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Beijing In & Out

Dal martedì 23 ottobre 2007
al venerdì 23 novembre 2007

Comunicato stampa evento: Beijing In & Out

Una produzione Contrasto

Inaugurazione: martedì 23 ottobre 2007, alle ore 19.00

10 fotografi italiani si sono alternati per un anno nella città più in vista del pianeta: hanno condiviso un appartamento, luogo di incontro e scambio di idee, da cui partire ogni giorno alla ricerca di nuove immagini, per farvi ritorno la sera per scaricare i file digitali e vedere sul computer i frutti del proprio lavoro quotidiano.
Marcello Bonfanti, Theo Volpatti, Riccardo Venturi, Francesco Cocco, Daniele Dainelli, Stefano De Luigi, Lorenzo Pesce, Luigi Gariglio, Tommaso Bonaventura, Lorenzo Cicconi Massi hanno ciascuno affrontato un tema diverso per descrivere
Pechino alla vigilia di un grandissimo appuntamento di apertura internazionale come le Olimpiadi del 2008. I temi sono i più svariati, spaziando dalla espressione delle diverse religioni, al modi di vivere dei giovani, dalla città nei suoi paesaggi architettonici notturni ai lavoratori delle miniere, dagli studi televisivi alla sala di aspetto della grande stazione ferroviaria, al lavoro dei migranti, alle modelle e alla bellezza, ma anche agli spettacoli notturni delle drag queen o agli interni delle case delle famiglie e alla loro intimità.
Un lavoro collettivo, intenso, dedicato ad una città che, per le sue caratteristiche e con i suoi 17 milioni di abitanti influenza tutto il resto del paese.
Le fotografie verranno presentate in una serie di video, montati sulle immagini e utilizzando anche altri materiali come riprese o registrazioni, che contribuiscono a dare una versione più ampia e sorprendente dei saggi fotografici.
Il risultato è una serie di sguardi che si irradiano, si mescolano, si contrastano, ci accompagnano nella scoperta della capitale del nuovo impero cinese.

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della sinologa Laura Trombetta Panigadi, che ne ha curato la redazione.

Segue una breve presentazione delle storie e le biografie dei fotografi.


STORIE
WAITING ROOM / THEO VOLPATTI
Pechino, "Beijing Railway Station": la più importante delle sette stazioni della capitale cinese e la seconda più grande, dopo la "Beijing West Railway Station". La struttura è imponente, un enorme scrigno che sembra nascondere qualcosa di prezioso: due enormi torri laterali sovrastano la facciata di pietra e vetro; gli ideogrammi luminosi e i cartelloni pubblicitari sono ovunque, saturano la vista a ogni colpo d’occhio.

L’aria è umida, il caldo insopportabile. Il grande piazzale antistante brulica di gente a qualsiasi ora del giorno e della notte; se si vuole avere un’idea di cosa è la folla nella nazione è qui che bisogna venire: c’è sempre gente, tanta gente. Seduta con le gambe incrociate, accovacciata, addormentata in posizioni acrobatiche sui sedili rigidi di plastica colorata. Gente che legge, gente che mangia zuppe liofilizzate e gente rapita dal proprio laptop, mentre tenta di rendere produttive le ore di attesa prima del prossimo treno.
Theo Volpatti ha realizzato una serie di ritratti ai cinesi delle sale d’aspetto della stazione.


CCTV CHINA CENTRAL TELEVISION / STEFANO DE LUIGI

In Cina la televisione è cambiata molto nell’ultimo decennio, anche se rimane uno strumento di propaganda politica ed è fortemente controllata dagli appositi dipartimenti della censura. I canali sono numerosissimi, ogni città ha la sua
televisione locale. A Beijing, oltre alla Beijing TV, c’è la sede centrale della televisione nazionale, la CCTV, China Central Television.
Stefano De Luigi ha documentato con le sue immagini i nuovi programmi televisivi attualmente in onda e con maggior successo come i reality show, i quiz, i programmi di musica per i giovani.


