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TOTI SCIALOJA

Dal domenica 16 giugno 2002
al domenica 01 settembre 2002

Ufficio stampa Michele De Luca

Comunicato stampa evento: TOTI SCIALOJA

Vernice: 15 giugno 2002, ore 17.30



Si inaugura sabato 15 giugno 2002, alle ore 18.30, a Palazzo dei Diamanti di Ferrara la mostra “Toti Scialoja (1914-1998)”, prima grande antologica dopo la morte dell’artista, uno dei principali protagonisti delle vicende artistiche italiane della seconda metà del XX secolo.


Alle ore 17.30, presso la Sala della Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti, precederà l’inaugurazione della mostra una presentazione – con l’intervento di Paolo Mauri, Giovanni Raboni e Patrizia Valduga – del volume Toti Scialoja. Poesie 1961-1998, che, edito in questi giorni da Garzanti, raccoglie per la prima volta la produzione poetica matura di Scialoja, a partire dalla raccolta Scarse serpi, del 1983, sino all’ultima, e inedita, Cielo coperto.


L’esposizione è promossa dal Comune di Ferrara, in collaborazione con la Fondazione Toti Scialoja, e si inserisce nell’ambito delle iniziative dedicate al rinnovamento dell’arte italiana nel secondo dopoguerra. Alla rivalutazione storico-critica di questo periodo le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea ferraresi hanno dedicato, a partire dal 1993, un ciclo di importanti rassegne, quali, ad esempio, “Lucio Fontana”, “Ennio Morlotti”, “Roma 1950-59”, “Milano 1950-59”, “Venezia 1950-59”.
Oltre che pittore, Scialoja è stato poeta, scrittore, scenografo e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, di cui fu direttore per un lungo periodo. Dopo le prime esperienze di matrice espressionista, legate all’ambito della Scuola Romana, a partire dai primi anni Cinquanta Scialoja intraprese quella sua personale riflessione sull’arte astratta che lo portò dapprima a dipingere usando materiali anticanonici e uno straccio imbevuto di colore al posto del tradizionale pennello, e successivamente, nel 1957, ad elaborare la sua personale tecnica dello “stampaggio”.
Da allora in avanti, ‘figure’ della sua pittura divennero prevalentemente le “impronte”, grandi e solitarie forme di colore “battute” e impresse sulla superficie del quadro. Intenzione di Scialoja era quella di trasmettere sulla tela, con quel gesto insieme consapevole e cieco, tutta quanta l’esistenza, unione indistricabile di “viscere” e “pensiero”, di “evento” e di “tempo”. Prima magmaticamente sovrapposte l’una sull’altra ad occupare l’intera pagina del dipinto, poi - dopo il lavoro compiuto nel corso del suo secondo viaggio a New York (1960) e di un lungo soggiorno a Parigi, disteso tra il ’61 e il ’64 - scandite paratatticamente in campi vieppiù isolati, le “impronte”, e il gesto rabdomantico che dà loro origine, sono una delle forme maggiori dell’arte astratta europea dei loro anni.
Gli anni Settanta, e il primo avvio degli Ottanta, segnarono un tempo difficile per l’artista che, giunto al culmine della sua riflessione teorica sulla pittura, se ne sentì quasi paralizzato, realizzando prevalentemente opere su carta, collages e acquarelli. Dal 1982, anno di un viaggio in Spagna e di un incontro che il pittore confessò “folgorante” con la pittura nera della Quinta del Sordo di Goya, Scialoja dette inizio ad una nuova stagione della sua pittura, caratterizzata dal recupero delle più importanti esperienze degli anni passati, e per primo del “grande gesto libero e cieco” che aveva denotato il suo fare fra ’56 e ’57.
Una sezione della mostra - che presenterà, assieme a circa sessanta dipinti di grande dimensione, molti fra i quali mai esposti prima d’ora, le quindici piccole e di fatto sconosciute sculture in bronzo eseguite da Scialoja alla fine degli anni Ottanta - sarà infine dedicata a quelle opere, già appartenenti alla collezione di Scialoja ed ora di proprietà della Fondazione a lui intitolata, di alcuni fra i grandi artisti statunitensi con i quali Scialoja ha intessuto una profonda amicizia, testimoniata fra l’altro proprio dalle numerose opere di cui essi fecero dono a Scialoja e alla moglie, critico e storico dell’arte, Gabriella Drudi: in questa sezione saranno esposte opere, inedite e rarissime nel panorama espositivo italiano, di Arshile Gorky, Willem de Kooning, Cy Twombly e Alexander Calder.


Toti Scialoja (1914-1998)
a cura di Fabrizio D’Amico



Ferrara, Palazzo dei Diamanti (Corso Ercole I d’Este, 21), 16 giugno – 1 settembre 2002
orario: 9.30 – 13.30/ 15.00 – 18.00

Ingresso: intero € 7; ridotto € 6,20; ridotto gruppi € 6,20; ridotto convenzioni € 6,20; scuole € 4,13; cumulativo con Musei Arte Moderna € 8,30


Catalogo
Edizioni Civiche Gallerie d’Arte Moderna e contemporanea, Ferrara

con scritti di Giuseppe Appella, Christian Caliandro, Fabrizio D’Amico, Barbara Drudi. In libreria € 34; in mostra: € 20



Per informazioni:

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