Pittura, scultura, video, installazioni, fotografia
In collaborazione con:
Biz-Art Center Shanghai, New Art Gallerie Vecchiato Padova, Galleria Lipanijepuntin Trieste, Long March Space Pechino, Sala 1 Roma.
Catalogo bilingue, testi di Rosalba Branà, direttrice Museo Pino Pascali e curatrice della mostra; Mariagrazia Costantino, sinologa esperta di arte contemporanea cinese; Angelo Delli Santi, studioso di letteratura e costume contemporaneo.
Presentazione del libro ELECTA “Arte contemporanea cinese”.
Nel corso della mostra ci sarà un incontro con il giornalista Paolo Longo inviato del TG1 a Pechino.
Sono tra i più interessanti artisti cinesi riconosciuti a livello internazionale, per la prima volta tutti insieme in Puglia a Polignano a Mare (Bari) nella sede del Museo Pino Pascali dove venerdi 1 dicembre 2006 si inaugurerà la mostra “Chi ha paura della Cina?”, li accomuna la consapevolezza delle profonde radici culturali e delle grandi contraddizioni che un futuro globalizzato porta con sé.
La mostra ruota intorno a due tematiche fondamentali: la tradizione e il futuro, l’uomo e la città, saranno gli artisti in mostra dal loro privilegiato osservatorio ad introdurci in un mondo ancora per molti aspetti a noi sconosciuto, al fine di interpretare una cultura che si muove a grandi passi verso il futuro ma avendo alle spalle cinquemila anni di storia ed un recente passato che deve essere ancora discusso. L’arte occidentale oggi ha iniziato a confrontarsi con i linguaggi di ricerca e sperimentazione provenienti dai paesi asiatici, un dialogo interculturale tra modalità espressive di così diversa estrazione è già in atto e produce proficui risultati. Grande attenzione esiste da entrambe le parti, un crescente interesse in Cina per gli artisti italiani e l’affermazione in Italia di molti artisti cinesi ad opera del lavoro di alcuni illuminati galleristi italiani e di qualificate istituzioni. Alla realizzazione della rassegna, la prima in Puglia, hanno dato il loro apporto due prestigiose istituzioni :Biz-Art Center di Shanghai che raccoglie intorno a se un nucleo di artisti presenti anche alla Biennale di Shanghai e da Pechino la collaborazione di uno dei più innovativi spazi nati all’interno della famosa Factory 798 , il luogo culto dell’arte contemporanea cinese, la Long March Space che opera in maniera più politica e sociale.
Lungi dall’essere una mostra esaustiva sull’arte cinese contemporanea, nella rassegna vengono proposti artisti che usano il linguaggio del video, della pittura, della scultura, della fotografia, dell’installazione, molti di loro vivono in Europa ma in Cina ora vi tornano molto spesso, altri fanno parte del rinnovamento e del nuovo fermento culturale cinese con cui l’Occidente si confronta e l’arte, come si sa, arriva sempre prima della politica.
Gli artisti :
Dalla Cina post-maoista ci giunge il video della Long March Space che raccoglie intorno a sé tra i migliori artisti della nuova generazione, artisti molto impegnati politicamente che intendono relazionarsi con la popolazione rurale puntando più su un linguaggio dell’arte legato al sociale che all’estetico. Lo sguardo della giovane artista Cao Fei (Canton 1978) si posa essenzialmente sulle contraddizioni dei giovani cinesi in bilico tra retaggi e modalità di vita tradizionali e l’immaginario dei fumetti manga entrati di prepotenza a mutare il contesto sub-urbano delle metropoli cinesi.
