Ministero per i Beni e le Attività Culturali
SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI E PER IL PAESAGGIO,PER IL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO E DEMOETNOANTROPOLOGICO DI SALERNO E AVELLINO
Sabato 6 dicembre 2003 alle ore 17.00 presso l’Auditorium del Convento S. Antonio di Nocera Inferiore (SALERNO) sarà presentato al pubblico e agli organi di stampa il libro
La produzione pittorica del ‘500 nell’Agro nocerino
a cura
di Carmine Zarra
Il volume ricostruisce e raggruppa, per la prima volta, l’identità storica e critica di vari artisti del Cinquecento. Pittori, noti e meno noti, operanti nel territorio dell’Agro nocerino. Ma, soprattutto, evidenzia il sostanziale rapporto unificatrice della Valle del Sarno col Regno di Napoli.
La conoscenza della produzione pittorica focalizza le molteplici caratteristiche degli artisti, che, in un certo qual modo, sono legati alla coeva cultura figurativa toscana, romana e napoletana. Essi entrano di forza nella civiltà di questo territorio e ne evidenziano gli aspetti più emblematici e creativi, rappresentando, così, quasi una sorta di programma predefinito.
La vena creativa, poi, degli artisti, raggiunge ottimi risultati nelle molteplici pale d’altare, presenti in varie chiese e monasteri francescani, domenicani, verginiani, olivetani, benedettini, anche se alcune di esse, durante tutti questi anni, sono andate disperse. Compito di questa pubblicazione è di mostrare un territorio culturale che, per specifiche caratteristiche, si presenta piuttosto omogeneo nello scenario geografico e culturale del Regno di Napoli.
Ma rappresenta, soprattutto, un grande contenitore di opere d’arte, che aspettano di essere meglio conosciute per aggiungere, così, un piccolo tassello al complesso mosaico culturale del nostro Meridione.
Il libro sarà presentato da Pierluigi Leone De Castris (Docente di Storia dell’Arte - Università degli Studi della Basilicata) con note introduttive di Carlo Chirico (Direttore del Dipartimento Letteratura, Arte e Spettacolo - Università di Salerno) e di Giovanni Villani (Architetto Direttore Coordinatore – Soprintendenza Bappsad di Salerno e Avellino)
Interverranno
Antonio Romano (Sindaco di Nocera Inferiore), Mons.Mario
Vassalluzzo (Vicario generale della Diocesi di Nocera – Sarno), Alfonso Andria (Presidente della Provincia di Salerno),Francesco Prosperetti (Soprintendente per i Bappsad di Salerno e Avellino)
La manifestazione organizzata dal Centro Culturale Arciconfraternita del Convento S. di Antonio di Nocera Inferiore è patrocinata dalla Soprintendenza Bappsad di Salerno e Avellino, dal Comune di Nocera Inferiore e dalla Provincia Salerno .
Per ulteriori informazioni si può contattare Michele Faiella (Ufficio Stampa Soprintendenza Bappsad di Salerno)
Ufficio Stampa:
Dott.Michele Faiella
Infoline:
089 2573217 Fax 089 251727
E mail:
stampa.ambientesa@arti.beniculturali.it
PRESENTAZIONE
Nel ritagliarmi, sull’argomento, il mio ruolo d’uomo di Chiesa, intendo affermare subito che il mio non sarà
un giudizio d’esperto sull’opera del prof. Carmine Zarra - che conosco ed ammiro per le sue tante qualità umane e professionali – quanto piuttosto per esprimere il mio sincero e profondo sentimento di gratitudine per avermi egli, con insistenza, richiesto di una breve presentazione a questa sua ultima, in ordine di tempo, opera, dal titolo: La produzione pittorica del Cinquecento nell’Agro Nocerino.
Mi onoro di farlo e spero che ciò gli sia di buon auspicio per una corale accoglienza del presente sua fatica.
Nel leggere il testo, mi sono rallegrato molto; innanzi tutto nel costatare come la presenza della Chiesa committente sia stata caratteristica nella produzione e nella diffusione dell’arte nell’Agro Nocerino – Sarnese.
