: PAC Via Palestro 14 20121 Milano tel 02 76009085 fax 02 783330 - segreteria@pac-milano.org
Orari: 9.30 – 17.30 da martedì a domenica - giovedì fino alle 21.00 - chiuso il lunedì
Ingresso: gratuito. Ambiente dotato di aria condizionata
Ufficio stampa: De Angelis Relazioni Stampa Via Ollearo 5 Milano tel 02 324377 fax 02 39200578
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