Villa e Collezione Panza - FAI - La Storia
Sede Piazzale Litta 1, Biumo - Varese
- Mappa
Informazioni Tel +39 0332 283960 | faibiumo@fondoambiente.it
| http://www.fondoambiente.it/
PROPRIETÀ E GESTIONE
FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano.
LA COLLEZIONE
La Villa è celebre nel mondo per la collezione d’arte contemporanea che Giuseppe Panza di Biumo vi ha raccolto a partire dagli anni ’50 del secolo scorso e che ha donato al FAI- Fondo per l’Ambiente Italiano nel 1996 insieme ad una parte della collezione - composta da 133 opere di arte americana contemporanea (anni Sessanta-Novanta) - oltre a tutti gli arredi storici e alla raccolta di arte africana e precolombiana ed è stata aperta al pubblico nel 2000 dopo impegnativi restauri realizzati dalla Fondazione.
L’appartamento al primo piano raccoglie gran parte della collezione. L’allestimento delle opere è fedele alla rigorosa scelta di Giuseppe Panza di dedicare ogni ambiente ad un solo artista: Ford Beckam, Ruth Ann Fredenthal, Phil Sims, David Simpson, Ettore Spalletti .
Nel corpo dei rustici è ospitata la collezione d’arte ambientale. Sono presenti ambienti e installazioni di R. Irwin, J. Turrell e D. Flavin, che realizzarono le proprie opere per lo più durante il loro soggiorno alla Villa tra il 1973 e il 1976.
La Grande Scuderia è attualmente destinata a spazio espositivo grazie al nuovo allestimento progettato da Gae Aulenti. In assenza di mostre temporanee ospita Desire, importante scultura realizzata nel 1981 dall’artista afro-americano Martin Puryear.
Nel 2003 la collezione è stata arricchita da una serie di nove dipinti su pietra serena di Alfonso Frattegiani e da altre opere di artisti quali Simps, Simpson, Fredenthal, Cole, Spalletti e Arends.
Oggi la collezione si presenta come una realtà dinamica e in continua espansione prevalentemente impostata sulla continua ricerca di giovani artisti testimonianza di questa volontà sono le esposizioni che dal 2000 ad oggi sia in Italia che all’estero confermano Panza oltre che uno dei più grandi collezionisti al mondo anche un mecenate dal rigore rinascimentale. Dal giugno 2000 sono state date al Palazzo Ducale di Gubbio 50 opere in comodato otto sale del piano nobile hanno ospitano la collezione Panza di Biumo, comprendente opere di artisti degli anni ‘80 e ‘90: Ross Rudel, Ford Beckman, Stuart Arends, Lawrence Carroll, Phil Sims, Ruth Ann Fredenthal e l’unico italiano presente, Ettore Spalletti.
L’anno successivo si svolge a Palazzo della Gran Guardia –Verona “La percezione dello spazio. Arte minimal della collezione Panza dal Guggenheim di New York”: attraverso una significativa selezione di opere provenienti dal Guggenheim di New York, vengono esposte opere di Andre, Flavin, Judd, LeWitt, Morris, Sims, Turrell e Weiner.
Inoltre dall’apertura del MART a Trento nel 2002 un’importante sezione è dedicata agli anni ‘70 e ‘80 americani, della Collezione Panza di Biumo. Oltre ai grandi monocromi di David Simpson sono esposti gli Arcadian Paintings di Phil Sims, il minimalismo delle superfici chiuse in acciaio di Julia Mangold, le linee ritmate delle tele di Max Cole.
Un’altra importante collaborazione nasce nel 2005 tra la Collezione Panza e l’Università Bocconi che prevede l’esposizione a rotazione di opere di arte contemporanea nell’atrio della sede di via Sarfatti. La prima esposizione prevede le opere di Ford Beckman, Lawrence Carroll, Alfonso Fratteggiani Bianchi e David Simpson.
Ancora nel 2005 a Palazzo Ducale di Sassuolo, la presentazione di Sassuolo per l’arte contemporanea: donazioni e acquisizioni per il Palazzo Ducale, manifestazione durante la quale sarà data comunicazione dell’atto ufficiale della donazione di 51 dipinti facenti parte della collezione Panza di Biumo alle raccolte dello Stato. Le opere sono state eseguite tra il 2000 ed il 2004 da artisti quali Ettore Spalletti, Lawrence Carroll, Timothy Litzmann, David Simpson, Phil Sims, Winston Roeth e Anne Appleby e collocate nelle antiche cornici in stucco rimaste vuote dopo l’asportazione delle tele di Jean Boulanger dall’Appartamento Stuccato del Palazzo Ducale di Sassuolo.
