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Mr Butterfly. Paolo Ravalico Scerri

Dal sabato 26 novembre 2005
al venerdì 20 gennaio 2006

Gli artisti correlati Paolo Ravalico Scerri

Comunicato stampa evento: Mr Butterfly. Paolo Ravalico Scerri

Mr Butterfly
(libera interpretazione dell'opera di Giacomo Puccini)

video installazione multischermo, dimensioni variabili, 8'26” loop autorepeat
Anno, 2005

Regia e ideazione Paolo Ravalico Scerri

Interpreti: Giorgio Giorgetti, Paolo Ravalico Scerri, Lorenzo Michelli, Furio Ogrisi, Mauro Celussi e la partecipazione straordinaria del tenore Andrea Fusari come voce narrante.


La musica della famosa opera di Puccini è riconoscibile, anche se stranamente alterata, dalla voce maschile che recita la celebre parte di Madame Butterfly. Un’inversione di ruoli che è la prima di tante trasformazioni apportate da Paolo Ravalico Scerri a musica, contenuto e iconografia. Al contrario dell’opera pucciniana, la video installazione dell’artista nega una narrazione lineare e si compone di frammenti, libere interpretazioni di alcuni momenti della trama. Il suo lavoro diviene così una storia senza principio né fine, un insieme di metafore e interrogativi sull’idea dell’amore e della spiritualità.

Navigando tra le bellissime isole della Croazia, un gruppo di giovani compie una simbolica esplorazione che è al tempo stesso poetica espressione del sentimento e viaggio alla ricerca dell’identità. Idilliache immagini dell’immensità del mare e della transitorietà del cielo si alternano con situazioni che richiamano la storia dell’arte o la mitologia. Tutti gli attori recitano più parti, intrecciano le loro azioni e danno vita ad un dialogo di singole voci unite coralmente nel canto di Mister Butterfly. L’artista è così regista di un sofisticato lavoro teatrale che scompone, nelle espressioni individuali dei protagonisti, il desiderio dell’uomo di comunicare emozioni. I destini di questi giovani rappresentano tanti momenti di un unico atto, tante parti di una sola volontà: quella di liberare il mondo dagli stereotipi, di capovolgere regole e convenzioni per ascoltare l’universalità dell’inno all’amore.

Paolo Ravalico Scerri fonde nell’iconografia del video rappresentazioni che si rifanno sia alla tradizione religiosa che a profani riferimenti mitologici. Il giovane che si arrampica e si contorce su una croce diviene così citazione della sofferenza, da Gesù a San Sebastiano, benchè, più che riferirsi al martirio in sé, sembra simboleggiare la forza dell’amore, dal perseguimento fino alla sua affermazione. Molto diversa appare l’immagine del danzatore che balla sulla cima della collina. Il suo atteggiamento vanitoso e femminile comunica infatti l’ambiguità dell’identità sessuale e le potenzialità del sentimento. La fusione uomodonna prosegue nella combinazione di uomo e animale come nel caso del satiro dalle orecchie a punta e dallo sguardo equivoco. Questo fauno sembra testimoniare, attraverso la sua indeterminatezza, l’impossibilità di porre limiti all’espressione individuale.

La navigazione in barca in luoghi ancora poco abitati o conosciuti è metafora di un viaggio senza tempo in cui presente e passato si fondono, sottolineando il destino universale dell’uomo e della sua esplorazione. Si tratta di un percorso di ricerca che è al tempo stesso fisico – di luoghi e territori ed interiore – nella conoscenza ed espressione della propria individualità. Anche le nuvole che scorrono veloci nel cielo si spostano da un’immagine all’altra fino a tuffarsi nell’immensità del mare. I fluidi movimenti dell’acqua e i loro riflessi sembrano acquisire una qualità tattile intensificando così la voluttà dell’esperienza visiva. Dalla sommità dell’isola alla profondità del blu, la narrazione prosegue ancora una volta su due livelli percettivi, quello concreto del paesaggio e quello più ambiguo dell’interiorità.

Se la sofferenza sulla croce riassume le difficoltà dell’accettazione dell’amore omosessuale, i riferimenti alla spiritualità coincidono con rappresentazioni della bellezza, intesa come rifugio o celebrazione della speranza. La figura dell’uomo che prega inginocchiato sul pavimento di una piccola chiesa, sensuale ed evocativa visione caravaggesca, è allegoria della fede universale. Dalla tendenza verso l’alto della sommità delle isole ai momenti di devozione rituale, le aspirazioni mistiche si fondono con i riferimenti alla creatività, manifestazione suprema di volontà e autodeterminazione.

L’immagine ricorrente del confine tra terra e mare, inteso come espressione del senso di attesa verso qualcosa che deve arrivare, rappresenta un costante collegamento alla trama della Madame Butterfly. Questa volta non è CioCioSan ad aspettare il suo amato Pinkerton ma è Mister Butterfly, l’uomo che guarda il mare, ad attendere l’amore. Al contrario dell’opera di Puccini però, quest’attesa non viene spezzata da una una fine tragica ma rimane forte nella narrazione il senso di speranza e di fiducia nel futuro. Le scenografie di Paolo Ravalico Scerri si muovono sapientemente tra finzione e realtà, tra storia e presente, tra passato e modernità. Il tanto invocato marito, tenente della marina americana, è infatti presente nel video anche nella figura del marinaio sul relitto. Che si tratti dello yankee vagabondo o dell’esploratore solitario, i protagonisti non dimenticano di raffrontarsi con le iconografie e i desideri del mondo contemporaneo: e così che il giovane dalle aspirazioni devote e mistiche, diventa l’uomo conformista in giacca e cravatta mentre il marinaio nostalgico diviene personificazione del romanticismo “alla JeanPaul Gaultier”.

Sarah Cosulich Canarutto


Spazio FVG
Il progetto Spazio FVG intende valorizzare la produzione artistica del territorio con una serie di mostre personali dedicate agli artisti del Friuli Venezia Giulia. Il progetto andrà ad esplorare le più diverse forme di espressione artistica attualmente in atto nella regione.


Inaugurazione: sabato 26 novembre 2005 ore 18:00
apertura: dal 26.11.2005 al 20.01.2006


Villa Manin
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