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QUATTRO MAESTRI DELL'INCISIONE

Dal domenica 19 ottobre 2003
al domenica 23 novembre 2003

Ufficio stampa Michele De Luca

Comunicato stampa evento: QUATTRO MAESTRI DELL'INCISIONE

CONFRONTI DA MUSEO:
TONO ZANCANARO-GIANFRANCO FERRONI-GIUSEPPE ZUNICA-JULIANOS KATTINIS
4 Maestri dell’incisione
dal 19 ottobre al 23 novembre 2003


Programma - Domenica 19 ottobre

ore 11,00 ore 11,30
Introduzione Inaugurazione
Giorgio Di Genova
Presentazione della mostra Catalogo
Nicola Micieli Edizioni Bora, Bologna

Confronti da MuseoNell’ambito dei Confronti da Museo – formula espositiva avviata nel 2001 con un confronto a sequenza di due artisti (Annibale Biglione e Lucio Bulgarelli) e, successivamente, con il confronto diretto a due (Ennio Finzi e Carmelo Zotti) e a tre (Fabio De Sanctis, Vincenzo De Simone e Paolo Pasotto) – vengono messi in rapporto dialettico più artisti, appositamente scelti, per meglio comprendere le motivazioni espressive e linguistiche delle singole ricerche.Confronto a quattro: Tono Zancanaro, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Zunica, Julianos Kattinis.Se nel precedente appuntamento di Confronti da Museo si sono confrontate le produzioni di uno scultore, di un pittore e di un operatore estetico, nell’ordine il romano Fabio De Sanctis, il bolognese Paolo Pasotto ed il campano, ormai residente a Reggio Emilia, Vincenzo De Simone, la presente mostra costituisce occasione d’incontro con l’opera incisoria di quattro maestri dell’incisione quali sono Tono Zancanaro, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Zunica e Julianos Kattinis. “Non c’è una ragione – scrive Nicola Micieli, curatore della mostra – né generazionale né di tendenza stilistica né di omologia poetica che abbia dettato la scelta di queste presenze, tra le numerose altre possibili nel panorama dell’incisione italiana, salvo riconoscerli accomunati da un impegno incisorio condotto senza soluzione di continuità, in stretta correlazione con l’esercizio di varie discipline e soprattutto del disegno nel caso di Zancanaro, della pittura in quello di Ferroni e di Kattinis, e in modo esclusivo da Zunica”. “In realtà, l’intenzione ordinatrice – prosegue Micieli – è stata semplicemente quella di proporre, a titolo esemplificativo, quattro diverse declinazioni del linguaggio incisorio espresse da personalità di sicura e caratterizzata valenza artistica, attingendo i materiali o a depositi delle raccolte di Giulio Bargellini (Ferroni), o a nuove acquisizioni (Kattinis e Zunica) del Museo. Provengono invece dallo studio padovano del Maestro, messe a disposizione da Manlio Gaddi, le incisioni di Zancanaro, la cui opera è ampiamente documentata a Pieve di Cento, ma con un nutrito corpus litografico, con disegni, ceramiche, mosaici, arazzi e dipinti da Bargellini raccolti in lunghi anni di amicizia e di frequentazione dell’indimenticabile Tono”. SEGUE ®