Pittura, architettura e letteratura ben si coniugano – come si sa – con la fede e il bisogno della Chiesa di annunziare il Vangelo, tanto più nel momento in cui l’artista manifesta capacità tali da tradurre il linguaggio biblico (cosa non sempre facile) con immagini semplici e, ad un tempo, eloquenti.
Pur dovendo partire, com’è risaputo, molto da lontano, nel caso si voglia compiutamente dire qualcosa - limitatamente all’aspetto architettonico e storico – sulle ricchezze antiche presenti sul nostro territorio, qui l’Autore - dipendente della Soprintendenza – fissa, a mio giudizio, il momento di inizio del passaggio della pittura da un’epoca all’altra sul nostro Territorio. Questo lo fa documentandolo progressivamente.
Mette gioia, poi, nell’animo prendere atto come la Chiesa sia stata ieri consapevole del suo mandato missionario, come lo è ancor più oggi, con l’aggiunta del suo progetto culturale in senso cristiano, per calare il Vangelo “in un modo che cambia”.
Ma ciò è avvenuto anche e in modo meraviglioso, attraverso una “produzione pittorica” nel nostro Agro, proprio nel momento in cui si verificava la svolta artistica, datata, del Cinquecento, nel contesto della ripresa del territorio dell’Agro, sia sotto l’assetto politico - economico, sia culturale, non senza la presenza e l’apporto di ecclesiastici e d’associazioni religiose e laiche – in modo particolarmente incisivo fu quello delle confraternite – che andavano affermando a Nocera, terra - cerniera tra Napoli e Salerno.
Auguriamo all’Autore altre preziose fatiche storico – letterarie, certamente stimolanti alla ricerca e alla conoscenza del patrimonio artistico e culturale tramandatoci dagli Avi.
Nocera Inferiore, 18 ottobre 2003, Festa di S. Luca Evangelista
Gioacchino Illiano
Vescovo di Nocera Inferiore - Sarno
L’amore per la propria terra è spesso motore primo del lavoro dello storico, e Carmine Zarra non si sottrae a tale regola. Ma in questo testo sulla pittura del ‘500 a Nocera l’autore non si limita a celebrarne le testimonianze con spirito localistico, e piuttosto trae spunto dallo studio delle opere per affrontare l’argomento con un taglio metodologico maturo e consapevole.
Questo lo rende capace di coniugare una conoscenza puntuale dei dipinti e degli artisti con l’approfondimento della storia locale, capace di far rivivere i protagonisti sullo sfondo di una realtà resa palpabile dalle testimonianze letterarie e storiche, fino a restituirci una visione molto integrata della vicenda che ha caratterizzato fin dal ‘500 il territorio nocerino.
A spiegare un rigoglio di produzione artistica così generosa per qualità delle opere e numerosità degli artifici, può infatti contribuire la particolarità del ruolo storico e geografico dell’agro e della città di Nocera, che proprio intorno agli inizi del XVI secolo si avvia in un percorso evolutivo affatto particolare, che ne connoterà lo sviluppo nell’evo moderno distinguendone i caratteri rispetto alle aree vicine e facendone un caso di cui oggi si tende finalmente a riconoscere l’importanza.
Giustamente quindi si sottolinea nello studio il ruolo giocato dalle famiglie di vecchia e nuova nobiltà, che sin da allora andavano insediandosi nell’agro per seguire le diverse attività commerciali manifatturiere, nell’attrarre sul posto i pittori, provenienti principalmente da Napoli come da altri importanti centri meridionali. Come d’altronde non viene trascurata una attenta descrizione di quella che accortamente viene definita la “rete” di nuclei ecclesiastici, effettivamente una trama di luoghi e di relazioni che fa per così dire da supporto alla attività degli artisti e ne orienta la produzione.
Questi aspetti, fondamentali per la comprensione di un patrimonio pittorico tanto eterogeneo quanto qualitativamente elevato, sono trattati con la sicurezza di chi ha penetrato a fondo e con amore la storia e i caratteri del territorio, per averlo anche praticato professionalmente, con la cura quotidiana del lavoro di Soprintendenza, a cui Carmine Zarra si dedica con eguale passione a quella riservata agli studi
Francesco Prosperetti
Soprintendente per Beni Architettonici e per il Paesaggio,
per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico
di Salerno e Avellino