La grande fotografia è la protagonista del nuovo appuntamento espositivo del PAN.
Dal 5 maggio al 4 giugno sarà infatti presentato il lavoro più recente di Antonio Biasiucci dal titolo RES. Lo stato delle cose, composto da 40 immagini rigorosamente in bianco e nero.
L’iniziativa, su progetto culturale di Goffredo Fofi e curata dall’Associazione “Laboratorio Città Nuova”, è promossa dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e dal PAN½Palazzo delle Arti Napoli che, per l’occasione, ha acquisito, per inserirla nelle proprio Centro di Documentazione, l’opera completa RES. Lo stato delle cose, formata da 55 fotografie in bianco e nero dal formato 40 x 40 cm.
Res (dopo Corpus, Magma e Vacche) è il quarto momento di un’esplorazione intorno agli uomini e alle cose, alla loro origine, al confronto tra natura e cultura. Un’operazione che ha richiesto tempi lunghi, fatto di studi che l’autore porta avanti da anni, prima ancora che questi prendessero forma di libri o di mostre.
La ricerca completata nel 2000 racchiude, come in Corpus, più soggetti, cui Biasiucci ha dedicato un tempo, adottando una metodologia per lui fondamentale.
La guerra in Kosovo diventa la fonte ispiratrice della prima parte del lavoro: l’Italsider di Bagnoli, area siderurgica dismessa, rappresenta lo smantellamento del mondo, raccogliendone i resti opachi e i relitti di civiltà abbandonate.
Gli altri temi affrontati da Biasiucci, rafforzano la drammaticità della solitudine, dell’abbandono, della fine. Il gelo e l’assoluto. Ogni singolo scatto incarna una metafora e tutti assieme costruiscono il romanzo fantastico di un mondo sospeso.
Biasiucci fotografa soggetti che sono alla base della nostra esistenza - acqua, pane, pietra, terra, vacche - e che, attraverso un continuo processo di scarnificazione (che lui dichiara di aver appreso dall’unico suo maestro, il regista teatrale Antonio Neiwiller), riesce a rendere universali, aperti a più interpretazioni e letture
“L’autore – sottolinea Luca Patocchi nel suo testo in catalogo - ci conduce attraverso un percorso visionario: dai corpi nudi, dalle trame della pelle e dalle scaglie del pane, ai vulcani e agli immensi panorami del corpo delle vacche, ci muoviamo ora tra le teche dei musei scientifici di animali impagliati, inciampando nei reperti di Pompei, dove ci appaiono ingranaggi, ferri, acciai, sguardi immobili e calchi, all’apparenza impossibili, di figure antropomorfe: organico e industriale emergono dalla penombra come le metamorfosi di un mondo in continua e pulsante trasformazione, dove passato, presente e futuro sono rimescolati senza soluzione di continuità. L’obiettivo riscrive la natura delle cose e gli elementi primari si mescolano con la memoria delle origini. Intrecci, rimandi, intersezioni di materia, ci offrono la meraviglia di uno sguardo nuovo di fronte al creato”.
“Le immagini interiori di Biasiucci – dice Giuseppe Montesano che firma l’altro testo del catalogo edito da Contrasto – vogliono colpire il linguaggio articolato che stende la sua patina sulla realtà, spezzare le definizioni cosiddette esatte e inventare per le cose e le loro parvenze un’altra vita, più vicina al paradiso perduto dove la materia non era separata dall’anima”.
La mostra ha fornito lo spunto per un’iniziativa, dal titolo Res – Emotions, in programma venerdì 19 e sabato 20 maggio che vedrà tre attrici (Chiara Baffi, Cristina Donadio e Vanda Monaco Westerstahl) protagoniste di un evento teatrale insolito, in cui i ritmi e le parole della poesia traggono ispirazione dalle fotografie di Biasiucci, trascinando lo spettatore in cinque “attaversamenti”: Densità, Sguardo, Terra, Vento, Amore.
Res - Emotions si terrà negli spazi espositivi del secondo piano, dalle 19.00 alle 20.30 di venerdì 19 maggio e dalle 12.00 alle 18.00 del 20 maggio.
Il volume che accompagna l’esposizione, edito da Contrasto, si è aggiudicato il Kraszna-Krausz Photography Book Awards per il biennio 2004-2005, uno dei massimi riconoscimenti mondiali per i libri di fotografia.
La Giuria ha premiato Res. Lo stato delle cose, preferendolo tra 284 libri in competizione, sottolineando che “le immagini in bianco e nero, misteriose ed enigmatiche, di animali imbalsamati e relitti di Pompei, offrono un nuovo linguaggio fotografico di corrispondenze visive e metaforiche.”
Cenni biografici
Antonio Biasiucci nasce a Dragoni (Caserta) nel 1961. I suoi primi interessi vanno alla fotografia antropologica e al mondo contadino campano, al quale dedica numerose ricerche. Si trasferisce a Napoli nel 1980 dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane. Nel 1984 inizia a collaborare con l'Osservatorio Vesuviano, svolgendo un ampio lavoro di documentazione sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Nel 1992 vince ad Arles il premio "European Kodak Panorama". Fin dagli inizi della sua attività, lavora a una ricerca che si radica nei temi della cultura del sud e dell'Italia e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli elementi primari dell'esistenza e della memoria personale.
Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni tra cui: Centre Méditerranéen de la Photographie, Bibliothèque Nationale di Parigi, Departamento de documentaciòn de la cultura audiovisual di Puebla, in Messico, Centre de la Phothographie di Ginevra, Château d'Eau di Tolosa, Maison Européenne de la Photographie di Parigi, Fondazione Banca del Gottardo di Lugano, Musée de l'Elysée di Losanna, Galleria Civica di Modena, Fondazione Banco di Napoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l'Arte Contemporanea di Guarene (Cn) e Galerie Freihausgasse di Villach, Austria, Calcografia di Stato, Roma.
Ha ottenuto importanti riconoscimenti: gli ultimi per il volume Res: Lo stato delle cose, pubblicato nel 2004 sono il Kraszna-Krausz Photography Book Awards vinto a Londra nel marzo 2005 e il premio Bastianelli vinto a Roma nell’aprile 2005.
a cura dell’Associazione “Laboratorio Città Nuova”
Coordinamento generale: PAN ½ Dipartimento Cultura e Documentazione
Promotore: Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura
5 maggio – 4 giugno 2006
(prorogata fino al 23 giugno)
ingresso libero
(consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura)
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