La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9
La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma allestisce al secondo ordine dell’Anfiteatro Flavio la mostra Rovine e rinascite dell’arte in Italia. Promossa dal Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario del primo regolamento di tutela (1909 – 2009), l’esposizione affronta il tema della salvaguardia del paesaggio e dei beni culturali in Italia.
Si parte dai primi provvedimenti ottocenteschi, per arrivare ad una riflessione sul concetto di tutela ai giorni nostri, quanto mai attuale dopo le restituzioni di opere da musei stranieri e i numerosi ritrovamenti di reperti trafugati, oltre alle importanti iniziative di restauro per la conservazione del patrimonio.
E’ attraverso sessanta opere, provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, che vengono illustrate le conquiste e i progressi compiuti nel nostro paese in difesa del patrimonio artistico ricordando, quindi, il primo provvedimento organico di tutela: la legge 20. 6. 1909, n. 364, dove si riconoscono i principi tuttora in vigore nell’attuale legislazione, e cioè il Testo Unico D. Lgs. 490/99 approvato dal Consiglio dei Ministri il 22.10.1999.
Uno dei punti fondamentali della legge del 1909 è il riconoscimento dell’inalienabilità per le cose appartenenti allo Stato e agli Enti Pubblici insieme al divieto di esportazione, qualora questa costituisca un danno per la Storia dell’Arte della Nazione. Principi poi ribaditi dalla Costituzione.
Tra le opere esposte si annoverano numerosi capolavori, come l’Arringatore dal Museo Archeologico di Firenze, i frammenti di metope da Selinunte, le statue di filosofi dal Gruppo della “galleria dei sapienti” del giardino Ludovisi, provenienti dalla Carlsberg Glyptotek di Copenhagen e dall’Ambasciata Usa di Roma, il rilievo con la Nascita di Bacco da Budapest, l’Hestia Giustiniani dal Museo Torlonia, il rilievo con Niobidi da San Pietroburgo.
L’esposizione si articola in sei sezioni. La prima, “Alle origini della tutela”, costituisce una sorta di prologo storico: dal Cinquecento all’Ottocento preunitario vengono presentati esempi di uso consapevole del bene pubblico in momenti oggi considerati salienti per la storia della tutela. Lo dimostra il rilievo con la strage delle Niobidi, dal Museo Archeologico di Venezia.
La seconda sezione, intitolata “L’unità d’Italia e l’educazione nazionale”, si sofferma sull’ultimo trentennio dell’Ottocento, periodo in cui fu notevole l’impegno dello Stato Italiano nell’acquistare opere d’arte, avviare estese campagne di scavo, stabilire il recupero dei beni delle congregazioni religiose soppresse, acquisire terreni. Uno sguardo particolare, in questa sezione è rivolto a Roma, capitale e crocevia di nuovi modelli di tutela e di antichi costumi antiquari. Tra le sculture esposte in questa sezione, un gruppo di statue di filosofi e la statua di Esculapio provenienti dalla galleria dei sapienti del giardino Ludovisi, oggi Ambasciata Usa.
“Il progresso del Novecento” è il titolo della terza sezione dedicata alle leggi di tutela del 1902, 1909 e 1939 e agli sforzi compiuti dal Governo Italiano per far prevalere l’interesse pubblico su quello privato, esercitando, dove possibile, il diritto di prelazione e di notifica. Una parte della sezione illustra la vivacità del commercio d’arte nel periodo successivo all’Unità d’Italia, con particolare attenzione al collezionismo privato e al suo rapporto con le istituzioni. Tra gli esempi, la splendida Hestia Giustiniani, prestito del Museo Torlonia di Villa Albani, e l’Atena Ilias da Pratica di Mare, esposta per la prima volta dopo un attento restauro.
Agli influssi dei principi del nazionalismo sulle politiche di tutela, dopo la Prima Guerra Mondiale, è dedicata la quarta sezione, intitolata “La propaganda fascista e la guerra”. Legate al concetto della propaganda fascista la Dea Roma da Ostia e il busto dell’Augusto tipo Prima Porta dal Palazzo del Quirinale. Si arriva poi, nella stessa sezione, ad illustrare la distruzione prodotta dalla Grande Guerra – da tutte le guerre – con spoliazioni, razzie, sacchi, vendite illegali, ma anche con l’attività di chi rischiò la vita per proteggerle.
La quinta sezione, “L’evoluzione dei principi di tutela”, si focalizza sugli anni della ricostruzione, dedicati anche al recupero dei principi della tutela e all’introduzione di nuovi, innovativi, concetti. Altro tema qui affrontato è quello delle grandi calamità (in mostra la quattrocentesca Pietà in arenaria Vesperbild, dal Duomo di Gemona), come terremoti e alluvioni, che hanno visto lo sforzo comune tra istituzioni, associazioni e collettività per la tutela delle opere d’arte e confermato l’utilità, ai fini del restauro, della documentazione preventiva.
Infine, nell’ultima sezione “Controtendenze: la tutela oggi”, uno sguardo al futuro. Il nuovo millennio si è aperto con accordi di collaborazione fra istituzioni italiane ed estere al fine di combattere il mercato clandestino delle opere d’arte e di offrire possibilità di prestiti a lungo termine tra musei di diversi paesi. Un esempio per tutti: i quattro frammenti del rilievo del mito di Efesto di cui due appartengono al Museo Archeologico di Ostia Antica e altri due allo Staatliche Museum di Berlino, ma concessi in comodato al museo ostiense per poter ammirare il rilievo in tutte le sue parti.
Il catalogo bilingue, edito da Electa, è una guida alla mostra. Seguendo le singole sezioni, tutte le opere sono accompagnate da una scheda scientifica che ne illustra la storia, rispetto all’evoluzione dei principi di tutela.
2 ottobre 2008 - 15 febbraio 2009
Sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma
Ufficio stampa Electa
per la Soprintendenza speciale
per i beni archeologici di Roma
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Mostra promossa da Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario del primo regolamento di tutela
Cosimo Ceccuti (Presidente)
Cristina Acidini
Angelo Bottini
Adriano La Regina
Antonio Paolucci
e
Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma
In collaborazione con
Electa
Informazioni tecniche
Orari
8.30 – 18.30 dal 2 ottobre al 27 ottobre
8.30 – 16.30 dal 28 ottobre al 15 febbraio
chiuso il 1 gennaio, 25 dicembre
la biglietteria chiude un’ora prima
Ingresso
Intero € 11; ridotto € 6.50
Il biglietto consente l’accesso anche alle aree del Palatino e del Foro Romano
Informazioni e visite guidate
Pierreci
Tel. +39.06.39967700
www.pierreci.it
Catalogo della mostra
Electa