Anche all’estero numerosissime le attività sulla collezione, una fra tutte quella dell’ Università di Architettura di Mendrisio che in coincidenza con l’apertura del nuovo anno accademico 2005-2006, ha inaugurato la mostra: “La Collezione Panza: Anne Appleby, Stuart Arends, Anne Truitt e fotografie di Giorgio Colombo”, i tre artisti presentati negli spazi della nuova Galleria dell’Accademia a Mendrisio sono Anne Appleby, Stuart Arends, Anne Truitt. I dipinti a grandi dimensioni di Anne Appleby rivelano una profonda ricerca sul colore, con particolare attenzione al monocromo. Stuart Arends realizza cubi di piccole dimensioni utilizzando tecniche diverse e creando infinite forme e differenti textures. Anne Truitt, con le sue sculture monolitiche a sezione quadrata immerse nello spazio, dà forma e presenza fisica al colore. Accanto alle opere di Appleby, Arends e Truitt sono in mostra anche le fotografie in bianco/nero del fotografo ufficiale della Collezione Panza, Giorgio Colombo, che riflettono una grande sensibilità e un’approfondita conoscenza dell’arte contemporanea. Inoltre in questa occasione Giuseppe Panza è stato insignito nel mese di maggio del 2005 del dottorato honoris causa in architettura.
Il FAI di Villa e Collezione Panza si sta muovendo verso la valorizzazione di giovani artisti che Panza ha collezionato dagli anni 80 in poi. In questo senso sono state realizzate esposizioni temporanee a dimostrare la volontà della Fondazione insieme a quella del collezionista di sviluppare la ricerca, la conoscenza e lo studio di giovani artisti. Si collocano tra le mostre realizzate con questo spirito la temporanea dedicata a Phil Sims che attraverso i suoi dipinti monocromi di grandi dimensioni ha saputo rinnovare, nel corso degli anni ‘80 e ‘90 quella riflessione analitica che ha contrassegnato la stagione dell’arte minimal. Egli realizza le sue opere intrecciando diverse textures, zone opache e zone lucide che riflettono una vitale e drammatica integrazione di natura, sensi, ragione e memoria. A breve verrà realizzata sempre all’interno della Scuderia Grande, sede delle mostre temporanee, una monografica su un’altra giovane artista della collezione: Anne Appleby. Le sue pitture si compongono di pannelli astratti essenzialmente di un singolo colore creati ispirandosi alla realtà del paesaggio: osserva con attenzione la natura ed usa i suoi colori mentre si sviluppano e mutano con il cambiare delle stagioni. Dipinge campi emettenti luce di colore che sembrano vivi come la natura e la realtà che lei descrive nei titoli e si colloca all’interno di quella ricerca che va ad interessare Giuseppe Panza in sinergia con il FAI: sono proprio soprattutto quegli artisti la cui ricerca è rivolta al campo delle percezioni sensoriali e all’assoluta sintesi nel rapporto tra uomo, spazio e luce a diventare soggetti di studio e di valorizzazione nella sede varesina.
Tra i giovani artisti collezionati da Panza sono stati individuati i seguenti nominativi:
ALFONSO FRATTEGGIANI BIANCHI
La peculiarità delle opere dell’artista umbro Alfonso Fratteggiani Bianchi (Perugia 1952) è la ricerca del colore.
Molte opere del XX secolo hanno approfondito questa tematica, dando vita a una serie di opere definite “monocromi”, continuando una ricerca estetica le cui radici possono essere collocate fin dagli inizi dell’Impressionismo francese per poi continuare con le ricerche di Yves Klein, di Ryman.
L’originalità del lavoro di Fratteggiani consiste nell’avere ulteriormente indagato questa linea di ricerca, mostrando il colore allo stato puro.
E’ stato un lungo cammino che alla fine ha trovato una soluzione ottimale: il colore posto direttamente su di un supporto in pietra, senza l’uso di collanti che ne alteri l’intensità cromatica.
Era necessario avere la superficie di un materiale che nelle sue piccolissime cavità trattenesse in modo stabile i finissimi granuli puntiformi del pigmento. Superfice ideale che l’artista ha individuato nella pietra serena, tipica della sua Umbria. L’artista non adopera pennelli o altri strumenti. Il colore è steso con un dito della mano destra. Per farlo aderire alla superficie liscia della pietra è necessaria una pressione molto delicata per fare penetrare il colore. Se è troppo forte, il colore si accumula ma non penetra e poi cade.
Numerose le mostre temporanee, presente all’interno della Collezione Panza a Villa Panza di Biumo e in quella presente all’Universitá Bocconi di Milano.