Comunicato stampa n. 15 – 10 ottobre 2003 - Pag. 2/2
“Siamo di fronte a quattro modi di usare il segno inciso – scrive Giorgio Di Genova – che si estendono in Zancanaro fino al ricamo estroso e labirintico, con echi talora esotici e talaltri classici, in Ferroni fino all’analitica precisione degli oggetti ed addirittura pulviscolare degli ambienti, in Zunica fino alle eleganze del simbolismo matematico-spaziale, non di rado pervase di pallide cromie, ed ancora in Kattinis fino alle estrose esuberanze parasurrealiste delle sue agglomerazioni calcografiche. (...) ripercorrere la loro produzione grafica è davvero un’avventura dello sguardo e dello spirito. Un’avventura sia per i quattro che hanno realizzato le opere sia per il visitatore che le ripercorre in questa occasione, venendo stimolato a sollecitazioni e adesioni non prive di attrattive e attrazioni, che senza dubbio, proprio per l’impostazione espositiva ‘a confronto’ dei circa trecento fogli, non mancheranno di attizzare attente riflessioni estetiche”.Promossa e organizzata dal Museo d’arte delle Generazioni italiane del ‘900 “G. Bargellini” quale primo momento di indagine e di rappresentazione d’un aspetto considerevole non debitamente esplorato della ricerca artistica del Novecento. “Non posso esprimere che compiacimento e gratitudine – scrive nella sua introduzione Micieli – per questa occasione d’incontro con l’opera incisoria di quattro eminenti artisti promossa e organizzata dal Museo d’arte delle Generazioni italiane del ‘900 G. Bargellini. Non è un’espressione convenzionale, tanto meno cerimoniosa. Al contrario, essa sottende la convinzione che poco si faccia, in Italia, per sottrarre la grafica d’arte originale al cono d’ombra che la inviluppa dacché divenne straripante e proditoria, sul mercato, l’invadenza di prodotti grafici inqualificabili, multipli peraltro suffragati dall’interessata complicità di firme prestigiose, e intendo artisti molto noti e altrettanto indifferenti al fatto che le loro stampe fossero realizzate con procedure per lo più fotomeccaniche e a tirature incontrollabili, ispirate a criteri meramente commerciali”. Il catalogoTesti introduttivi di Giulio Bargellini e Giorgio Di Genova. Testi critici di Nicola Micieli: Un continente sommerso, da riscoprire (introduzione); Zancanaro: Delirio visionario calato nel corpo della realtà; Ferroni: Lo sguardo ansioso, lo sguardo rapito; Zunica: Cartografia immaginaria; Kattinis: L’incisione come corpo d’amore). Notizie biografiche degli artisti.Formato cm. 21x29,7, pagg. 168, 237 ill. (135 col. - 102 b.n.) Edizioni Bora, Bologna - € 25,82
INAUGURAZIONE:Domenica, 19 ottobre 2003 alle ore 11,30
ORARIO:tutti i giorni 10,00-18,00 (chiuso il lunedì)
UFFICIO STAMPA• MICHELE DE LUCA, ROMA tel. e fax 06 44237540
e-mail deluca.mic@tiscali.it
EDIZIONI BORA: Patrizia Bonfiglioli - Valentina Brandani Via Jacopo di Paolo, 42 - 40128 Bologna - tel. 051 356133 fax 051 4159651 e-mail edizionibora@libero.it
SEGRETERIA E INFORMAZIONI MUSEO• MUSEO D’ARTE DELLE GENERAZIONI ITALIANE DEL ’900 “G. BARGELLINI” Via Rusticana, 1/A - 40066 Pieve di Cento (BO) - tel. 051 6861545 fax 051 6860364 e-mail museo.bargellini@ova.it - www.museobargellini.com

LA MAGIA DELL’INCISIONE
Zancanaro, Ferroni, Zunica e Kattinis al Museo Bargellini

