A cura di Giulio Santabarbara
Ricordo un’intervista rilasciata dal Maestro Lamberto Lamberti, dove, alla domanda, cosa provasse ogni qual volta dipingesse un quadro, rispose : “ mi mangerei tutti i colori “. Ecco, l’arte non può e non deve essere abitudine, ma esigenza. C’è esigenza nell’arte di Riccardo Bonfadini, nato a Cremona nel 1971. Figlio d’arte, il padre Pino Bonfadini è stato il suo principale maestro, dal quale eredita la passione per la professione pittorica. Inizia giovanissimo a “ raccontare “ le sue campagne padane, le nature morte, i suoi interni; interpreta un mondo pittorico figurativo classico, con una tavolozza di colori sapientemente amalgamati e pazientemente ricercati, che evocano atmosfere di forte impatto emotivo. Ma tutto questo non è sufficiente; la necessità di trovare una propria identità, la ricerca di un proprio mondo, spinge il giovane artista lombardo ad una continua sperimentazione. Da qui la svolta; da questo bisogno di rinnovamento, nel 2005, crea un periodo nuovo, una sorta di astrattismo “ geometrico/surreale “. La tela di juta è il supporto sul quale vengono costruite delle semplici forme geometriche senza volume, che si sovrappongono o meglio si appoggiano fra di loro, quasi per gioco o forse in cerca di protezione. Vive il senso della leggerezza, rappresentata da forme in sospensione, un’ottica tridimensionale del soggetto. Essenza principale delle opere è trasmessa dalla luce, conseguenza logica delle ombre proiettate sulle superfici. La presentazione del nuovo periodo pittorico è avvenuta nel febbraio 2007, presso la prestigiosa sede del “ Circolo della Stampa “ di Milano, mostra dal titolo “ Spogliando e Sfogliando “. Un’immagine metaforica del senso della vita, questo sfogliare il tempo e spogliare il mondo nel quale viviamo; spogliandolo dalle contaminazioni negative, da tutto ciò che è superfluo. Rimangono così dipinte sulle tele di juta, poche immagini, quiete, ricche di luminosità e morbidi colori , quasi masticati, che costituiscono quella necessaria speranza di ricostruzione. Altro evento di prestigio è stata la mostra dal titolo “Il Senso della Luce “ presso “ L’Antico Palazzo della Pretura “ di Castell’Arquato. Una sorta di antologica, un viaggio attraverso il percorso artistico del giovane pittore cremonese, dalle sue prime opere figurative, all’ultimo periodo geometrico/surreale. Le ultime sue creazioni saranno esposte a luglio nella prestigiosa location della “Libreria Bocca“, Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, mostra dal titolo “L’Anima tra le righe“. Nel cuore di Milano si potranno così apprezzare i lavori del giovane pittore cremonese, il quale, con molta cura e dedizione, ha saputo creare una propria identità pittorica, indispensabile per ambire ad importanti traguardi.
Giulio Santabarbara
Inaugurazione giovedì 5 luglio 2007 ore 18.00
5 - 17 luglio 2007
Libreria Bocca dal 1775
Galleria Vittorio Emanuele II, 12
20121 Milano
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