IKEA GENERATION / LORENZO PESCE
Ritatti di famiglie a Beijing attraverso il racconto di giornate di vita quotidiana.
La crescita economica degli ultimi anni ha portato alla nascita di un nuovo ceto medio cittadino con abitudini e consumi totalmente diversi dalle generazioni precedenti, sia quelle vissute prima della fondazione della Repubblica Popolare
Cinese (1949), che quelle passate attraverso gli anni bui dell’estremismo politico della Rivoluzione Culturale, della privazione e della carenza di beni.
Lorenzo Pesce è stato ospite di alcune generose famiglie che si sono fatte ritrarre nella loro intimità.
Nelle loro case facilmente riconoscibili i mobili IKEA.


LE MINIERE DI CARBONE / FRANCESCO COCCO
L’80% del fabbisogno energetico cinese è coperto dal carbone.
L’esplosione economica del paese di questi ultimi anni ha fatto aumentare enormemente questo fabbisogno, si parla di duemila milioni di tonnellate estratte nel 2005 dalle oltre 430.000 piccole e grandi miniere.
L’industria mineraria carbonifera cinese è la più grande del mondo. Drammatico il problema della sicurezza: ogni anno muoiono nelle miniere cinesi circa 10.000 lavoratori. Nella maggioranza dei casi gli incidenti sono dovuti alla mancanza di adeguati sistemi di sicurezza, alle durissime condizioni di lavoro e alla corsa dei proprietari delle miniere a rincorrere il profitto a scapito delle norme di sicurezza.
Il governo di Beijing ha dichiarato che entro il 2008 il carbone sarà un ricordo per i cinesi, verrà infatti sostituito da gas naturali ma nessuno ci crede.
Francesco Cocco ha documentato la vita dei minatori cinesi muovendosi da Mengtoungou, a circa 80 km dalla capitale, fino alla provincia settentrionale dello Shanxi, la più grande produttrice di carbone di tutta la Cina.

LE RELIGIONI / TOMMASO BONAVENTURA
La libertà di credo religioso è formalmente garantita dalla Costituzione Cinese.
Spesso tuttavia nella storia del paese questo diritto è stato soggetto a violente sospensioni, come è accaduto durante la Rivoluzione Culturale nei confronti del buddhismo tibetano e del movimento spirituale Falun Gong; in tutti quei casi in cui specifici gruppi religiosi venivano identificati dal governo come una minaccia per il regime comunista. Pechino ha per secoli vantato un incredibile numero di edifici religiosi, la maggior parte dei quali sono stati poi distrutti o convertiti ad altri usi con la vittoria del Comunismo nel 1949 e con la conseguente Rivoluzione Culturale.
La Cina di oggi, aperta all’Occidente, pare aver fatto un passo in avanti nella protezione delle libertà religiose dei cittadini cinesi; tuttavia a un esame più attento, la religione continua a essere tenuta sotto lo stretto controllo del governo.
Oggi comunque ospita un ampio numero di confessioni religiose diverse, da quelle tradizionali locali (Confucianesimo e Taoismo) a seguaci di Buddhismo, Islamismo,
di varie forme di Cattolicesimo, e di religioni minori.
Pechino in particolare si presenta come un crogiolo in cui convivono e a volte si amalgamano queste religioni così diverse. Tommaso Bonaventura ci mostra nelle sue immagini i fedeli cattolici, buddisti, musulmani e confuciani residenti nella capitale.


LA BELLEZZA / LUIGI GARIGLIO
I canoni di bellezza fisica che si vanno imponendo oggi in Cina stridono drammaticamente con quelli tramandati per secoli nell’arte e nella letteratura di questo paese.
In un Oriente che si mostra sempre più aperto e deciso ad assomigliare all’Occidente, anche la bellezza non è rimasta estranea al cambiamento. Archiviata definitivamente la visione maoista dei prodotti della bellezza, considerati antirivoluzionari e borghesi, le donne hanno cominciato a reclamare per sé il diritto ad essere più belle. La crescita nella vendita di cosmetici e l’aumento delle persone che si sottopone ad operazioni di chirurgia estetica sono i segni di una rivoluzione sociale in un paese in cui questo tipo di cose erano una volta considerate un indicatore di decadenza occidentale.
Luigi Gariglio ha fotografato quattro modelle e quattro ragazze comuni nude quali simbolo del nuovo ideale di bellezza.