SONIA COSTANTINI
Sempre nell’ambito del monocromo si colloca Sonia Costantini, nata a Mantova nel 1956, dove vive e lavora. Inizia ad esporre nei primi anni ‘80.Tra le più significative iniziative alle quali è invitata a partecipare è da ricordare il “37° Salon de la Jeune Peinture” - Grand Palais di Parigi del 1986. È in questo periodo che prende l’avvìo una ricerca specifica, che andrà sempre più precisandosi come indagine fondata sui valori primari del colore e della luce. Successivamente è presente in diverse rassegne italiane sulla giovane pittura, delle quali se ne segnalano alcune: “Aurore”, “In nome dell’astratto “, “Fermare lo sguardo”, “Rigore del colore” curate da C. Cerritelli; “Differenze nella pittura” con testo di G.M. Accame; “Astrazione zero” a cura di A. Madesani e “Modus operandi” di F.Tedeschi e P.Campiglio. Dalla personale del 1999 alla Galleria Il Milione di Milano, la sua ricerca tenderà definitivamente a privilegiare il colore inteso come valore assoluto nella suaintangibilepurezza.
Nel novembre 2000 il critico Fabrizio D’Amico la invita in una esposizione collettiva a carattere storico presso la B.C.E. di Francoforte. Lo stesso critico, l’anno successivo, proporrà la sua personale al Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara. Gli ultimi anni vedono l’intensificarsi dell’attività espositiva con personali e collettive anche in ambito internazionale. Nel dicembre del 2003 partecipa all’inaugurazione del nuovo spazio espositivo della Galleria Rubin a Milano nella mostra “Trilogia del colore”curata da A. Madesani. Sue opere sono presenti, oltre che nella collezione Panza naturalmente, in alcune raccolte pubbliche e private: Galleria Civica del Disegno di Modena; Collezione Banca Nazionale del Lavoro di Roma; Galleria d’Arte Moderna di Ferrara; Museo Palazzo Sarcinelli, Conegliano.
MIL LUKAS
Lukas nasce a Pittsburgh, U.S.A., nel 1963. Vive e lavora a Stockertown utilizza per le sue opere una vasta e diversificata gamma di elementi, che spaziano dal gesso al legno, alla tela, ai rifiuti. Alcuni dei suoi lavori nascono proprio dai rifiuti che egli quotidianamente accumula nel suo studio fino a formare un’alta pila, successivamente fissata e tagliata in sembianze di scultura. Le opere di Lukas, tuttavia, non possono essere propriamente catalogate come scultura o pittura: sono piuttosto lavori tridimensionali, costituiti da diversi strati sovrapposti in cui interno e esterno, superficie e supporto perdono la loro distinzione gerarchica per assumere uguale importanza. Tra le mostre temporanee da ricordare nel 1996 Collezione Panza di Biumo, Palazzo delle Albere, Trento e nel 2000 The Panza di Biumo Collection - Works from the 80s and 90s, American Academy,Roma.
JULIA MANGOLD
La Mangold nasce a Monaco di Baviera (Germania) nel 1966. Figlia di un fotografo, ha sviluppato fin da bambina un forte senso della composizione quando con suo padre procedeva all’analisi di una grande quantità di fotografie da selezionare. Avendo deciso di non continuare gli studi, si trasferisce a Parigi, dove, lavorando presso un fioraio, comincia a realizzare oggetti e decorazioni con le sue mani. Tornata a Monaco, decide di studiare arte e fa domanda di iscrizione all’Accademia di Belle Arti. Per l’ammissione ai corsi realizza dei cestini in legno ricoperti di piombo che le permettono di cominciare l’accademia nel 1992. Nel 1996 ottiene il diploma, che la scuola le conferisce prima del termine dei cinque anni, in seguito al grande successo ottenuto con una mostra. Quello che muove il lavoro della Mangold è l’obbedienza alle antiche leggi delle proporzioni; lastre d’acciaio, tagliate a forma di rettangoli e di quadrati oppure unite tra loro a formare contenitori chiusi come scatole, sono disposte in gruppi di due, tre o quattro al massimo su una parete o al suolo. Il risultato appare semplice nelle sue forme essenziali ma nasconde un lavoro estremamente faticoso con l’acciaio oltre ad un complesso trattamento delle superfici. Esse infatti vengono levigate con gli acidi e rifinite con la cera.
CONFERENZE e LEZIONI
A correlare l’ impegno di potenziamento di giovani artisti della collezione si inseriscono anche una serie di conferenze, lezioni e dibattiti organizzati dal FAI di Villa e Collezione e Panza in collaborazione con le realtà scolastiche e universitarie del territorio per accrescere una conoscenza dell’arte contemporanea rivolta a un pubblico di età diverse.
ORARIO DI APERTURA
Martedì – domenica: 10-18; lunedì non festivi
INGRESSO
Intero € 8, ridotto € 3, gratuito per gli aderenti FAI
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