L’installazione dell’artista cino-malese H.H.Lim, ricerca nuove possibilità per avviare una comunicazione non convenzionale, attraverso la gestualità e il linguaggio muto e senza parole, in mostra la documentazione in video e fotografia di una performance basata sulla “pazienza”come autodisciplina ed indice di una persistenza tutta orientale. Yan Fudong (Pechino 1971) mette in scena l’anonimato di oscuri impiegati senza identità, tra il grottesco e l’alienazione evidenziando i disagi dovuti all’estraniazione e all’isolamento nelle metropoli cinesi. Ancora gusto del sarcasmo e del grottesco nelle sculture di Ren Sihong (1967, vive e lavora a Pechino) sono piccole sculture di Mao metallizzate e colte nella gestualità tipica del grande-piccolo dittatore: tra Jeff Koons e Charlie Chaplin, l’artista si prende gioco della seriosa nomenklatura cinese. Capovolgere spazi e luoghi dell’abitare e del vivere per provarne di nuovi? Un’ ironia concettuale muove la ricerca di Yang Zhenzhong che punta il suo sguardo sulla città di Shanghai e ne capovolge visivamente i parametri così da poterla individuare solo attraverso un gioco di sottile equilibrio fisico e mentale.
Militari, fucili, tute mimetiche, giochi di guerra nelle opere di Xing Jun Qin , anche se si tratta di bambini, l’artista ha alle sue spalle l’Accademia Militare Cinese e questo è stato condizionante ed opprimente per la sua formazione. Alla rigidità volutamente stereotipata delle opere di Xing Yun Qin fa da contraltare l’artista Tsui Tin Yun, le sue giovani donne assumono pose erotiche ma indossano la divisa delle Guardie Rosse, fucile e cinturone su tute mimetiche discinte, atteggiamenti sensuali e provocanti: sono le pin-ap di un immaginario esercito ispirato al fumetto underground. Tung Lu Hung si interessa alle problematiche della comunicazione in una società massificata prelevando le immagini dai fumetti e dal cinema di animazione per associarle ad immagini tratte dalla storia passata associando la cultura alta e la cultura popolare e trash per inventare un nuovo linguaggio senza barriere e confini. Ancora contrasto e nuove possibilità di rapporti tra mondi e culture lontane nelle opere di Zhang Huan, artista ormai parigino d’adozione e performer internazionalmente conosciuto, utilizza il proprio corpo per compiere un viaggio tra passato e futuro: niente meglio di Roma dove Zang Huan ha compiuto una suggestiva performance dal titolo My Rome interagendo con l’aurea della città eterna muovendosi tra la statuaria antica annullando i confini spazio- temporali. Ancora Roma è la protagonista dell’installazione di Wang Du: sacchi della spazzatura su cui si vede l’effige della Roma da cartolina usata e poi gettata via da milioni di turisti, una critica feroce al consumismo culturale paurosamente dilagante. Ancora gusto dell’ ironia e leggerezza concettuale nelle opere di Yang Jiechang, nella performance ‘Eurasia’ si presenta come giocatore di una squadra di calcio immaginaria inventando stendardi e marchi pubblicitari nell’intento di mescolare culture e miti occidentali ed asiatici. Scava nel profondo della psiche Yan Pei Ming celebre per i suoi ritratti di Mao, del Papa o Bruce Lee, una pittura informale e materica che tende a confondere le fisionomie per creare un nuovo concetto di meticciato, egli stesso dichiara di dipingere un ritratto universale, un’idea totale di umanità.
Inaugura la mostra il Parlamentare Europeo Enzo Lavarra, commisione P.E.rapporti Europa-Cina, Silvia Godelli Assessore Regione Puglia alle Attività Culturali.
1 dicembre 2006 - 25 febbraio 2007
Museo d’Arte Contemporanea Pino Pascali
Polignano a Mare, Bari
tel. 080.4249534
fax 080.2462015
museo@palazzopinopascali.it
http://www.palazzopinopascali.it
Ass.alla Cultura.Comune
tel.0804252323
uff.Stampa: Francesca Venturini
Visite guidate: Antonio Frugis - tel.333.2091920
Amici del Museo: AXA,Barsanti Trasporti, Bristol Caffè, Hotel Grotta Palazzese, Monte dei Paschi di Siena.