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"Le Veneri di Milot" - personale di Milot Alfred Mirashi

Dal mercoledì 03 settembre 2003
al domenica 28 settembre 2003

Ufficio stampa Uffici Stampa Riuniti

Comunicato stampa evento: "Le Veneri di Milot" - personale di Milot Alfred Mirashi

Castel Nuovo - Maschio Angioino, Napoli

dal 4 al 28 settembre 2003

Inaugurazione 4 settembre 2003 ore 18.30

Conferenza stampa 3 settembre 2003 ore 17.00 – Antisala dei Baroni (Maschio Angioino)

Orari apertura: lun. - sab. ore 9.00 - 19.00 / dom. ore 9.00 - 14.00

Informazioni: +39. 081.7955877

Testi in catalogo: Eduardo Cycelin, Francesco Poli, Enzo Battarra, Massimo Sgroi, Paolo Thea e Massimo Guastella

Organizzazione: Massimo De Simone - Arteinvest

Promossa da: Regione Campania, Comune di Napoli



Si inaugurerà giovedì 4 settembre alle ore 18.30, presso il Maschio Angioino di Napoli, la personale dell'artista albanese Milot Alfred Mirashi, promossa da Arteinvest s.p.a., organizzata dal gallerista Massimo De Simone, realizzata in collaborazione con il Comune di Napoli e la Regione Campania e con il patrocinio dell'Ambasciata Albanese d'Italia.

La conferenza stampa di presentazione si terrà mercoledì 3 settembre alle ore 17.00 presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino. Nell’occasione sarà possibile visitare la mostra. In anteprima sarà distribuito il catalogo.

La mostra del giovane artista mediterraneo, “Le veneri di Milot”, stabilisce un punto fermo nella sua ricerca concettuale e stilistica, proponendo una serie di grandi tele, denominate "Angolo del Mediterraneo", sulla contaminazione fra la cultura popolare albanese (in particolare le texture dei vestiti tradizionali del suo Paese di origine) e la memoria storica del Mediterraneo, rappresentata da icone scultoree consolidate nella visione artistica sud europea, dalle statue di matrice illirica a quelle greche, romane e rinascimentali.

Contemporaneamente Milot presenterà una serie di installazioni che attraversano l'intera trama degli eventi della cultura mediterranea. Di particolare impatto è l'opera “Le veneri di Milot”, che dà il titolo alla mostra e che è rappresentata formalmente da sette uova di grandi dimensioni riferite ad alcune figure della storia che sono entrate nell'immaginario collettivo: da Madre Teresa di Calcutta a Skanderbeg, Dante Alighieri, Caravaggio, Giordano Bruno, Alessandro Magno e Diego Armando Maradona. Simbolicamente questa installazione indaga sulla necessità del mito come punto necessario di riferimento nella cultura contemporanea. Sulla stessa linea concettuale sono le altre tre installazioni: “Tracce di Mare - il ritorno di Ulisse”, “I miei giocattoli proibiti” e “L'inganno di Zeus”, opere che si coniugano perfettamente per cromatismi e valenza ideologica con la parte pittorica della mostra.

In occasione della inaugurazione verrà presentato il catalogo che conterrà, oltre alle opere, i testi dei critici Enzo Battarra, Eduardo Cycelin, Massimo Guastella, Francesco Poli, Massimo Sgroi e Paolo Thea.

Da notare la curiosità storica di un albanese che ritorna al Maschio Angioino di Napoli cinque secoli dopo la venuta del grande condottiero Giorgio Castriota Skanderbeg, in visita al Principe di Napoli suo alleato nella dura battaglia contro l'espansionismo dell'impero ottomano. La storia, in modi diversi, si ripete, perché, come sosteneva un filosofo americano, "conoscere la storia serve a sapere cosa fare quando essa si ripresenterà".





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