MIGRANT WORKERS / RICCARDO VENTURI

Centotrenta milioni di immigrati si sono ad oggi riversati nelle metropoli cinesi per lavorare. Tra i più di dieci milioni di persone che vive a Pechino, più di tre milioni sono mingong, lavoratori rurali immigrati.
Senza questo numero impressionante di disperati in cerca di lavoro il cosiddetto miracolo economico cinese non sarebbe stato possibile: è noto infatti come questa enorme riserva di lavoro a basso costo costituisca il grande vantaggio competitivo della Cina; ma è anche la fonte di tensioni sociali crescenti.
Abbandonata la campagna con la testa piena di sogni di prosperità, i mingong sono rimasti infatti rapidamente disincantati. Gli abitanti di Pechino li considerano dei waidiren, ovvero forestieri, a segnare la grossa differenza che sentono tra chi è cittadino, da più generazioni, e chi viene da fuori e non condivide un passato simile e glorioso.
Rifiutati dalla popolazione delle città, la loro misera vita si riassume nel tempo passato tra il cantiere di lavoro e il dormitorio.
Riccardo Venturi ha documentato nel suo reportage la vita dei migrant workers di Pechino, mostrando le condizioni in cui vivono e accompagnando tre mingong nel viaggio di ritorno alla propria terra, nelle lontane province di Anhui e Henan, in occasione dei festeggiamenti per il capodanno cinese, unica occasione annuale per rivedere la propria terra e i propri cari.


LE REGINE DI BEIJING / MARCELLO BONFANTI
Dopo decenni di repressione di forme di manifestazione transgender sono negli ultimi anni comparsi in Cina spettacoli pubblici di drag queens. Sull'onda delle trasformazioni sociali che attraversa il paese, nella capitale Beijing, sono comparsi diversi locali che offrono tali performances, tra cui spiccano il Red Club, moderno e di concezione occidentale, e l'Urban Love Island, un locale retrò nel vecchio quartiere degli antiquari. Quest'ultimo, frequentato esclusivamente da cinesi, colpisce per il contrasto tra l'atmosfera decadente e il glamour glitterato della performance. I performers, nella maggior parte dei casi, vivono di questa professione Marcello Bonfanti ha realizzato una serie di ritratti di drag queens.

GIOVANI / LORENZO CICCONI MASSI
Lorenzo ha rincorso, bloccato e convinto al ritratto ragazzi di ogni tipo: gli studenti dell’accademia d’arte drammatica dietro la nostra casa, i neopunk al festival rock, gli studenti in tuta da ginnastica che escono dalla scuola, i parrucchieri che girano con sottobraccio le teste pettinate dei manichini.
Beijing, lo dicono tutti, è semplice da percorrere. Lorenzo si muove fra i quattro punti cardinali, guidato dalla posizione del sole, alla ricerca dei suoi giovani. Tutto è parallelo e perpendicolare, niente di più facile.
Attraversa la città servendosi di ogni mezzo. Perlopiù la bici elettrica; che gli permette lunghissime carrellate, come una sorta di piano sequenza silenzioso e infinito fra i vari quartieri, passando in poche centinaia di metri dai riverberi dei
grattacieli specchiati, ai viottoli dove la gente vive come accampata, i bambini giocano fra mucchi di spazzatura e sotto la tettoia del bar, i giovani si sfidano a biliardo.

Passa l’intera giornata fuori casa e non mi stanca di guardare la gente. Questa è la cosa che più impressiona della città: vedere gente ovunque.

NOTTURNI / DANIELE DAINELLI
Ancora cinquant'anni fa Pechino era una delle città medievali meglio conservate del mondo: quattro zone concentriche, con la Città Proibita nel mezzo, la città imperiale attorno, poi le due sfere residenziali dei palazzi principeschi, dei templi e delle case signorili.
Oggi di quella Pechino resta pochissimo. La capitale cinese si è trasformata nel più grande laboratorio sperimentale dell'architettura moderna e soprattutto... occidentale. A molti, questo dà un senso di ebbrezza e di eccitazione, la conferma di essere il nuovo centro del mondo.
Altri, invece, contestano aspramente l'occidentalizzazione sfrenata del paesaggio urbano. E lo scontro produce scintille.
Daniele Dainelli ha esplorato la Pechino di notte, quando le strade – incredibilmente – appaiono deserte e la città si racconta solo tramite i suoi edifici. La Pechino che si avvicina ai giochi olimpici appare così, nell’oscurità, un organismo sincretico di grattacieli e vecchi edifici, complessi deserti e spettrali che aspettano la demolizione e profili di gru che costruiscono il futuro della capitale cinese.