A cura di Francesca Referza
per VOLUMI, un progetto di BSA – Bottega Studio Architetti + giacosapalittoarchitetti, Torino
Venerdì 25 settembre alle ore 19.00 inaugura parma #33 - TORINO, primo intervento di VOLUMI, progetto di intersezione tra arte e architettura pensato dallo studio BSA in collaborazione con francesca referza. Per parma #33, la curatrice ha invitato l’artista toscano Vittorio Corsini a progettare, in stretta collaborazione con gli architetti dello studio BSA, un intervento sulla facciata dell’edificio sito appunto in via parma n.33 a Torino.
Già dai miei primi colloqui con gli architetti dello studio BSA – spiega la curatrice - era emersa la loro intenzione di realizzare una serie di progetti su scala urbana in cui l’intervento architettonico/artistico risultasse dialogico già in fase progettuale e che avesse una forte connotazione comunicativa. L’dea che sta alla base del progetto VOLUMI è quella di proporre, in alternativa ai costosi macroprogetti dei grandi architetti attivi in tutto il mondo, una visione diversa dell'architettura, meno ‘monumentale’ e dalla connotazione più umana. Il punto da cui siamo partiti – spiega lo stesso Cerruti - era la consapevolezza che l’architettura comunica. L’urgenza che avvertivamo era quella di creare un contatto diretto tra quest’ultima e l’arte.
Nell’edificio di via parma 33 la facciata, progettata dallo studio BSA + giacosapalittoarchitetti, è completamente rivestita in corten, materiale scelto come ‘pelle’ dell’edificio, proprio per le sue caratteristiche di duttilità e naturale cromaticità. Non volendo interferire sulla leggibilità del disegno architettonico complessivo, Corsini si discosta dalla parete, lasciando la sua richiesta di ascolto come sospesa. A metà tra interno ed esterno, tra privato e pubblico, tra le stanze dell’edificio e la strada. In sequenza, uno dopo l’altro, Corsini interviene a stampatello sulla pelle di corten di quattro balconi. Si tratta di tre livelli successivi di avvicinamento emotivo a partire da un’attenzione di tipo psico-uditivo: UNO ODO, DUE SENTO, TRE ASCOLTO. Infine I GOT IT. Esito positivo della progressiva crescente predisposizione all’ascolto.
Il mio tentativo – spiega Vittorio Corsini – era quello di fare un'opera non leggibile in un solo istante, immediatamente nella sua globalità, ma cercare piuttosto di costruire un percorso. Ho lavorato sui balconcini in quanto elementi che sopravanzano la facciata del palazzo e si protendono verso l'esterno, il fuori, la strada. Su questi balconcini ho pensato di evidenziare i momenti di una presa di coscienza, di un percorso, ma che contenesse anche il senso del rapporto, dell'incontro con l'altro, quindi ho sviluppato il discorso sull'udire, che implica una disposizione, quella di ‘essere disposto a’, condizione necessaria a costruire rapporti. Poi, come in una poesia, si risolve tutto all’improvviso: I GOT IT.
Il parapetto del balcone – precisa l’architetto Cerruti a proposito del progetto di via parma 33- alto 100 cm dal piano di calpestio del balconcino, è di circa 6 cm di spessore e risulta composto da due lamiere distanziate tra loro da una struttura interna non visibile. Le due lamiere formano una sorta di scatola, dentro la quale c’è un sistema di luci al neon che evidenzia, di notte, le parole di Vittorio Corsini… - Dunque la facciata di via parma trentatré ha una doppia lettura. Una diurna, che va cercata e trovata con lo sguardo, discreta e bidimensionale, in quanto relativa solo alla superficie dei balconi. L’altra notturna, più evidente per via della luce che penetra attraverso i tagli al laser delle lettere, tridimensionale nel suo proiettarsi verso l’esterno, verso la strada e i suoi passanti.
Vernissage 25 settembre 2009 ore 19.00
Via Parma 33
10152 Torino
In collaborazione con Nietzsche Fabrik, Torino
con il patrocinio della Città di Torino
Progetto realizzato e finanziato da
Davide Cerruti, Cerruti Impresa srl
Si ringraziano
Francesco de Biase, Dirigente Arti visive, Città di Torino
Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura, Città di Torino
Matteo Bagnasco, Assessorato alla Cultura, Città di Torino
Agata Maugeri e Marina Bosa, Divisione Cultura, Comunicazione e Promozione della Città, Settore Arti Visive, Città di Torino
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