Nell’ambito dei Confronti da Musei, idea-guida di una serie di mostre organizzate e promosse dal Museo d’arte delle Generazioni italiane del ‘900 – G. Bargellini, che ha sede a Pieve di Cento (Bologna), si sono proposti dialetticamente, nello stesso contesto espositivo, le opere di due o tre artisti, al fine di farne meglio comprendere ed apprezzare i rispettivi percorsi creativi, i diversi ambiti di ricerca, le scelte tecniche adottate da ciascuno. Se nel precedente “confronto” si sono confrontate le produzioni di uno scultore (Fabio De Sanctis), un pittore (Paolo Pasotto) ed un operatore estetico (Vincenzo De Simone), la rassegna che ora viene presentata nell’antico silo granario pievese, ristrutturato con un importante architettonico ed attivo ormai da più di tre anni, punta l’obiettivo su uno dei pianeti più affascinanti e “magici” della creazione artistica, quello dell’incisione, che ha registrato nei secoli l’attenzione e il lavoro dei più grandi maestri italiani ed europei.
E’ la volta di quattro artisti, veri maestri dell’incisione, quali Tono Zancanaro Padova 1906 – 1985), Gianfranco Ferroni (Livorno 1927 – Bergamo 2001), Giuseppe Zunica (Napoli 1923) e Julianos Kattinis (Damasco 1934), le cui opere sono testimonianza di itinerari, condotti con personalissima originalità ed estremo rigore linguistico e formale, nell’universo fantastico dei segni, che altro non sono, per ciascun autore, che riflesso delle proprie esperienze biografiche, ma anche delle istanze estetiche e poetiche che hanno determinato e caratterizzato il proprio impegno artistico.
Come ci dice Nicola Miceli, curatore della mostra che potrà essere visitata fino al 23 novembre, “non c’è una ragione né generazionale né di tendenza stilistica né di omologia poetica che abbia dettato la scelta di queste presenze, tra le numerose altre possibili nel panorama dell’incisione italiana, salvo riconoscerli accomunati da un impegno incisorio condotto senza soluzione di continuità, in stretta correlazione con l’esercizio di varie discipline e soprattutto del disegno nel caso di Zancanaro, della pittura in quello di Ferroni e di Kattinis, e in modo esclusivo da Zunica”. In realtà, il metodo adottato dall’ideatore della mostra (che si avvale di un prezioso catalogo edito da Bora di Bologna) è stato semplicemente quello di proporre, a titolo esemplificativo, quattro diverse declinazioni del linguaggio incisorio espresse da personalità di sicura e riconosciuta valenza artistica, attingendo i materiali o a depositi delle raccolte di Giulio Bargellini o a nuove acquisizioni del Museo. Mentre proviene dallo studio di Zancanaro, messo a disposizione da Manlio Gaddi, un nutrito corpus del compianto Maestro padovano, che ne fa ripercorrere il lunghissimo ed intenso lavoro creativo.
La ricca esposizione consente, attraverso una selezionata scelta di lavori, di riconsiderare le caratteristiche più significative dei quattro artisti. Zancanaro si è cimentato con quasi tutte le modalità delle arti visive, con grande capacità di assorbire le diverse tecniche, dalla pittura a olio all’acquarello, dal mosaico all’arazzo, dalla scultura in bronzo all’incisione su vetro, anche se rimane ineguagliato nella grafica, per la linea pura della sua “scrittura”; l’opera di Ferroni, specie a partire dagli anni Settanta, testimonia di una forte tensione esistenziale che l’artista riesce a convogliare verso una figurazione analitica di forte nitidezza ottica, in lavori in cui prevalgono interni ed oggetti, restituiti con una precisione del dettaglio quasi fotografica; incisore sapiente, dal tratto fine e sensibile, è il napoletano Zunica, che sa costruire con fittissime trame una sorta di personale geometria, emblematica e in qualche modo ludica, riuscendo così a creare, con un personalissimo linguaggio, una specie di racconto (popolato da rose, colonne greche, impronte digitali) sulla condizione umana, fra natura e tecnologia, vita e morte. Kattinis, di famiglia ateniese, oltre ad essere un ottimo disegnatore, è un maestro dell’incisione all’acquaforte e della xilografia; ma la sua è indubbiamente una personalità artistica dotata di eccezionale versatilità, che si esprime anche nel design, nell’architettura di interni, nella scultura e nella scenografia.
L’occasione offerta da questa rassegna – oltre al piacere di ammirare circa trecento opere – è anche quella di indurre ad una riflessione; come ci dice ancora Miceli, questa mostra “sottende la convinzione che poco si faccia, in Italia, per sottrarre la grafica d’arte originale al cono d’ombra che la inviluppa dacchè divenne straripante e proditoria, sul mercato, l’invadenza di prodotti grafici inqualificabili, multipli peraltro suffragati dall’interessata complicità di firme prestigiose”.

MICHELE DE LUCA