e l’arte europea 1945-1970
Conferenza e vernice per la stampa
Sabato 17 dicembre 2005 ore 11.30
Modena, Foro Boario
Segue visita della mostra insieme al curatore Luca Massimo Barbero
Per i giornalisti in partenza da Milano è a disposizione un servizio bus da Piazza Castello (vicino alla fontana) alle ore 8,15.
Prenotazione obbligatoria presso Studio Esseci tel. 049 663499,
info@studioesseci.net.
18 Dicembre 2005 – 9 Aprile 2006
Sede: Foro Boario, via Bono da Nonantola, Modena
Ingresso gratuito
Prodotta da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
in collaborazione con Collezione Peggy Guggenheim
A cura di: Luca Massimo Barbero
In alcune lettere di Jackson Pollock si scopre quanto avidamente l’artista attendesse di vedere i cataloghi e le opere di Jean Dubuffet, che considerava uno dei maestri dell'arte astratta. Questo punto di vista degli artisti e dei collezionisti americani nei confronti dell’arte informale europea darà il taglio originale alla prossima mostra della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena: Informale.Jean Dubuffet e l’arte europea 1945 -1970.
Dopo il successo dell’esposizione sull’astrattismo americano Action Painting, l’ente modenese si avvarrà ancora una volta della collaborazione della Collezione Peggy Guggenheim e negli spazi del Foro Boario approfondirà lo stesso periodo storico-artistico, dal 1945 al 1970, osservandone il versante europeo. Per quanto sia impossibile riassumere in un’unica mostra la complessa e talvolta contraddittoria corrente dell’Informale, al Foro Boario verranno esposti per la prima volta nuclei importanti di opere che riassumono le principali correnti di quel movimento. Luca Massimo Barbero, Curatore Associato della Collezione Peggy Guggenheim, curerà questo percorso attraverso le collezioni dell’istituzione americana. Jean Dubuffet, " di cui il Museo Solomon R. Guggenheim conserva il più numeroso nucleo di opere tra i musei degli Stati Uniti", sarà il perno attorno al quale sarà possibile osservare l’esperienza esplosiva della pittura del gruppo CoBrA, come ad esempio Karel Appel e Pierre Alechinsky, i segni materici della pittura gestuale di Jean-Paul Riopelle, Georges Mathieu, Pierre Soulages, e le esperienze degli artisti italiani presenti come “informali” nelle collezioni americane, tra i quali Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Bice Lazzari, Afro Basalde lla, Gastone Novelli ed altri.
L’idea curatoriale è di fornire al pubblico modenese e nazionale un panorama delle personalità europee che contribuirono al cambiamento radicale della pittura nel secondo dopoguerra, attraverso il “punto di vista” del grande collezionismo americano. Sarà un’occasione imperdibile per vedere quali opere di artisti europei furono acquistate dai collezionisti americani. Opere di grandi dimensioni costruiranno il percorso in un gioco assolutamente curioso di grandi assenti e presenze originali, dando al pubblico l’idea delle scelte compiute in quegli anni dal collezionismo americano. La mostra comprenderà inoltre una serie di bacheche contenenti preziosi documenti grafici, disegni e cataloghi, seguendo la linea didattica che ha segnato il successo delle precedenti esposizioni realizzate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Da sempre sensibile alle finalità didattiche connesse all’attività espositiva e ai linguaggi dell’arte contemporanea in particolare, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena garantirà anche quest’anno al pubblico l’ingresso gratuito alla mostra, così come gratuite saranno le visite guidate e le attività formative per i docenti, caso unico nel panorama delle grandi mostre nazionali.